2 marzo 2024
Aggiornato 21:00
SUDAFRICA

Mandela, la politica italiana omaggia il leader anti apartheid

RP | RP | Napolitano: «Il suo insopprimibile anelito alla libertà, alla dignità umana e all'uguaglianza ha avuto ragione della barbarie dell'apartheid». Bonino: «Fu così onesto intellettualmente da dire che fu proprio l'alleanza con De Klerk che fece superare al paese l'apartheid». Berlusconi: «E' un eroe della libertà». Epifani: «Continuerà a vivere ovunque un diritto resterà calpestato»

ROMA - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso «commozione e tristezza» per la morte del leader anti-apartheid Nelson Mandela, in un messaggio inviato al presidente della Repubblica del Sudafrica, Jacob Zuma.

NAPOLITANO; GRANDE TRISTEZZA - «Ho appreso con commozione e grande tristezza - ha scritto il capo dello stato - della scomparsa dell'ex-presidente e premio Nobel per la pace Nelson Mandela. Il suo insopprimibile anelito alla libertà, alla dignità umana e all'uguaglianza ha avuto ragione della barbarie dell'apartheid. Con la sua vita ha dimostrato che un mondo più equo e solidale, dove diversità è sinonimo di ricchezza, è possibile».

HA GUIDATO TRANSIZIONE PACIFICA - A giudizio di Napolitano «aver saputo presiedere a una transizione pacifica del suo Paese - nel segno della verità e della riconciliazione - dall'apartheid alla convivenza democratica, resta suo merito incancellabile. E' un esempio che gli sopravvive, insieme con i suoi ideali e la sua straordinaria eredità morale. Essi passano alle generazioni future e a quanti, in Sud Africa e nel mondo, lottano per costruire una società più giusta ed inclusiva rifuggendo la violenza».

VICINANZA DI TUTTI ITALIANI - «In questo momento doloroso per l'umanità intera, giungano a lei signor presidente - ha concluso rivolgendosi a Zuma - e a tutti i sudafricani i miei sentimenti di sincera vicinanza e cordoglio, insieme a quelli di tutti gli italiani».

LETTA, ESEMPIO GENERESO IMPEGNO - Il premier Enrico Letta ha scritto anche lui un messaggio a Zuma: «La scomparsa di Nelson Mandela ha destato profonda emozione nel popolo italiano, che nella figura del primo presidente di colore della Repubblica Sudafricana ha visto un esempio di generoso impegno in favore dei diritti e delle ragioni dell'integrazione».

TRAIAMO ESEMPIO - «Signor presidente» è scritto ancora, «sono questi i valori ai quali si ispira l'azione che il governo italiano intende perseguire con forza e determinazione, affinché il nostro Paese e la nostra Europa sappiano trarre esempio dalla lunga battaglia condotta da Madiba. A Lei, Signor presidente, e all'amica Nazione sudafricana, giungano le espressioni della mia più viva partecipazione a un dolore che tutti noi sentiamo nei nostri cuori e l'assicurazione che l'Italia non dimenticherà la lezione che Nelson Mandela ci ha impartito».

BONINO, GRANDE ONESTA' INTELLETTUALE - Di Nelson Mandela, il ministro degli Esteri Emma Bonino ha invece «un ricordo personale molto commovente»: «Ma la cosa che voglio ricordare, oltre a quello che ricordano tutti, è la sua grandissima onestà intellettuale», ha detto la titolare della Farnesina, a margine di un convegno sulla giornata dell'Integrità del ministero degli Esteri. «Fu così onesto intellettualmente da dire che fu proprio l'alleanza con De Klerk che fece superare al paese l'apartheid», ha insistito Bonino, che ebbe modo di incontrare Madiba in Sudafrica quando era commissario europeo.

RICONOSCIMENTO DI AVVERSARIO - E proprio dando il «giusto merito» a De Klerk, «in questo riconoscimento dell'avversario - ha notato il capo della diplomazia italiana - Mandela ha posto le basi a quella che poi è stata la linea di tutta la sua presidenza, la riconciliazione. Questo è un insegnamento che ci è tantissimo utile, anche in questi giorni e in molti Paesi», ha aggiunto il ministro.

Bonino è stata testimone del «primo intervento al parlamento sudafricano» di Mandela: «Poi abbiamo avuto un incontro bilaterale e appunto ricordo questa sua grandissima onestà intellettuale», ha spiegato ai cronisti.

CAMUSSO, PROFONDA TRISTEZZA - «A nome della Cgil e dei lavoratori italiani, vi esprimiamo le nostre condoglianze e la nostra profonda tristezza per la scomparsa del presidente Nelson Mandela, il Compagno Madiba. Così come la vivono molti milioni di lavoratori in Sudafrica e nel resto del mondo, sentiamo questa perdita come nostra». Lo ha scritto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in una lettera inviata al Cosatu, il sindacato sudafricano, all'ambasciatore del Sud Africa e all'Ituc Africa.

«Grazie alla sua instancabile lotta per la libertà e contro la discriminazione razziale, la disuguaglianza e ogni genere di oppressione - ha proseguito il segretario della Cgil - Mandela ha scritto pagine indimenticabili della storia dell'umanità ed ha segnato delle conquiste per le quali le presenti e future generazioni gli saranno grate».

GUIDA E ISPIRAZIONE - «La sua vita e le scelte che l'hanno attraversata - ha aggiunto Camusso - sono state, sono e saranno una guida ed un'ispirazione per tutti coloro che combattono per la democrazia, vogliono società multirazziali e aspirano ad un mondo senza ingiustizie, abusi e sfruttamento, avendo tradotto in realtà il sogno di abolire il sistema di apartheid in Sudafrica».

IMMENSO VUOTO - «La sua scomparsa - ha concluso il segretario della Cgil - lascia un vero, immenso e tangibile vuoto per la democrazia ed il movimento sindacale. Il presidente Mandela ha reso questo mondo migliore e le persone tutte, donne e uomini, più forti nel loro cammino verso la pace e la giustizia».

BERLUSCONI, UN EROE DI LIBERTA' – Il leader di Forza Italia (Fi) ha scritto: «Nelson Mandela è un eroe della libertà. Il suo insegnamento, la sua testimonianza, la sua forza d`animo capace di non arrendersi mai anche quando le forze del male sembravano essere imbattibili, sono e saranno un esempio per tutti noi. Mi auguro che molti, tra coloro che in queste ore ne tessono le lodi, imparino a praticare quella riconciliazione nella verità e nel rispetto reciproco che è stato il suo più grande merito e la sua più grande vittoria».

EPIFANI, SUA LOTTA CONTINUA A VIVERE - Il segretario del Partito democratico (Pd) ha dichiarato: «Con Nelson Mandela scompare un protagonista assoluto della storia contemporanea e un esempio per quanti fanno della democrazia, della libertà, dei diritti e della giustizia sociale la cifra del proprio impegno politico e civile. Ma Mandela continuerà a vivere ovunque un diritto resterà calpestato e finché la disuguaglianza razziale non sarà cancellata».

DIALOGO E MEDIAZIONE - «Il Sudafrica piange oggi il suo leader storico e la comunità internazionale - ha detto ancora Epifani- si stringe a questo grande Paese in un unico abbraccio per ricordare colui che seppe sfidare l`abiezione del regime dell`apartheid con il dialogo e la mediazione. Non si possono non ricordare anche oggi i 27 anni di prigionia per la sua lotta per la libertà e la dignità, così come le tante onorificenze ricevute poi da Mandela durante la sua vita di politico e di statista di caratura mondiale o l`opera di difficile riconciliazione nazionale contro i pregiudizi e gli stereotipi del Sudafrica».

BOLDRINI, MAESTRO DI LIBERTA' - La presidentessa della Camera, Laura Boldrini ha ricordato: «Per tante generazioni, compresa la mia, Nelson Mandela è stato un maestro di libertà. Nell`ultimo mezzo secolo, chiunque si sia appassionato alle cause dell'uguaglianza e dei diritti umani lo ha fatto anche sulla scia del suo straordinario esempio di combattente. Mandela ci ha insegnato a saper credere in un futuro migliore ed a saper lottare per ottenerlo, dimostrando un enorme coraggio, ma anche mitezza, ironia e dignità. Per questo oggi l`immenso lutto che ha colpito il Sud Africa è condiviso da tutti coloro che, in ogni angolo del mondo, credono nella democrazia».

MAI RISENTIMENTO - «Ventisette anni di detenzione per essersi opposto al regime di apartheid che opprimeva il suo Paese - ha sottolineato Boldrini- hanno fatto di lui un simbolo. Un simbolo che ha onorato con la sua presenza anche la Camera dei deputati, nella quale venne in visita nel 1998. Ma nonostante l`altissimo prezzo pagato in termini di sofferenza umana e morale non cedette mai al risentimento: 'nessun rancore' furono le sue prime parole quando riottenne la libertà nel `90. E quando ricevette il Nobel per la pace, tre anni dopo, stava già lavorando da tempo al suo sogno più grande, che è anche la maggiore eredità che ci lascia: la riconciliazione, l`aver voluto essere sempre presidente di tutti, non solo dei neri. E` grazie a Mandela che oggi il Sud Africa è uno dei Paesi più influenti sulla scena mondiale. Un Paese nella cui Costituzione viene bandita la discriminazione nei confronti di tutte le minoranze».

MARONI, ONORE A UN GRANDE UOMO - «Onore alla memoria di un grande dell'umanità», ha scritto su Twitter il segretario della Lega Roberto Maroni, ricordando Nelson Mandela.