15 dicembre 2018
Aggiornato 03:30

Perchè i braccialetti elettronici per gli spazzini Livorno sono inutili

I braccialetti per gli operatori ecologici di Livorno hanno fatto scattare la polemica, ma vi dimostriamo quanto sono inutili
Perchè i braccialetti elettronici per gli spazzini Livorno sono inutili
Perchè i braccialetti elettronici per gli spazzini Livorno sono inutili (Shutterstock.com)

LIVORNO - Probabilmente devono aver pensato di essere come i dipendenti di Amazon, quando il colosso di Jeff Bezos, solo pochi mesi fa, aveva lasciato intendere che avrebbe monitorato tutti i suoi lavoratori con un wearable che registrava i loro movimenti all’interno dei magazzini e più precisamente, avrebbe monitorato in tempo reale se l’operatore stava effettivamente afferrando il pacco giusto dallo scaffale. Era scoppiata la polemica, «siamo dei lavoratori, non degli schiavi». Il tutto eraltro a ridosso delle elezioni. E i candidati, come accade spesso, c’erano andati anche un po’ a nozze con questa storia.

Ed è successo anche in questi giorni, di nuovo, a Livorno. Alcune aziende dell'indotto di Aamps, la società partecipata del Comune di Livorno specializzata nella raccolta dei rifiuti, hanno deciso di introdurre dei braccialetti elettronici per controllare il lavoro degli operatori ecologici. Il braccialetto, in buona sostanza, dialogherebbe con i cestini per accertare che vengano effettivamente svuotati dall’operatore. Tutto ciò permetterà di verificare, tramite un controllo a distanza, che il lavoro venga effettivamente eseguito. La novità tecnologica non è piaciuta per nulla ai sindadati. Che hanno subito tuonato contro la decisione mettendo in discussione la legittimità dell’utilizzo dei braccialetti elettronici, ritenuti invasivi e limitanti della dignità dei lavoratori. Mentre il sindaco ha affermato che i braccialetti non controllerebbero in alcun modo gli operatori: «nessun sistema di geolocalizzazione, né di monitoraggio della produttività dei dipendenti. È invece un modo per verificare che un servizio fondamentale come lo svuotamento dei cestini, pagato dai livornesi con la Tari, venga svolto regolarmente», ha detto il primo cittadino di Livorno.

La polemica da parte dei vari attori chiamati in causa è, però, del tutto sterile, soprattutto dal punto di vista tecnologico. Mentre la città di Livorno continua a contrapporsi sul braccialetto elettronico, un’altra città - poco distante - ha pensato, anziché di rendere ‘smart’ gli operatori, di rendere ‘smart’ i cassonetti. In accordo con l’amministrazione comunale, sono infatti in fase di collocazione e sperimentazione da parte di Hera dieci nuovi cestini per la raccolta dei ‘rifiuti da passeggio’ in grado di comprendere autonomamente quando necessitano di essere svuotati. Il cestino, ha una capienza 5 volte maggiore rispetto allo standard ed è in grado di ridurre il volume dei rifiuti che raccoglie, di conseguenza i propri svuotamenti attraverso un compattatore che funziona grazie all’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici di cui è dotato.

Per la precisione, i cassonetti sono georeferenziati con GPS e dotati di modulo di trasmissione wireless GPRS. Un sensore ad ultrasuoni raccoglie dati in tempo reale sulla percentuale di riempimento e quando il cassonetto è colmo parte automaticamente il segnale alla centrale operativa, che può così pianificare l'invio della squadra per svuotarlo. Il sistema si basa su una piattaforma cloud, con notifiche costanti tramite SMS, mail e app per dispositivi mobili. L'analisi dei dati permetterà, inoltre, di prevedere quando i cestini tendono a riempirsi maggiormente, permettendo quindi organizzare in modo ottimale il lavoro delle squadre.

Questa soluzione, che vi abbiamo descritto fino a qui, permette di capire quanto il braccialetto tanto discusso a Livorno sia inutile. Da una parte un sistema di cassonetti intelligenti permetterebbe di ridurre notevolmente i costi di servizio e svuotamento periodico dei cestini, dall’altra scongiurerebbe la polemica relativa al lavoro e alla privacy. Del resto, la tecnologia fornisce sempre una soluzione.