23 ottobre 2019
Aggiornato 07:00
Politica e Tv

Scandalo Unar, dopo lo scoop delle Iene si dimette il direttore Spano

Francesco Spano ha lasciato il suo incarico all'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali dopo che Filippo Roma ha denunciato il finanziamento di sedicenti associazioni culturali, che in realtà erano club privé gay, dove si praticava anche la prostituzione. Fratelli d'Italia, Lega Nord, Forza Italia e Movimento 5 stelle stanno presentando interrogazioni parlamentari a riguardo

ROMA - Francesco Spano si è dimesso da direttore generale dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar), dopo un servizio del Le Iene che hanno denunciato il finanziamento da parte dell'Unar di sedicenti associazioni culturali, che in realtà erano club privé gay, dove si praticava anche la prostituzione.

Boschi ha ricevuto Spano
Spano è stato ricevuto per un chiarimento dalla sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, e dopo l'incontro è stato diffuso un comunicato dove è scritto: «Le dimissioni vogliono essere un segno di rispetto al ruolo e al lavoro che ha svolto e continua a svolgere l'Unar. La presidenza del Consiglio, per quanto non si ravvisino violazioni della procedura prevista e d'accordo con il dott. Spano, disporrà la sospensione in autotutela del Bando di assegnazione oggetto dell'inchiesta giornalistica» delle Iene, «per effettuare le ulteriori opportune verifiche. I relativi fondi, comunque, non sono stati ancora erogati».

L'esposto del Codacons
Dopo il servizio della iena, Filippo Roma, il Codacons ha deciso di vederci chiaro sui finanziamenti erogati dell'Unar, presentando un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura di Roma in cui si chiede di aprire un'indagine sull'utilizzo dei fondi pubblici da parte dell'ente. «Nel mirino della trasmissione televisiva 'Le Iene' sarebbe finito un finanziamento da 55mila euro rilasciato ad un'associazione dietro la quale - da quanto emerge dal servizio trasmesso - sarebbe occultato il business del sesso a pagamento. Difficile immaginare che "azioni positive" di questo genere possano includere, in qualsivoglia misura, attività che includano la prostituzione. La graduatoria, reperibile anch'essa sul sito dell'Unar, include più di 30 associazioni ammesse al finanziamento. Le Iene, telecamere nascoste al seguito, si sarebbero infiltrate all'interno delle serate organizzate dall'associazione documentando incontri hard e offerte di prestazioni sessuali a pagamento in alcuni di questi circoli. Con che criteri l'Unar sceglie le associazioni da accreditare e finanziare con migliaia di euro?».

Le opposizioni sulle barricate
Le reazioni politiche non sono mancate: la prima a intervenire sul caso è stata Giorgia Meloni che ieri ha chiesto la chiusura dell'Unar e le dimissioni del suo direttore e ha annunciato una interrogazione parlamentare sul caso. Sulla stessa linea anche Lega Nord, Forza Italia, e Movimento 5 stelle, che hanno chiesto al governo spiegazioni a riguardo.

Fedriga (Lega): «Quali provvedimenti prenderà il governo?»
Il presidente dei deputati del Carroccio, Massimiliano Fedriga ha presentato un'interrogazione alla presidenza del consiglio dei ministri per chiedere, oltre la chiusura dell'Unar «in un contesto politico di contenimento dei costi e di razionalizzazione delle risorse, anche un chiarimento dettagliato sul personale appartenente ai ruoli della Presidenza del Consiglio e di altre amministrazioni pubbliche, nonché esperti anche estranei alla P.A. che lavorano e collaborano a con l'Unar e i relativi costi dell'ufficio. Allo stesso tempo - ha concluso - vogliamo sapere quali provvedimenti prenderà il governo per l'utilizzo non autorizzato di denaro pubblico, speso appunto per finanziare attività illegali e per altre iniziative che esulano dalle competenze dell'Unar».

Malan (Fi): «Presenterò un esposto in corte dei Conti»
Il senatore forzista, Fi Lucio Malan ha attaccato: «Presento oggi stesso una interrogazione sia sulla generalizzata attività dell'Unar al di fuori della legge, sull'attività del circolo in questione, sul fatto che secondo il servizio giornalistico il direttore dell'unar sarebbe un un tesserato di detto circolo, nonché sulla collaborazione con il circolo intitolato a Mario Mieli, noto essenzialmente per un libro dove si teorizza e si esorta alla pedofilia dalla prima all'ultima pagina. Presenterò anche un esposto alla corte dei conti per il danno erariale creato da attività non conformi alla legge istitutiva dell'Unar al costo di diversi milioni all'anno. Voglio sperare, peraltro, che le autorità competenti si siano già mosse con ispezioni, poiché dal servizio appare chiaro che, oltre a tutto il resto, il circolo finanziato dall'Unar evade ogni obbligo fiscale».

M5s: «Immediate spiegazioni da Boschi»
I deputati M5s in commissione Affari sociali hanno redfatto una nota in cui hanno scritto: «E' necessario un chiarimento del governo rispetto ai fondi pubblici erogati dall'Unar ad associazioni per lo svolgimento di attività tra le quali, come scoperto dalla trasmissione Le Iene, ci sarebbe anche un circolo che offriva il servizio di "dark room" ai suoi iscritti. Quello che emerge è uno scenario inquietante sul quale il sottosegretario Maria Elena Boschi deve dare immediate spiegazioni, anche al fine di chiarire se siano state compiute le opportune verifiche. Il sottosegretario Boschi, alla quale sono state affidate le deleghe per le Pari Opportunità, dipartimento da cui l'Unar dipende, ha valutato opportunamente i profili e le attività dell'associazione prima di erogare i finanziamenti pubblici? Su tutto questo la collega Fabiana Dadone sta per presentare un'interrogazione parlamentare».