12 dicembre 2019
Aggiornato 15:30
Nel weekend 150 gazebo in Piemonte

Sei italiano? La Lega ti fa chiedere asilo contro l'immigrazione

150 gazebo in tutto il Piemonte, sabato e domenica, per protestare contro l'immigrazione e il trattamento - per la Lega privilegiato - riservato dalla Lega ai migranti. Una discriminazione al contrario, ha detto il segretario della Lega Nord Roberto Cota,

TORINO. (askanews) - Centocinquanta gazebo in tutto il Piemonte, sabato e domenica prossimi, per consentire di firmare la campagna promossa dalla Lega Nord «Chiedo asilo anch'io», una raccolta di sottoscrizioni che vuole evidenziare la disparità di trattamento per i rifugiati nei confronti delle fasce più basse della popolazione residente.

DISCRIMINAZIONE AL CONTRARIO - «Siamo stufi di questa discriminazione al contrario», ha detto il segretario piemontese della Lega Nord Roberto Cota, che ha parlato di falsità della sinistra sul tema dell'immigrazione: «Con l'operazione Mare Nostrum gli immigrati sono quadruplicati tra il 2013 e il 2014 raggiungendo le 170mila unità, ma soltanto uno su 10 di coloro che arrivano in Italia ottiene lo status di rifugiati». Falso per Cota anche che si tratti in gran parte di donne e bambini, «al 92% sono uomini e al 94% maggiorenni».

TORINO CITTÀ SIMBOLO DELL'IMMIGRAZIONE - «Torino è una città simbolo per l'immigrazione - ha detto ancora Cota - dove c'è una grande distanza tra le nostre posizioni, che speriamo possano aggregare tutto il centrodestra, e quelle della sinistra che ha sempre girato la testa dall'altra parte, con frasi vuote, retoriche, o posizioni da radical chic». Posizioni, ha osservato Cota, che difendono l'immigrazione libera «e non la nostra identità».

GANCIA: E LA CHIESA TACE - La capogruppo leghista in Regione Gianna Gancia, presente alla conferenza stampa assieme al segretario provinciale Alessandro Benvenuto, ha invece puntato il dito sul silenzio di alcuni personaggi della chiesa in prima linea contro il malaffare e la criminalità come don Luigi Ciotti: «E' evidente che qui c'è un aspetto nascosto - ha detto Gancia - dietro all'assistenza ai nomadi e ai rifugiati, ci sono tanti centri gestiti da coop rosse e da associazioni legate alla chiesa che lucrano».