15 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Corruzione

Tangenti al policlinico di Modena: 63 indagati

Appalti pilotati alla struttura ospedaliera. I magistrati sentiranno professionisti e dirigenti pubblici, tra cui l'ex direttore generale dell'ospedale. Perquisizioni e sequestri preventivi per un milione e mezzo di euro

MODENA - Un collaudato sistema di tangenti e appalti pilotati al policlinico di Modena: 63 persone indagate tra professionisti e dirigenti pubblici, tra cui l'ex direttore generale dell'ospedale, è il bilancio dell'operazione dei carabinieri del Nas «Last Business», che ha portato anche a perquisizioni e sequestri preventivi per un milione e mezzo di euro. Dalle prime ore della mattinata, 70 carabinieri del NaS con il supporto dei colleghi dell'Arma territoriale stanno dando esecuzione in 16 province di 8 Regioni a ventiquattro misure cautelari reali relative a conti correnti e dieci decreti di perquisizione domiciliare, emessi dalla Procura modenese. L'esecuzione d'urgenza di tali atti rientra in una più ampia e non ancora conclusa indagine condotta dal Nas Carabinieri di Parma e coordinata dalla Procura della Repubblica di Modena che ha portato a smascherare un «collaudato sistema di tangenti per l'acquisto di strumentazioni mediche e per l'affidamento di lavori al Policlinico di Modena», spiegano i carabinieri. In particolare, secondo le indagini, i pubblici amministratori procedevano, attraverso appalti pilotati, all'aggiudicazione di lavori e forniture di strumentazioni mediche con la procedura dell'individuazione diretta della ditta senza rispetto dei principi della libera concorrenza e della scelta del contraente in violazione delle norme del Codice degli appalti. Tra gli indagati anche l'ex Direttore generale del Policlinico, suoi stretti collaboratori e professionisti, accusati a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione, abuso d'ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, riciclaggio.

APPALTI EDILI E SERVIZI - Gli accertamenti si sono concentrati sulle procedure adottate per l'affidamento di alcuni appalti al Policlinico di Modena a partire dal 2007. Due i settori di attività pubblica in cui si concentrava il sistema: appalti con grandi gruppi imprenditoriali del ramo edile e servizi, consorzi di imprese aggiudicatari di commesse anche pluriennali ed anche di ingente valore per conto del Policlinico di Modena, nonché imprese designate per l'esecuzione delle opere appaltate; e appalti di forniture e servizi più specificamente attinenti alle attività di assistenza della struttura ospedaliera e, quindi, a contratti intercorsi con soggetti privati operanti nel settore biomedicale. «L'indagine ha posto in luce un sistema di dazioni di denaro complesso e macchinosamente strutturato», sottolineando i carabinieri spiegando che i pagamenti non avvenivano mai in modo diretto ed immediato dal privato al pubblico ufficiale ma seguivano un percorso più tortuoso che, nelle prime fasi, ostentava una parvenza di legittimità. Le tangenti delle imprese private corruttrici, infatti, passavano attraverso accrediti su conti correnti che facevano capo a enti in vario modo collegati ad alcuni dei principali indagati e avevano come oggetto sociale l'organizzazione di servizi per la divulgazione e promozione scientifica. Le rimesse di denaro si giustificavano apparentemente come corrispettivi per l'organizzazione di convegni o per sponsorizzazione ad enti no profit o provider in servizi strumentali ad attività scientifiche e di ricerca. Le indagini hanno anche scoperto un sistema di riciclaggio dei proventi illeciti attraverso la collusione di enti e società. In particolare, le operazioni avvenivano attraverso tre società - oggetto di provvedimento di perquisizione - riconducibili ai principali indagati, sui cui conti correnti veniva fatto transitare il denaro frutto della tangente che successivamente, attraverso false fatturazioni, era trasferito sul conto corrente di un poliambulatorio di proprietà della moglie di uno degli indagati.