18 agosto 2018
Aggiornato 13:00

Crowdinvesting, raccolti 249 milioni di euro: in Italia vero boom

Il volume complessivo di raccolta nei primi mesi del 2018 superiore a tutto il 2017. L’equity crowdfunding arriva a 33,3 milioni di euro complessivi, il lending crowdfunding a 216,9 milioni di euro, primi passi del real estate crowdfunding
Crowdinvesting, raccolti 249 milioni di euro: in Italia  vero boom
Crowdinvesting, raccolti 249 milioni di euro: in Italia vero boom (Shutterstock.com)

MILANO - Diverse imprese sono già al secondo round di equity a multipli crescenti e si attendono le prime exit, cresce il ricorso al prestito su piattaforme online alternative al circuito bancario, si è aperto il mercato delle operazioni nel real estate: è stato un anno di grande crescita per il crowdinvesting, quella ‘parte’ di crowdfunding che grazie a piattaforme internet permette di investire sottoscrivendo quote del capitale di rischio in piccole e medie imprese o concedendo un prestito a persone o imprese. Una crescita significativa per quantità, con il volume complessivo di raccolta che oggi supera 249 milioni di euro (153 milioni solo nell’ultimo anno) e nei primi mesi del 2018 è stato superiore a tutto il 2017, ma anche per qualità, grazie a tecniche di investimento sempre più sofisticate e alla progressiva specializzazione degli operatori in ambiti ben determinati.

Al 30 giugno 2018, l’equity crowdfunding ha raggiunto complessivamente un valore di 33,3 milioni di euro, con una raccolta di 20,9 milioni di euro solo nell’ultimo anno, oltre il triplo rispetto a quello scorso. Mentre il lending crowdfunding ha raccolto 216,9 milioni di euro complessivi, di cui 132,3 milioni solo nell’ultimo anno, più del doppio di quello passato. Nel 2017 in Italia è partito anche il real estate crowdfunding, la raccolta su Internet di fondi per finanziare progetti di natura immobiliare, ancora agli inizi con 2,6 milioni di euro di progetti equity e 3 milioni milioni di prestiti, ma dalla grande prospettiva. Nonostante questa accelerazione, in ambito europeo l’Italia rimane ancora indietro rispetto ai volumi di Francia e Germania e soprattutto del Regno Unito, dove solo nel 2016 il crowdinvesting ha raccolto quasi 4 miliardi di sterline.

I dati arrivano dritti dritti dal terzo Report italiano sul Crowdinvesting, realizzato dall'Osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano. «Il crowdinvesting oggi rappresenta un’opportunità interessante per le imprese italiane che intendono finanziare le proprie attività – afferma Giancarlo Giudici, Direttore scientifico dell’Osservatorio Crowdinvesting –. I dati mostrano un mercato in forte crescita, dovuta a politiche favorevoli, come l’estensione dell’equity crowdfunding a tutte le PMI e l’applicazione della ritenuta sostitutiva del 26% ai proventi per il lending crowdfunding, all’apertura del crowdinvesting a nuove aree di business, come quella del real estate, e in generale alla progressiva maturazione del mercato, che oggi vede i portali più dinamici dotati di una massa critica di investitori in grado di portare a successo in poche ore i progetti più ‘virali’. Soprattutto nel lending, si sta rivelando cruciale il coinvolgimento di investitori istituzionali accanto alla ‘folla’ che dà la spinta per moltiplicare i volumi».

Equity crowdfunding
Al 30 giugno 2018 sono 27 in Italia i portali autorizzati di equity crowdfunding (anche se un buon numero non è ancora operativo), che da gennaio 2018 vede l’importante novità dell’apertura del mercato a tutte le PMI, non solo le startup e PMI innovative. L’Osservatorio ha censito 231 campagne di raccolta, di cui 122 negli ultimi 12 mesi, organizzate da 214 imprese con un tasso di successo in miglioramento pari al 67%.

Le piattaforme più attive rispetto al numero di campagne proposte sono state Crowdfundme, Mamacrowd e Opstart. Quelle che hanno finalizzato e raccolto più capitale finora sono Mamacrowd (9,3 milioni di euro), Crowdfundme (6,8 milioni di euro) e Starsup (con 3,5 milioni di euro). Il valore medio del target di raccolta per ogni emittente è di 218.368 euro, mediamente viene offerto in cambio il 13,5% del capitale. Fra le imprese emittenti continuano a prevalere le startup innovative, l’84,6% del totale, ma aumenta l’incidenza delle PMI innovative (8,4%) e compaiono per il primo anno le PMI (5,1%), con anche 4 veicoli di investimento. La grande maggioranza opera in Lombardia (seguono Lazio e Piemonte) e nel settore dell’ICT. Gli obiettivi principali per la raccolta di capitale sono investimenti nel marketing / brand (nel 59% dei casi) e nello sviluppo della piattaforma tecnologica (37%).

Lending crowdfunding
Al 30 giugno 2018, nel lending crowdfunding  risultano attive in Italia 6 piattaforme destinate a finanziare persone fisiche e 5 destinate a finanziare imprese, di cui una specializzata nel real estate. Un caso a parte è Terzo Valore, piattaforma che eroga prestiti a progetti no-profit.

La piattaforma che ha generato più prestiti nell’ultimo anno è Younited Credit (consumer), con 77,2 milioni di euro (in totale 112,9 milioni di euro), seguita dalle piattaforme business BorsadelCredito.it (24,2 milioni di euro, con un totale di 37,7 milioni di euro) e Lendix (17,5 milioni raccolti dalle imprese italiane, totale 19,6 milioni). Alcune piattaforme operano attraverso il modello diretto lasciando piena scelta ai prestatori su chi finanziare e pubblicando ex ante tutte le informazioni sui richiedenti, mentre altre presidiano il modello ‘diffuso’ in cui gli investimenti vengono suddivisi su più prestiti, a discrezione della piattaforma con l’obiettivo di ridurre il rischio. Quasi tutte le piattaforme prevedono un fondo di garanzia in caso di insolvenze.

Real estate crowdfunding
Il real estate crowdfunding è il sottoinsieme del crowdinvesting che permette a investitori, in cambio di una remunerazione del capitale, di partecipare al finanziamento di un progetto immobiliare in ambito residenziale o commerciale, tipicamente l’acquisto di un immobile perché sia messo a reddito, la ristrutturazione di una proprietà o lo sviluppo di un progetto greenfield.

La raccolta, partita solo nel 2017, è in notevole crescita in Italia. Al momento sono due i player attivi, Walliance (equity) e Housers (lending), ma sono in arrivo nuovi competitor. I progetti finanziati con equity fino al 30/6/2018 sono stati 3 e hanno raccolto nel complesso 2,6 milioni, quelli finanziati attraverso prestiti 12, per un totale di poco inferiore a 3 milioni. Nel mondo l’Osservatorio ha censito 100 piattaforme attive: il mercato di gran lunga più importante è quello americano, dove sono stati raccolti 5,8 miliardi di euro, mentre l’Europa è ‘ferma’ a 2,1 miliardi di euro.