22 ottobre 2018
Aggiornato 22:00

A Bologna firmata una carta dei diritti per tutelare i riders della food delivery

Si tratta del primo documento di questo tipo che va a tutelare principalmente i riders, i fattorini delle piattaforme di food delivery
A Bologna firmata una carta dei diritti per tutelare i riders della food delivery
A Bologna firmata una carta dei diritti per tutelare i riders della food delivery ()

BOLOGNA - Diritto all’informazione preventiva e completa sul contratto che i nuovi rider vanno a firmare, trasparenza sui meccanismi di rating reputazionale, diritto a un compenso equo e dignitoso, il diritto a non eseguire la prestazione in caso di condizioni meteorologiche straordinarie, assicurazione e diritto alla connessione gratuita e disconnessione. Sono questi alcuni dei diritti fondamentali sanciti dalla «Carta dei diritti fondamentali dei lavoratori digitali nel contesto urbano».

Si tratta del primo documento di questo tipo che va a tutelare principalmente i riders, i fattorini delle piattaforme di food delivery che vediamo spesso scorrazzare in bici nelle nostre città. L’iniziativa, unica nel suo genere, è stata adottata a Bologna e vede la firma, tra gli altri, del sindaco Merola, dell’assessore al lavoro Marco Lombardo e di Riders Union Bologna.

«Abbiamo tutto l'interesse - sottolinea il sindaco di Bologna Virginio Merola - come cittadini, come lavoratori e come società civile che il lavoro conservi la sua dignità. Tutto può cambiare nel lavoro, tranne questo: le condizioni di sicurezza del lavoro e la dignità del lavoratore, qualunque sia il tipo di lavoro che queste piattaforme promuovono. Quello che possiamo fare come Amministrazione lo faremo, segnalando quali piattaforme aderiscono alla Carta, il resto dipende dalla sensibilità dei cittadini e delle imprese e dai riders che hanno dimostrato che non sono condannati a correre da soli e che le cose si possono fare insieme in un cammino condiviso».

La Carta è quindi un passo dal presente al futuro. Ha l'ambizione di definire un codice fondante per un mondo ancora disarticolato e inesplorato. Un piccolo passo che nasce, però, già zoppicante: gli altri colossi delle consegne a domicilio hanno, infatti, disertato la firma, mentre Deliveroo e Foodora, Glovo e JustEat non hanno sostenuto la «carta dei diritti».