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Piacentini:«Diamo ai cittadini l'opportunità di pagare in modo semplice, lo faranno»

Con PagoPA i pagamenti della TARI del Comune di Milano sono aumentati del 43%. La strada per la digitalizzazione del Paese è quella giusta

PA digitale, Piacentini: «Diamo ai cittadini l'opportunità di pagare in modo semplice, lo faranno»
PA digitale, Piacentini: «Diamo ai cittadini l'opportunità di pagare in modo semplice, lo faranno» (ANSA)

ROMA - Il picco giornaliero dei pagamenti effettuati attraverso PagoPA avviene di domenica, praticamente quando gli sportelli sono chiusi. «Se diamo al cittadino l’opportunità di fare una cosa in modo gradevole, le tasse si pagano e si pagano più facilmente». Ne è convinto Diego Piacentini, commissario straordinario del Governo per l'attuazione dell'Agenda digitale e a capo del Team per la Trasformazione Digitale della Pubblica Amministrazione che, ieri, durante l'audizione di fronte alla commissione Digitalizzazione presieduta da Paolo Coppola, ha illustrato i traguardi raggiunti nel processo di digitalizzazione della PA.

Dare ai cittadini servizi gradevoli e semplici
La strada è quella giusta, anche se di strada, da percorrere, ce n’è ancora molta. Ma di buoni esempi ce ne sono e sono quelli da prendere in considerazione, nonostante il Paese sia ancora restio ad accettare un vero e proprio processo di digitalizzazione nazionale. Il Comune di Milano, grazie all’integrazione con PagoPA si è vista aumentare i pagamenti della TARI (nella prima settimana) del 43%, rispetto al mese precedente. E, molti, come abbiamo detto, pagano di domenica. Il che la dice lunga su come la digitalizzazione dei servizi faciliti i servizi stessi. Certo, la strada è lunga. Milano rappresenta il fiore all’occhiello in Italia quanto a innovazione tecnologica, in prima fila per diventare l’hub di riferimento del panorama italiano ed è quasi scontato che i primi risultati arrivino proprio dalla sua amministrazione. Di fatto su 40mila amministrazioni solo 12mila hanno integrato PagoPA attraverso l’accordo con Agid e sono molte meno quelle attive, che effettuano almeno 20 pagamenti in un mese. «Le cose non accadono da sole - ha detto Piacentini -. Milano si è servito di un pool di persone specializzate, di ottimi processi e di comunicazione per raggiungere questo risultato. Noi possiamo dare il nostro supporto, ma le amministrazioni debbono attivarsi».

I professionisti devono andar fieri di lavorare per la PA
Il problema fondamentale è che servirebbero tanti Team per la Trasformazione Digitale, dislocati su tutto il territorio, per arrivare brevemente ad avere una Pubblica Amministrazione totalmente digitalizzata. Ancora una volta, inesorabilmente, si pone la questione delle competenze, più che delle risorse economiche (che poi, in realtà, le tematiche sono strettamente collegate). Competenze che riguardano sia i dipendenti che si interfacciano con il pubblico e con le amministrazioni e che devono essere formate sulle piattaforme abilitanti (PagoPA, SPID, ecc.) e sia l’acquisizione di personale senior che s’intenda di tecnologia e di processi scalabili, da inserire all’interno delle amministrazioni. «Certo - ammette Piacentini -. E’ necessario creare i presupposti per attirare queste qualifiche. Per i professionisti dovrebbe essere un vanto lavorare per la PA e non l’idea di annegare in un pantano burocratico come spesso accade». Attrarre competenze significa anche mettere a disposizione delle risorse, in qualche modo. Le polemiche sono già arrivate in questi giorni, all’indomani di Hack.Developers, il primo hackathon che si è svolto la scorsa settimana e che ha dato la possibilità a oltre 1300 igegneri informatici e studenti di proporre soluzioni software per la digitalizzazione della PA. Mentre alcuni hanno gridato a uno sfruttamento gratuito delle risorse umane e professionali disponibili nel nostro Paese, dall’altra, il Team per la Trasformazione Digitale ha lavorato sul concetto importante di community aperta e sull’obiettivo di creare il primo open-goverment. «Sull’attrattività delle competenze arriveremo a una proposta entro la fine del mandato (2020, ndr.)», ha detto Piacentini.

Il primo open-government
L’obiettivo del Team per la Trasformazione Digitale è quello di creare il primo open-government della storia, basato su una community aperta e collaborativa, capace di cooperare per creare la prima infrastruttura digitale della Pubblica Amministrazione basata totalmente su concetti open source. Per fare tutto questo il Governo ha messo sul piatto 6 miliardi di euro. Che sono quelli per la spesa pubblica tecnologica. Sei miliardi di euro che avranno lo scopo non solo di sviluppare l’interazione aperta tra cittadini Comuni, Regioni e Stato (ad esempio attraverso i pagamenti digitali), ma anche di semplificare il servizio sanitario, giusto per citarne uno. Un piano che dovrà servire soprattutto a dimezzare le spese informatiche, indottrinando quindi la PA a una maggiore razionalizzazione delle risorse. Da un anno il Team per la Trasformazione Digitale sta lavorando per rendere la nostra Pubblica Amministrazione completamente digitalizzata, lavorando su un insieme di infrastrutture e piattaforme abilitanti, realizzati centralmente o creati riorganizzando l’esistente, che possano aiutare le Amministrazioni sul territorio a costruire i servizi digitali di cui il cittadino ha bisogno. Hack.Developers è stato il primo tentativo di rendere le infrastrtture create fino a oggi dal Team Digitale aperte al pubblico, alla community di sviluppatori che si sono affrontati per proporre le loro soluzioni digitali.

Gli altri numeri della Trasformazione
Ma i numeri che fanno ben sperare non sono solo quelli di PagoPA. Le identità SPID rilasciate sono già 1 milione e 725mila, la maggior parte delle quali rilasciate ai 18enni per l’accreditamento del tanto discusso Bonus Coltura. Ci sono ben 15 comuni che hanno già aderito all’anagrafe digitale (l’anno scorso ce n’era uno solo - Bagnacavallo), altri comuni per un totale di 6 milioni di cittadini sono in fase pre-subentro. «Puntiamo ad avere entro la fine dell'anno altri 34 Comuni in subentro per un totale di un milione di popolazione attiva», ha continuato Piacentini. A vederli così, questi numeri, sembrano piccoli, ma per un macchinoso sistema come il nostro rappresentano già degli importanti traguardi. «Se mi chiedete, ad esempio, tra quanto tempo tutte le 40mila PA adotteranno PagoPA, temo di non avere la risposta - dice sincero Piacentini -. Si tende sempre a cercare una causa per trovare una soluzione. Ma in questo caso non esiste una vera e propria causa attraverso cui si possa giustificare una possibile lentezza. Noi stiamo facendo il possibile, ora le amministrazioni devono collaborare».