24 agosto 2019
Aggiornato 13:30
fintech

E' boom di prestiti online, superati i 126 milioni di euro

Il finTech italiano ha superato i 126 milioni di euro nei primi tre mesi del 2018: quasi il doppio di quello realizzato nell’intero 2016 e una cifra in aumento del 200% anno su anno

E' boom di prestiti online, superati i 126 milioni di euro
E' boom di prestiti online, superati i 126 milioni di euro Shutterstock

MILANO - Non si arresta, anzi accelera, la corsa del FinTech italiano. Lo rivela il consueto report trimestrale di P2P Lending Italia, secondo cui l’erogato complessivo trimestrale delle nove piattaforme monitorate ha superato i 126 milioni di euro nei primi tre mesi del 2018: quasi il doppio di quello realizzato nell’intero 2016 e una cifra in aumento del 200% anno su anno o del 180% se si esclude CashMe che nel primo trimestre 2017 non era rilevata. E si tratta, come sottolinea la stessa P2P Lending Italia, di un dato che sottostima la realtà perché non tiene conto sia di realtà già operative come Credimi e Prestacap sia di quelle delle nuove piattaforme che stanno entrando ora sul mercato.

Tornando ai dati di P2P Lending Italia, nel segmento sconto fatture (CashMe, Fifty, Workinvoice) i volumi erogati sono stati pari a 89,4 milioni, con una crescita del 5% rispetto al trimestre precedente e del 230% rispetto al primo trimestre 2017. Il segmento prestiti alle imprese, che include BorsadelCredito.it e Lendix, ha erogato 12,6 milioni di nuovi prestiti, ovvero il 208% in più rispetto all’ultimo trimestre del 2017 e 4 volte il volume del primo. Sul fronte imprese è lo sconto fatture che guida il primato dei volumi, facilitato anche dal brevissimo periodo di impiego, mentre sul fronte PMI c’è stata una impennata enorme sul 2017 anche grazie al contributo di operatori stranieri che hanno deciso di investire e di stabilirsi nel nostro Paese.

E infine, il segmento prestiti personali: le quattro piattaforme (Prestiamoci, Smartika, Soisy, Younited Credit) analizzate da P2P Lending Italia hanno erogato 24 milioni di nuovi prestiti (+43% rispetto al trimestre precedente e +102% anno su anno).

Solo BorsadelCredito.it, nel primo trimestre 2018 ha erogato quasi 8 milioni di euro e nel mese di marzo ha superato l’obiettivo dei 30 milioni di erogato complessivo alle PMI (da inception, ovvero dalla fondazione). Distribuito a 435 PMI italiane (il dato include anche i prestiti da parte degli istituzionali) dalle 419 di febbraio. A marzo 2017 il numero delle imprese supportate dal portale era di 292 e l’ammontare complessivo erogato di 10,199 milioni di euro. Insomma, il marketplace lending di BorsadelCredito.it si mostra in solida crescita, avendo triplicato il suo valore nel giro di 12 mesi e avendo segnato mese su mese un aumento che sfiora i 3 milioni di euro rispetto ai 27,15 milioni di euro erogati a fine febbraio.  

Il montante complessivo erogato da inception sale a 509,2 milioni di euro (+263% anno su anno): 131,8 milioni sono relativi ai prestiti personali e 377,4 – come già accennato – alle imprese, con il sotto-segmento del P2P lending per PMI che vale 42,7 milioni. Continua a crescere anche il ticket medio: 8.794 euro per i prestiti a individui; 247.376 euro per i prestiti alle imprese. Con questo trend e, considerando che ci sono alcune attività già operative presenti sul panorama italiano ma non ancora presenti nel paniere di P2P Lending Italia – entro fine 2018 si sfonderà quota un miliardo di euro.

L’Italia, che esprime uno dei mercati europei con la crescita più solida, non è fatta solo di quantità. Il crescente interesse di mercato, istituzioni e stakeholder inizia a essere palpabile, anche nel presumibile aumento della collaborazione tra Fintech e banche tradizionali, che in Italia finora è stata pressoché inesistente, e che segnerebbe invece un passaggio epocale per lo sviluppo del settore. La previsione è di Federico Rajola, direttore del Cetif e professore ordinario di Organizzazione Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in una intervista rilasciata qui. Secondo il Cetif, che è il Centro di ricerca in tecnologie, innovazione e servizi finanziari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e che promuove FinTech Lighthouse, un programma di analisi e scoring delle società fintech al fine di agevolare le possibili sinergie con gli istituti tradizionali, «il fenomeno fintech rappresenta sempre di più una reale opportunità per le banche e le compagnie assicurative in termini di innovazione di prodotti e servizi e in termini di raggiungimento più capillare della clientela. Siamo convinti che assisteremo a sempre maggiori livelli di collaborazione».

Un risultato di questo interesse è stato all’inizio dell’anno il cambiamento normativo in merito alla tassazione: che è stata portata per il marketplace lending dedicato alle imprese al 26%, equiparato agli altri strumenti di investimento. Un confronto, quello con le altre asset class con caratteristiche di rischio/rendimento simili a quelle del P2P lending, che mostra come quest’ultimo sia il più performante dal punto di vista dei rendimenti. Prendendo in esame i numeri di BorsadelCredito.it, al netto dell’effetto Fondo di protezione, il rendimento della piattaforma si attesta sul 4,98%. Il rendimento al lordo di questa copertura si è attestato invece al 5,49%. Un valore in linea con quello medio offerto delle principali piattaforme britanniche che ha segnato +6% a un anno (dati a fine febbraio) in base al Liberum AltFi Returns Index.

Il prodotto di BorsadelCredito.it, con questi numeri, permette un guadagno netto annuo di oltre 368 euro su un capitale investito di 10mila euro, alla luce della nuova tassazione al 26% che finalmente equipara il P2P lending agli altri strumenti di investimento. I fondi bond corporate a 4 e 5 stelle Morningstar – quindi i migliori della categoria – hanno segnato un rendimento a un anno dell’1,26% che corrisponde a un guadagno al netto delle imposte di 93 euro: meno di un terzo di quello ottenuto con il P2P lending. Guadagno che non tiene conto delle commissioni di ingresso né di quelle di gestione dei fondi comuni e che quindi ne sovrastima la reale entità. Inoltre, se ampliamo il confronto su un orizzonte di tre anni, questi strumenti hanno garantito un rendimento manualizzato ancora inferiore, pari all’1,08%, mentre da inizio anno sono in perdita dello 0,74%. A febbraio i Btp quinquennali, altra asset class con cui confrontiamo i finanziamenti di BorsadelCredito.it, hanno staccato una cedola di 0,95%: 95 euro di rendimento lordo su un investimento di 10mila euro e poco più di 83 euro al netto dell’imposta agevolata al 12,5%. Maglia nera si confermano i conti deposito vincolati, che hanno offerto un rendimento medio dello 0,475%, corrispondente a un reddito di circa 35 euro al netto del 26% di ritenute, sul medesimo ticket di ingresso di 10mila euro.