14 luglio 2020
Aggiornato 22:00
Giustizia

Sequestrato il Salaria Sport Village di Diego Anemone

Finanzieri del Comando Provinciale di Roma stanno eseguendo il sequestro del centro sportivo del valore complessivo di circa 200 milioni di euro

ROMA - Finanzieri del Comando Provinciale di Roma stanno eseguendo il sequestro del centro sportivo «Salaria sport village», di proprietà dell'imprenditore Diego Anemone, del valore complessivo di circa 200 milioni di euro.

ANEMONE E BALDUCCI - In particolare - spiega la guardia di finanza - è emerso che già nel 2004, «mentre l'imprenditore Anemone si vedeva assegnare dal pubblico ufficiale Balducci ingenti appalti in cambio di tangenti e utilità varie, i due avevano intrapreso una comune iniziativa imprenditoriale, diretta a far fruttare gli ingentissimi proventi conseguiti attraverso tale sistema illecito di affidamento dei lavori pubblici». Infatti, proprio in quell'anno - ricorda la guardia di finanza - furono costituite due diverse società nelle quali figuravano quali soci, seppur schermati attraverso società fiduciarie, i fratelli Diego e Daniele Anemone e Lorenzo e Filippo Balducci, figli di Angelo (questi ultimi successivamente fuoriusciti dalle compagini): la Società sportiva romana Srl e la Salaria Sport Village Srl. Secondo la ricostruzione delle indagini delle fiamme gialle, quindi, la prima società, la Società sportiva romana Srl, beneficiando di consistenti flussi finanziari provenienti dalle imprese del gruppo Anemone, a loro volta destinatarie di somme erogate dalle Stazioni Appaltanti controllate dal Balducci, è stata utilizzata per portare a termine l'operazione di acquisizione del centro sportivo Salaria Sport Village, successivamente ampliato e rinnovato, operazioni che sarebbero state anch'esse realizzate con fondi provenienti dagli appalti affidati alle imprese di Anemone dalle strutture pubbliche dirette da Balducci.

IL RUOLO DELLA SALARIA - La seconda società, la Salaria Sport Village Srl, invece, è stata destinata - spiega la Guardia di finanza - allo sfruttamento economico del centro sportivo, mediante la gestione delle varie attività (sportive e non) praticabili al suo interno, condotta attraverso altre società: la Salaria Beauty Center Srl, la Salaria Nuoto, società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata, la Salaria Tennis, Ssd a r.l., la Salaria sport Village Ssd a responsabilità limitata, la Circolo canottieri Salaria, società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata, la River cafè srl, la F.C. Fidene Ssd. a r.l. Società - sottolinea la guardia di finanza - dalla prima interamente controllate e ugualmente destinatarie di consistenti trasferimenti originati dagli appalti pubblici ovvero provenienti dalla Medea Progetti e consulenze Srl, ulteriore società riconducibile al duo Anemone-Balducci e «utilizzata quale collettore delle tangenti».

FINANZIAMENTI PER 30 MILIONI - In base alle indagini economico-patrimoniali dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Roma, le società hanno potuto beneficiare di flussi finanziari per oltre 30 milioni di euro, «ottenuti dalle imprese del gruppo Anemone grazie all'ormai noto 'sistema gelatinoso' di spartizione degli appalti pubblici e come tali fondi siano stati utilizzati per realizzare il progetto di reinvestimento dei capitali, che ha consentito all'imprenditore di acquisire il Salaria Sport Village». Il Salaria Sport Village è un imponente complesso sportivo che si estende su una superficie di circa 170mila metri quadrati, e che comprende otto distinti fabbricati ed è formato da una club house di oltre 2.000 metri quadrati, un bar-ristorante di circa 850 mq, un centro benessere di 2.400 mq, una palestra di circa 2.500 mq, 18 campi da tennis, un campo da calcio regolamentare con tribune coperte, due campi da calciotto, 3 campi da calcetto, quattro piscine, di cui due olimpioniche da 50 metri, immobili ad uso uffici, foresterie e spogliatoi per circa 30.000 mq, aree verdi e parcheggi. Il decreto di sequestro eseguito dalle fiamme gialle di Roma interessa l'intero complesso sportivo e riguarda anche le nove società costituite dalla famiglia Anemone per la sua gestione ed i relativi patrimoni aziendali, comprese 3 auto e numerosi rapporti bancari, per un valore complessivo stimato in circa 200 milioni di euro. L'operazione di oggi - sottolineano la fiamme gialle - interviene a distanza di poco tempo da un analogo maxi-sequestro già operato dalla guardia di finanza nei confronti dell'ex Provveditore alle opere pubbliche del Lazio Angelo Balducci, in seguito al quale sono scattati i sequestri al suo ingente patrimonio personale. E - conclude la guardia di finanza«oltre che per l'oggettiva rilevanza dei beni sequestrati e del contesto investigato, l'operazione si connota anche per essere un ulteriore caso di applicazione della disciplina dei sequestri antimafia e dei principi sviluppati dalla giurisprudenza in tema di impresa mafiosa nei confronti di società ed aziende non colluse con il crimine organizzato, ma utilizzate per reimpiegare proventi illeciti derivanti dai c.d. reati dei colletti bianchi».