20 maggio 2019
Aggiornato 00:00
malasanità nella capitale

Ospedale israelitico di Roma, ai domiciliari anche Mastrapasqua

Il provvedimento cautelare è stato eseguito questa mattina dai carabinieri del Nas

ROMA - Nella mattinata odierna i carabinieri del NAS di Roma, unitamente al personale del Gruppo, del Reparto Operativo e del Comando per la Tutela della Salute di Roma nonché coadiuvati dai reparti del Comando Provinciale di Roma, hanno dato esecuzione a 17 misure restrittive, di cui 14 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, nei confronti di altrettanti dirigenti, medici e operatori della casa di cura privata "Ospedale Specializzato Israelitico" di Roma.

Intervento del NAS all'Ospedale Israelitico
I provvedimenti emessi dal GIP del Tribunale di Roma sono riconducibili alle risultanze investigative raccolte nel corso di un'indagine condotta dal NAS di Roma e coordinata da un pool della Procura della Repubblica di Roma relativamente alle ipotesi di reato di falso e truffa in danno della sanità pubblica. Contestualmente all'esecuzione dei 17 provvedimenti cautelari, l'Autorità giudiziaria di Roma ha disposto il sequestro preventivo per equivalente pari all'ammontare di 7,5 milioni di euro, somma riconducibile alla indebita richiesta economica eccedente le prestazioni realmente erogate della struttura ospedaliera.

Anche il direttore generale Mastrapasqua ai domiciliari
C'è anche l'ex direttore generale dell'ospedale specializzato israelitico di Roma, Antonio Mastrapasqua, tra le persone poste agli arresti domiciliari nell'ambito di una inchiesta della Procura capitolina su una presunta truffa ai danni del sistema sanitario nazionale. L'ordinanza del gip è stata eseguita dai carabinieri del Nas. Mastrapasqua che è stato anche presidente dell'Inps era già stato coinvolto nei mesi scorsi, per una indagine risalente al 2009, quando un controllo dell'Asl Roma su alcune prestazioni dell'israelitico, portò alla luce diverse incongruenze. Si trattava in particolare di alcune fatture per semplici interventi odontoiatrici per cui però venivano richiesti alla Regione Lazio rimborsi da intervento con ricovero, più onerosi, e questo nonostante la struttura non avesse quel tipo di accreditamento. (Fonte Askanews)