6 dicembre 2019
Aggiornato 02:00
ESTORSIONI

«Abbiamo l'ambizione grande di rendere l'Italia un Paese pizzo e usura free»

RP | RP | Il ministro dell'interno Alfano: «Difendendo le vittime di usura e racket, difendiamo così il Paese e la sua forza economica». Nel 2013 raddoppiati i fondi, un segnale dello «Stato che funziona, di cui siamo orgogliosi»

ROMA - «Abbiamo l'ambizione grande di rendere l'Italia un Paese pizzo-free e usura-free», ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, presentando al Viminale, fianco al prefetto Elisabetta Belgiorno, commissario straordinario anti-racket e anti-usura, la relazione sull'attività del Comitato di solidarietà per le vittime dell'estorsione e dell'usura.

DIFESA VITTIME RACKET E' DIFESA STATO - «Quando questo accadrà - ha sottolineato Alfano - avremmo centrato due risultati: la liberazione dello Stato da pezzi importanti dell'anti-Stato, e l'aver riaffermato le regole della concorrenza, il cui presupposto è che a vincere sia il migliore. Quando si mette di fronte l'usura e il pizzo si spezza il libero mercato. Difendendo le vittime di usura e racket, difendiamo così il Paese e la sua forza economica».

29 MILIONI PER VITTIME - Nel 2013 sono raddoppiati i fondi per le vittime di usura, un segnale dello «Stato che funziona, di cui siamo orgogliosi», ha sottolineato il ministro dell'Interno. In totale, dal primo gennaio al 31 ottobre 2013, per il sostegno alle vittime di estorsione e usura il comitato di solidarietà ha deliberato lo stanziamento di 29 milioni 380mila euro, contro i 19 milioni 320milaeuro del 2012. Degli oltre 23 milioni stanziati, 19,5 sono destinati alle vittime di usura. Per il sostegno alle vittime di estorsione sono stati stanziati nel 2013 altri 9,910 milioni di euro.

DOVE VANNO I FONDI - Le Regioni destinatarie della maggior parte dei fondi deliberati dal Comitato nel 2012, sono, per quanto riguarda l'estorsione (10 milioni di euro) la Sicilia, seguita da Campania, Calabria, Puglia, sul fronte dell'usura invece (9,3 milioni nel 2012), sono in primis Campania, seguita da Sicilia, Puglia e Lazio. In totale nel 2013 il comitato ha già erogato 14,3 milioni di euro, e, stando ai beneficiati, i settori più colpiti dal fenomeno del racket e dell'usura e che hanno fatto richiesta di aiuto, sono quelli del commercio, sia all'ingrosso che al dettaglio, costruzioni, agricoltura, alberghiero e ristorazione, attività immobiliari, trasporto e attività manifatturiere.

ALFANO, LO STATO C'E' - Il titolare del Viminale inoltre ha sottolineato che anche per il 2013 saranno trasferiti 70 milioni dal fondo di solidarietà al fondo di prevenzione anti-usura. A fronte della testimonianze, commosse e convinte, di cinque donne che hanno raccontato le loro storie di vittime ma anche di ribellione al ricatto del racket e dell'usura, aiutate da forze dell'ordine, associazioni, dalle istituzioni, Alfano ha sottolineato: «Lo Stato c'è, interviene, funziona. Oggi stiamo parlando di un Paese di cui i cittadini possono andare orgogliosi. Oggi - ha aggiunto - ho sentito queste testimonianze che lo Stato c'è, e sono orgoglioso, tra le forze del bene e quelle del male, vincono sempre le forze del bene. E' il successo dello Stato che c'è e vince. E' questa l'idea di una grande Italia di cui dobbiamo andare orgogliosi».

EROE CHE DENUNCIA COSTRUISCE LEGALITA' - L'atto «eroico della denuncia se supportato dallo Stato, forze dell'ordine, forze sociali, costruisce la legalità», ha aggiunto il vicepremier, sottolineando: «Questo ministero, questo governo e questo Stato è al fianco di chi denuncia e sa ribellarsi, chi si ribella non resta solo, quelle delle imprenditrici raccontate oggi, sono storie non di sopravvivenza, bensì di successo, nate proprio da un atto di ribellione alla illegalità».

CITTADINI FACCIANO SQUADRA CON STATO - Il segretario del Popolo della libertà ha ricordato: «Il ministero dell'Interno è l'antenna sul territorio, a fianco di associazioni, fondazioni, Chiesa, cittadini, fa squadra, fa rete. Vale il principio di sussidiarietà. L'idea di libertà moderna si sposa con l'idea che lo Stato non fa tutto da solo, ma fa squadra, fa rete con le forze sociali; all'interno del sistema sicurezza si inserisce la partecipazione dei cittadini. Se si allarga questa frontiera di alleanza sul territorio, tra mano pubblica e cittadini, con legittimi interessi privati, allora si è imbattibili».