26 maggio 2019
Aggiornato 21:00
Giustizia e politica

Lotti nei guai, il fedelissimo di Renzi indagato per l'affaire Consip

Il fedelissimo di Renzi, per cui è stato resuscitato il ministero dello Sport, è iscritto nel registro degli indagati per rivelazione di segreto e favoreggiamento. Le indagini sono della Procura di Napoli, che sta indagando su presunte tangenti alla Consip

ROMA – Il ministro dello Sport, Luca Lotti, è iscritto nel registro degli indagati per rivelazione di segreto e favoreggiamento. Le indagini sono della Procura di Napoli, che sta indagando su presunte tangenti alla Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana, ma la posizione di Lotti è ora al vaglio della Procura di Roma perché il suo fascicolo è stato stralciato dall'inchiesta partenopea che vede coinvolti come indagati anche l'imprenditore Alfredo Romeo e il dirigente Consip, Marco Gasparri.

Lotti chiamato in causa da Luigi Marroni
Il fedelissimo di Renzi, per cui è stato resuscitato il ministero dello Sport fra il giubilio generale (ve ne abbiamo parlato qui), è già stato sottosegretario alla Presidenza del consiglio e a quanto sostengono i ben informati ambisce alla delega sui servizi segreti. A metterlo nei guai sono state le dichiarazioni di un suo amico, Luigi Marroni, ex assessore alla sanità della Regione Toscana, promosso sotto il governo Renzi ai vertici della Consip. Marroni, sentito come persona informata dei fatti, non ha parlato solo di Lotti, ma anche del generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia, comandante della Legione Toscana anche lui dato molto vicino al segretario del Partito democratico, indagato per le stesse ipotesi di reato.

Una bonifica sospetta
Le indagini su Lotti, Saltamacchia e sul comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Tullio Del Sette, sono partite a causa di Marroni, che nelle settimane scorse ha chiesto a una società privata che i suoi uffici venissero bonificati da eventuali microspie. Le «pulci» vengono individuate, proprio poco dopo che avrebbe sentito gli amici suoi e di Renzi, Lotti e Saltamacchia, e Marroni, una volta interrogato dai pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano ed Enrica Parascandolo che gli fanno domande molto circostanziate, collabora con gli investigatori facendo nomi e cognomi.

Le dichiarazioni di Marroni
Marroni ha raccontato di aver appreso delle indagini, che vertono sul mega appalto da 2,7 miliardi di euro per il facility management, dal presidente di Consip Luigi Ferrara che sarebbe stato avvisato dal comandante dell'Arma Del Sette. Ma non solo, ad avvertire Marroni sarebbero stati anche Lotti, Saltalamacchia. La vicenda giudiziaria che sta lambendo molti renziani «al di sopra di ogni sospetto» ha come fulcro l'imprenditore partenopeo Romeo, anche lui vicino all'ex premier, di cui ha finanziato nel 2012 la Fondazione.

I rapporti fra Romeo e Gasparri
Romeo è stato intercettato dai pm napoletani che coordinano le indagini dei carabinieri del Noe e del Nucleo di polizia tributaria, utilizzando un virus-spia. Dalle conversazioni captate, i magistrati hanno ipotizzato che Romeo avesse corrotto il dirigente Consip Gasparri perché affidasse alcuni appalti ad aziende riconducibili a Romeo. In particolare gli appalti riguardavano il Facility management (Fm4) indetto da Consip nel 2014 per l’affidamento dei servizi gestionali di uffici pubblici, università e centri di ricerca.