17 novembre 2018
Aggiornato 21:00

Sanità, da Genova la prima app intelligente che migliora la cura dei pazienti

La prima piattaforma digitale che consente la gestione e la condivisione dei dati clinici ed esperienziali dei pazienti affetti da malattia cronica intestinale (IBD)
Sanità, da Genova la prima app intelligente che migliora la cura dei pazienti
Sanità, da Genova la prima app intelligente che migliora la cura dei pazienti (Shutterstock.com)

GENOVA – Un altro passo in avanti a favore di una sanità innovativa e equa, resa possibile dalle tecnologie basate su intelligenza artificiale e cognitive computing. Un nuovo progetto di portata internazionale parte ufficialmente da Genova, realizzato da Softjam Spa in partnership con Microsoft, aziende farmaceutiche di rilevanza mondiale come Takeda, associazioni di pazienti estere e la EFCCA, Federazione Europea delle Associazioni di colite ulcerosa e Crohn.

PATIENT VOICE, questo il nome dell’iniziativa, é una piattaforma finalizzata alla raccolta e all’archiviazione di informazioni fornite dai pazienti e la loro condivisione e valutazione da parte delle organizzazioni di riferimento e degli operatori sanitari al fine di migliorare la qualità di vita dei pazienti, in totale sicurezza.

L’intelligenza artificiale gioca un ruolo chiave: dalla raccolta e dall’analisi dei dati che i pazienti condividono tramite app, infatti, la piattaforma, basata su Microsoft Azure, è in grado di verificare l’andamento della salute degli stessi e offrire di conseguenza consigli «intelligenti» e personalizzati per migliorare la qualità della loro vita. Questo è uno dei motivi per i quali società come Takeda e le Associazioni di pazienti operanti a livello mondiale hanno scelto Softjam come partner per lo sviluppo di un progetto di respiro internazionale.

«La sanità non è più sostenibile oggi – spiega Andrea Pescino, AD di Softjam -  e tutto il mondo si sta orientando verso la Value Based HealthCare, assistenza sanitaria basata sul valore, un modello di erogazione dell'assistenza sanitaria finalizzata a migliorare gli esiti di salute dei pazienti, ottimizzando le risorse. La centralità del paziente è la strategia Value Based HealthCare che prevede programmi innovativi in grado di valutare il percorso terapeutico nella sua complessità, in un’ottica di integrazione, sostenibilità e beneficio».

PATIENT VOICE è il primo strumento che permette di raccogliere, classificare e gestire i dati tra pazienti, organizzazioni di pazienti e operatori sanitari; un progetto internazionale che parte dall’Italia nato dall’incontro tra le aziende già alla ricerca di risposte terapeutiche a problemi cronici, le associazioni di riferimento e le aziende di tecnologia.

Le ricadute di una piattaforma come PATIENT VOICE sono molteplici, spiega Luisa Avedano – CEO EFCCA: «Le associazioni di pazienti si stanno rendendo conto di quanto sia utile unire le forze, le energie e le esperienze anche per essere più visibili e reclamare per qualche diritto. Noi cerchiamo di migliorare la qualità di vita dei nostri pazienti quindi le tecnologie che abilitano la raccolta e la fruizione dei dati sono fondamentali. EFCCA sta investendo molto in questo progetto che è il futuro: abbiamo bisogno di questi dati per fare pressione a livello politico sia nazionale sia internazionale, abbiamo bisogno dei dati per avere un quadro per fascia di età, per tipo di malattia e per avere uno screening di quello che accade alla persona, cosa che può aiutare ad affrontare la malattia in maniera più personalizzata».