17 agosto 2018
Aggiornato 11:30

L'app che riconosce le opere al museo (con la realtà aumentata)

L'app permette di ottenere le informazioni relative a un'opera d'arte semplicemente scansionandola con la fotocamera integrata
L'app che riconosce le opere al museo (con la realtà aumentata)
L'app che riconosce le opere al museo (con la realtà aumentata) (Shutterstock.com)

ROMA - L’obiettivo è rendere l’arte accessibile e divertente per tutti coloro che si trovano all’interno di un museo, senza il fastidio di dover leggere le minuscole targhette accanto al quadro o indossare le antigieniche cuffiette dell’audioguida. Come? Attraverso il riconoscimento delle immagini e della realtà aumentata, passando per lo smartphone. L’idea arriva da ARM23, azienda italiana che si occupa di tecnologie innovative come realtà aumentata, realtà mista e intelligenza artificiale.

Ebbene loro hanno sviluppato un’app - KeyARt - che guida gli utenti alla scoperta dei musei grazie al riconoscimento di immagini e alla realtà aumentata. Offre contenuti audio, testuali e di dettaglio su una selezione di opere in esposizione presso ben 22 musei internazionali (tra i quali gli Uffizi, i Musei Vaticani e la Pinacoteca di Brera) e funziona sia con dispositivi iOS che Android.

Quando vi trovate in un museo, tutto ciò che dovete fare è scansionare le opere con la fotocamera che si trova all’interno dell’applicazione, scegliendo quindi l’informazione di cui avete bisogno. Dai contenuti testuali in realtà aumentata all’audio, dai dettagli delle opere fino alla sezione «preferiti» che vi permetterà di rivivere le vostre opere più care in qualsiasi momento. L’app - grazie alla collaborazione della startup Musement - permette altresì di prenotare o acquistare biglietti per tour ed eventi.

L’obiettivo futuro dell’azienda è sviluppare un’app con un’interfaccia sempre più semplice, oltre a un database più ricco all’interno del quale anche gli utenti stessi potranno caricare opere. Sarà, inoltre, possibile creare percorsi personalizzati, grazie alle mappe all’interno dei musei. «Crediamo che l’arte debba essere facilmente accessibile a tutti - raccontano i fondatori -. Per questo i nostri esperti d’arte revisionano approfonditamente tutti i contenuti, tratti da fonti open-data, rendendoli semplici ma interessanti per incoraggiare gli utenti a non abbandonare il mondo dell’arte».