30 ottobre 2020
Aggiornato 14:30
Calcio

Vercelli dice addio ai cimeli della Pro. Il sindaco si difende

Avvocato di Parma si aggiudica all'asta trofei e coppe. Maura Forte: "Tante critiche, ora. Ma dov'erano i tifosi prima di oggi?"

VERCELLI - Colpo di scena all'asta dei cimeli della Pro Vercelli. Con un'offerta di 17 mila euro un avvocato parmense di 44 anni, Stefano Delsignore, li ha "soffiati" al Comune di Vercelli, l'unico a presentare una manifestazione d'interesse per la vendita all'incanto che si è però fermato a 4 mila euro. Il nuovo proprietario dei cimeli, centinaia di coppe e trofei di una tra le società calcistiche più antiche e titolate d'Italia, è il nipote di Mario Ardissone, bandiera della Pro negli anni '20 a cui è intitolato lo stadio in cui si allenano le giovanili del club. La Pro Vercelli è una delle squadre italiane protagoniste agli inizia del Novecento, con 7 Scudetti vinti all'attivo. 

Parla il vincitore dell'asta

"Collezionavo già alcuni cimeli di questa gloriosa squadra. Ho saputo dell'asta per caso e non ho voluto mancare - ha detto Delsignore, che è anche professore aggregato di Diritto Penale e Costituzionale all'Università di Parma - La Pro è una pagina importante della storia del calcio e i suoi cimeli sono un patrimonio da valorizzare. Li renderò fruibili alla città di Vercelli, ai suoi cittadini e ai tifosi della Pro".

La difesa del sindaco

"E’ singolare riscontrare quante persone dalle 16 di oggi si dimostrano affezionate e interessate ai cimeli della vecchia Pro Vercelli - ha scritto in una nota ufficiale il sindaco Maura Forte -. Quei cimeli che da sei anni giacciono in un locale del Comune e di cui nessuno ha mai chiesto notizie o ha chiesto di prenderne visione, non fosse altro che per dar loro una spolveratina. Prima delle ore 16 di oggi, 12 gennaio 2016, dov’erano queste persone? E perché non si sono organizzate per partecipare all’asta? Come al solito, è più comodo stare nelle retrovie e fare affidamento sul Comune. E pensare che alcune di queste persone non hanno battuto ciglio in occasione dell’abbattimento della storica sede della Pro. Altre hanno avuto vantaggi sportivi  dalla situazione che si era venuta a creare con la scomparsa della vecchia Pro Vercelli di Paganoni. Altre ancora sono state sorprese in tribuna ad inveire e insultare il vecchio presidente Vero Paganoni. Il Comune di Vercelli, invece, ha cercato, nei limiti delle possibilità, di mettere in piedi ogni strategia utile per poter conservare in città i cimeli. L’istituzione Comune in relazione alle ferree norme contabili, poiché utilizza fondi pubblici, ha stanziato la somma di 4 mila euro, quanto ammissibile dalle norme e dai regolamenti, per partecipare all’asta. Rendendosi conto che lo stanziamento poteva anche non essere sufficiente, ha predisposto un «piano B» che vedeva la partecipazione in proprio dei componenti la giunta e la collaborazione attiva di Mario e Pablo Carrara titolari di "Meeting Art" e altri privati a cui va il nostro incondizionato ringraziamento. Tale cordata, agendo in proprio, ha condotto la gara fino alla quota di euro 16.500 fermandosi al successivo rilancio. E’ innegabile che ci sarebbe piaciuto vedere una partecipazione massiccia di personaggi vercellesi, sportivi e non e, comunque, di gran parte di quelli che si sono, solo successivamente, mostrati interessati. Ci sarebbero state certamente maggiori possibilità di vittoria e il Comune non si sarebbe trovato da solo. L’aggiudicatario, con il quale abbiamo parlato subito al termine dell’asta, si è reso disponibile ad avviare qualunque percorso di collaborazione con la Città di Vercelli. I «fallimenti» di cui leggiamo sono quelli di chi si è mantenuto nell’ombra, non ha assunto iniziative, non ha messo mano al portafoglio, non ha avuto il coraggio di «giocare la partita», ma è solo stato capace di recriminare a giochi ormai fatti.