Luigi Marroni ammette incontri con Bigotti su pressione di Verdini

Consip, Romeo accusa: «Le gare? Sono tutte truccate»

Fra le carte della memoria difensiva dell'imprenditore partenopeo finito in carcere con l'accusa di corruzione c'è un esposto che dimostrerebbe l'affidamento gli appalti ad un «cartello permanente», e che ci siano «partecipazioni dubbie già riscontrate in passato»

Secondo gli avvocati di Alfredo Romeo, ci sono le prove della manipolazione «di tutte le gare» di Consip
Secondo gli avvocati di Alfredo Romeo, ci sono le prove della manipolazione «di tutte le gare» di Consip (ANSA/CLAUDIO PERI)

ROMA – Nuove rivelazioni sul caso Consip anticipate da L'Espresso: il settimanale è venuto in possesso delle «prove», secondo gli avvocati di Alfredo Romeo, della manipolazione «di tutte le gare».

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«Cartello permanente»
Fra le carte della memoria difensiva dell'imprenditore partenopeo finito in carcere con l'accusa di corruzione c'è un esposto della Romeo Gestioni, che venne inviato al presidente dell'Anac Raffaele Cantone, a quello dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella e al numero uno di Consip, Luigi Marroni, lo scorso aprile. Si tratta di carte che «scottano» secondo i legali di Romeo, perché "dimostrerebbero" che la Consip affidi gli appalti ad un «cartello permanente», e che ci siano «partecipazioni dubbie già riscontrate in passato» che rischiano di turbare altre gare in futuro.

La gara FM4
In particolare viene puntato il dito contro il bando miliardario FM4, dove a parere di Romeo c'è stata una sorta di «desistenza competitiva» tra Ezio Bigotti (presidente del gruppo Sti, imprenditore vicino a Denis Verdini e ritenuto da Romeo come in grado di convogliare gli appalti in Consip) e Cofely perché «le due candidature coprano ben 12 lotti senza mai sovrapporsi se non nell'unico marginale caso del lotto 8)». Sul punto Marroni ha querelato Romeo, che ha consegnato l'esposto dopo l'esclusione della sua Romeo Gestioni dalla gara per il «Servizio Luce» per la pubblica amministrazione, dal valore di 967 milioni. Romeo inizialmente riuscì a farsi assegnare due degli otto lotti dell'appalto, ma venne successivamente escluso e i lavori andarono a Bigotti.

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Bigotti pigliatutto
«Dalla documentazione risulta che ben 5 lotti di gara su 8 risultano di fatto aggiudicati ad istanze imprenditoriali che vedono la partecipazione sostanziale di aziende del gruppo Sti, presieduto da Ezio Bigotti», ha scritto l'avvocato di Romeo. Inoltre, ha sottolineato il legale, anche i lotti 5 e 7 sono finiti alla Conversion& Lighting srl di Bigotti in quanto nel novembre 2015 Bigotti comprò da Manutencoop l'azienda arrivata seconda dietro la Romeo, la Smail spa.

I risultati «incredibili» di Bigotti
Ma anche: «La Conversion & Lighting è al 51 per cento controllata dalla Exitone (altra società di Bigotti) e al 49 per cento dal Consorzio stabile energie locali, già aggiudicatario del lotto 2 e che vede tra i propri consorziati la Gestione Integrata srl. Anche questa partecipata per l'85 per cento da Bigotti. Con tale aggiudicazioni un unico centro imprenditoriale si assicura oltre il 76 per cento del complesso delle attività poste in gara. Un risultato 'incredibile'».

Le ammissioni di Marroni
I dubbi di Romeo hanno trovato un parziale riscontro nelle dichiarazioni dell'amministratore delegato di Consip, Marroni, che ha ammesso davanti agli inquirenti di essersi incontrato con Bigotti per discutere di appalti Consip, su invito di Verdini.