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Crollo del Bitcoin nel weekend, cosa c'č dietro il fork «Segwit2x»

Qualche giorno fa č stato annunciato il rinvio del fork «Segwit2x». Questa operazione ha fatto cadere il valore di Bitcoin. Vi spieghiamo perchč

Crollo del Bitcoin nel weekend, cosa c'č dietro il fork «Segwit2x»
Crollo del Bitcoin nel weekend, cosa c'č dietro il fork «Segwit2x» (Shutterstock.com)

MILANO - Alcuni giorni fa Mike Belshe, CEO e Founder di BitGO basata su blockchain con sede a Palo Alto che offre servizi di wallet, in un comunicato ha annunciato il rinvio del fork denominato SEGWIT2X previsto intorno al 16/18 di novembre, cioè quando dovrebbe essere minato il blocco numero 494784. Le conseguenze sul mercato delle criptovalute non si sono fatte aspettare. Ma prevederne gli sviluppi futuri è mestiere da chiromante delle cryptocurrencies.

Intanto cerchiamo di chiarire le idee sulle basi di questo fork; Belshe non è il CEO del fork, ma solo di BitGo, semplicemente perché non può esserci un CEO in una struttura decentralizzata che è proprio la caratteristica fondamentale della blockchain. Ne rimane comunque uno dei sostenitori più esposti e, gioco forza, il comunicato doveva arrivare da una delle figure di spicco di questa nuova scissione che comunque, come tutte le altre, non mira a minare la forza di Bitcoin, ma a migliorarne alcuni aspetti, come egli stesso afferma: «Purtroppo, è chiaro che non abbiamo raggiunto un consenso sufficiente per un aggiornamento. Continuare per questa strada potrebbe dividere la comunità e costituire una battuta d’arresto per la crescita di Bitcoin. Questo non è mai stato l’obiettivo di Segwit2x».

Alla notizia di questa rinuncia, la comunità legata al Bitcoin "originale", gli speculatori, i curiosi e tutto il mondo che ormai gravita intorno alla moneta digitale hanno avuto lo stesso comportamento: comprare. Che, sommate allo operazioni di acquisto di Bitcoin in visione del fork, per rafforzare la propria posizione, e fruire della nuova moneta rilasciata proprio dopo il fork nei propri wallet ai possessori di Bitcoin, hanno contribuito all'innalzamento del prezzo che ha toccato un nuovo record attestandosi intorno ai 7.800$.

Tutta questa mole di interesse ha rallentato le operazioni di transazione su Bitcoin, che sono demandate ai miners. I miners, infatti, a differenza di quello che si pensa, non sono incaricati di "minare" i nuovi blocchi e creare nuova valuta, o almeno non è la loro funzione principale. I miners hanno il compito di validare, tramite un'ingente mole di calcoli molto dispendiosa a livello energetico, le transazioni che avvengono sulla blockchain, guadagnando pezzetti di moneta ogni qualvolta che ne calcolano lo scambio. L'aumento di transazioni e il rallentamento delle stesse, ha reso più difficoltosi i calcoli, rendendone meno profittevole il controllo. Questo ha spinto molti miners ad abbandonare l'interesse verso Bitcoin e andare a "minare" invece una moneta molto più profittevole in quel momento, che era stata lasciata in secondo piano, cioè BitcoinCash. Questo, in parole povere, ha fatto abbassare il prezzo di Bitcoin con un conseguente aumento del valore invece della cryptovaluta generata da uno dei fork precedenti.

La situazione si sta di nuovo stabilizzando, infatti la "difficoltà" legata alla processazione dei dati realtivi a Bitcoin sta tornando su valori profittevoli, facendo tornare i miners sulla cryptovaluta originale.

Questo problema in realtà è quello che i sostenitori del frok Segwit2x vorrebbero risolvere, infatti l’attuale protocollo del Bitcoin prevede che ogni blocco possa avere dimensione massima di 1MB, i blocchi vengono confermati a cadenza di 10 minuti e quando un blocco è pieno ogni nuova transazione viene «rimandata» a un blocco successivo. Con il nuovo fork si voleva aumentare la dimensione dei blocchi a 2MB, contenendo una quantità doppia di transazioni e portando le transazioni al numero di 7 al secondo, che avrebbero facilitato gli scambi e magari non avrebbero permesso la successiva caduta dopo il nuovo record segnato.

A questo punto è ancora comunque difficile comprendere come i miners muoveranno le prossime mosse, di sicuro questo ritardo sulla scissione ha messo un'altra volta in evidenza i limiti che i sostenitori di Segwit2x condannano. Verrebbe naturale pensare che, magari, il rinvio sia stata proprio una mossa strategica per avvalorare ulteriormente la loro tesi.