Innovazione | Startup

Così John Elkann si è messo a finanziare startup (con il Club degli Investitori)

Joh Elkan entra a far parte del Club degli Investitori, il network torinese che finanzia startup ad alto contenuto tecnologico

John Elkann
John Elkann (ANSA)

TORINO - Il presidente di FCA e di Exor, John Elkann, è entrato a far parte del Club degli Investitori, il più grande network regionale di business angel In Italia, composto da imprenditori che investono direttamente in quote di partecipazione di startup o di piccole imprese innovative ad elevato potenziale di crescita. L’ingresso di Elkann nel Club è stato ufficializzato al termine dell’assemblea annuale dei soci del Club, cha ha sede presso il Talent Garden Fondazione Agnelli di Torino.
 
L’ingresso nel Club ha offerto a John Elkann l’occasione per fare il punto sui progetti sostenuti dalla Fondazione Agnelli per promuovere il talento imprenditoriale dei giovani e per aiutare le idee di impresa a svilupparsi rapidamente. Grande felicità per il presidente del Club Giancarlo Rocchietti, che si è detto sempre più soddisfatto del network, capace di supportare realmente le nuove imprese innovative del nostro paese.

«Sono felice di iniziare questa collaborazione con il Club degli Investitori, che negli ultimi anni è cresciuto fino a diventare un solido punto di riferimento nel panorama imprenditoriale torinese e del nostro Paese - ha detto John Elkann -. Unire le forze con i soggetti istituzionali e privati della nostra area che favoriscono lo sviluppo di imprese innovative è fondamentale: sono queste complementarità, insieme a partnership internazionali di alto livello, che possono davvero fare la differenza, creando nel tempo un sistema territoriale dinamico e ricco di opportunità».

Già lo scorso aprile Elkann, aveva annunciato - parlando con il Financial Times - che la holding Exor avrebbe investito in quote di minoranza di Pmi e startup italiane votate all'export. In particolare aziende di beni di consumo a cui Exor, entrando nel capitale, garantirebbe oltre che lo sviluppo anche un'accelerazione nei processi di internazionalizzazione, in particolare sul mercato statunitense. Per la holding ci sono due precedenti: la partnership con la danese Welltec (investiti 103,3 milioni per il 14%), leader globale nel campo delle tecnologie robotiche per l'industria petrolifera, in costante espansione; e l'operazione Banijay, società indipendente di produzione televisiva guidata dall'imprenditore dei media Stephane Courbit, affermatasi come uno dei principali produttori di contenuti audiovisivi e format innovativi per le società televisive a livello mondiale.