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Nasce il partito degli innovatori: «Creeremo 3 milioni di posti di lavoro in 5 anni»

Si chiama «Italia 10 volte meglio» ed è un movimento politico fatto di imprenditori, professori, studenti, ricercatori. Vogliono candidarsi alle prossime elezioni del 2018

Nasce il partito degli innovatori: «Tre milioni di posti di lavoro in 5 anni»
Nasce il partito degli innovatori: «Tre milioni di posti di lavoro in 5 anni» (Shutterstock.com)

MILANO - Creare 3 milioni di posti di lavoro nei prossimi 5 anni, insieme a un pacchetto di proposte per aiutare l’Italia ad uscire dalla crisi e guardare il futuro. Gli occhi di «Italia 10 volte meglio» sono tutti puntati sull’occupazione, in un Paese (l’Italia, ndr.) che continua ad avere il terzo peggior tasso di disoccupazione giovanile dell’area Ocse (dopo Grecia e Spagna). E sul senso civico. Quello che appartiene alle 400 persone (per ora) che hanno deciso di creare un partito politico autonomo, aperto, che nasce dal basso, fatto - questa volta - di competenze vere per creare i presupposti per un rinascimento digitale italiano.

Alla guida di «Italia 10 volte meglio» c’è Andrea Dusi, imprenditore veronese, quarantenne, fondatore dell’azienda WhisDays (cofanetti Emozione3) venduta nel 2016 al competitor SmartBox per una cifra che si aggirerebbe intorno ai 20 milioni di euro. Insomma, un imprenditore che l’impresa la sa fare. Insieme a lui un pool di 400 persone tra innovatori, manager, ricercatori, studenti, professori e imprenditori che all’estero ci sono andati per necessità, ma non smettono di pensare a quando (e se) potranno ritornare in Italia. Oltre a Dusi, al vertice ci sono i vice presidenti Stefano Benedikter, esperto di nuove tecnologie e investitore VC in Africa, e Cristina Pozzi, mentor, consulente e già co-fondatrice dell’azienda WhisDay di Dusi. Un po' come se al Governo andassero tanti Diego Piacentini, che oggi - insieme al suo team - sta cercando di impostare le basi per la digitalizzazione della PA. «Di fronte a uno scenario politico con limitata esperienza abbiamo deciso di mettere insieme teste e competenze, storie imprenditoriali da Nord a Sud, giovani e meno giovani - ci racconta Andrea Dusi -. Nel nostro team abbiamo manager e imprenditori che hanno creato nel mondo migliaia di posti di lavoro. Sappiamo come farlo e abbiamo deciso di mettere da parte la nostra occupazione per dedicarci alla cosa pubblica. E per senso civico». Per i prossimi 10 anni, appunto. Per creare un'Italia «10 volte meglio».

Un progetto reale, pensato per far crescere e rivoluzionare il sistema a 360 gradi, dando vita ad un nuovo Rinascimento italiano. Di fatti, non di parole. «Sappiamo che sarà difficile, ma la nostra non è speranza - aggiunge Dusi -. È consapevolezza. La consapevolezza che l’Italia può, e deve essere, un Paese in cui si può investire, si può fare impresa, si può studiare, si può fare ricerca, si può essere onesti, si può lavorare, e, soprattutto, si può essere felici».            

Chi è Andrea Dusi, l'imprenditore che ha fondato il partito degli innovatori »

Oltre all’occupazione, Dusi e il suo team lavoreranno sul turismo, «l’obiettivo è quello di raddoppiare il volume di fatturato in 5 anni» di tutte le imprese che lavorano in uno dei segmenti più importanti per il nostro Paese (il turismo, ndr.). Ma anche nuove tecnologie, con intelligenza artificiale e robotica in testa. «Lavoreremo per i liberi professionisti, togliendo la partita IVA ai lavoratori che hanno meno di 80mila euro di fatturato l’anno», dice Dusi che come altro grande pilastro ha il tema dell’educazione. Un’educazione a 360 gradi, capace di riscoprire quelle materie che sono tipiche della nostra cultura, come la matematica e la filosofia. «E un’educazione che mira a creare delle figure capaci di competere e affrontare le sfide tecnologiche non solo oggi, ma anche fra 10-15 anni», spiega ancora Dusi.

Che precisa: «’Italia 10 volte meglio’ è aperto a tutti coloro che intendono impegnarsi nella cosa pubblica. Rispettiamo la classe politica attuale che sempre più spesso si avvicina al digitale e all’innovazione, ma oggi non servono piccoli cambiamenti, ma una rivoluzione radicale». Per fare questo Dusi e il suo team mettono sul piatto competenze, esperienze vissute fuori dall’Italia e sul territorio, da Nord a Sud, senza distinzione, in un movimento politico aperto e che - dice Dusi - non accetterà alleanze.

E si candiderà alle prossime elezioni 2018, senza esclusione di colpi. In questo momento si stanno raccogliendo firme e consensi con un numero di simpatizzanti che dovrebbe raggiungere le 3500 unità su tutto il territorio italiano. Ovviamente per partecipare alle prossime elezioni dovrà essere superata la soglia di sbarramento del 3%, servono circa 900mila voti. «Non accetteremo alleanze anche se ci sono già state avanzate delle proposte - conclude Dusi -. Siamo un movimento politico autonomo e aperto, fatto di lavoratori e di persone che vogliono fare, più che parlare».