17 giugno 2019
Aggiornato 15:00
Lascia l'incarico di segretario Pd sardo

Soru condannato a 3 anni per un'evasione fiscale da 2,6 milioni di euro

L'ex governatore sardo è stato condannato a tre anni di reclusione e l'interdizione dai pubblici uffici. Per il patron di Tiscali si tratta di una «sentenza ingiusta». Duro Beppe Grillo: «L’epopea immorale del Pd continua. Chi sarà il prossimo?».

CAGLIARI – Renato Soru è stato condannato a tre anni di reclusione per evasione fiscale. Il patron di Tiscali avrebbe sottratto al fisco 2,6 milioni di euro nell'ambito di un prestito fatto dalla società «Andalas Ldt» (dello stesso Soru) a Tiscali. Immediate le dimissioni dell'ex governatore sardo dall'incarico di segretario del Partito Democratico della Sardegna. Quella di Renato Soru è un'altra grana giudiziaria per il Pd di Matteo Renzi.

«Sentenza ingiusta»
Il patron di Tiscali, uscendo dal tribunale di Cagliari, ha commentato la sentenza affermando di essere sorpreso dalla decisione del giudice Sandra Lepore: «mi aspettavo di essere assolto, credo sia una sentenza ingiusta». Provato dalla decisione del tribunale di Cagliari, l'europarlamentare e segretario del Pd in Sardegna ha affermato che si tratta di «un momento grave e molto importante della mia vita. Adesso andrò a casa, voglio stare un poco da solo». Spera ancora in un esito positivo l'ex governatore sardo: «Non credo di aver commesso reati credo sia una sentenza che spero venga ribaltata nelle altre fasi del processo».

Interdizione dagli uffici
Il giudice monocratico del tribunale di Cagliari che ha emesso la sentenza ha concesso a Soru le attenuanti generiche, e, applicando l'articolo 12 del decreto legislativo del 10 marzo 2000 n. 74, ha dichiarato per l'ex governatore sardo «l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, l'interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria, nonché l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione, tutto per la durata di due anni». Il giudice ha disposto anche la confisca delle somme in sequestro.

La società per evadere
L'indagine era stata avviata nel 2009 grazie ad un servizio di Annozero incentrata sull'esistenza nel Regno Unito di società appositamente create per aggirare la legge ed evadere. Tra le società menzionate nell'inchiesta di Annozero spuntava la «Andalas Ltd», riconducibile proprio al patron di Tiscali. Secondo l'accusa, «Andalas, costituita nel 2003, con capitale due sterline è una società non operativa che non ha mai pagato una sterlina di imposte nel Regno Unito né un euro in Italia. L’unica operazione che ha fatto è stato un prestito di circa 27milioni di euro a Tiscali Finance». Per cinque anni Tiscali avrebbe restituito parte del debito, ma – sempre secondo l'accusa – il denaro non era stato dichiarato al fisco, a quello inglese come a quello italiano.

Gli attacchi della politica
Non manca la risposta della politica all'ennesimo scandalo che travolge il Pd. Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini commenta con durezza la vicenda: «Qualche mela marcia c’è in tutte le case, basta rottamarla, ma se iniziano essere 110 allora è un problema, anche perché in certe zone ci sono dei sistemi di potere, basti pensare alla Toscana o all’Emilia». Dalle fila del Movimento 5 Stelle, i senatori sardi Manuela Serra e Roberto Cotti chiedono che Soru si dimetta dall'incarico di europarlamentare: «Sono il minimo sindacale per rispetto ai cittadini della Sardegna e d’Italia e di tutti gli imprenditori, artigiani e lavoratori che pagano le tasse regolarmente in questo paese». Anche Grillo dice la sua: «Oggi tocca a Renato Soru, europarlamentare e capo del Pd in Sardegna: tre anni di reclusione per evasione fiscale. Dopo l’euroindagato per voto di scambio mafioso Caputo, il gruppo del Pd a Bruxelles si ingrossa con un eurocondannato. Cosa aspettano a dimettersi? L’epopea immorale del Pd continua. Chi sarà il prossimo?».