24 agosto 2019
Aggiornato 07:00
la storia

Perchè Travis Kalanick si è dimesso da Uber

Kalanick aveva già deciso di prendere un'aspettativa per un tempo indefinito in seguito a un rapporto difficile con i maggiori investitori per i problemi legati alla gestione del colosso

Travis Kalanick non è più Ceo di Uber
Travis Kalanick non è più Ceo di Uber ANSA

NEW YORK - La bufera Uber non dà segni di tregua. Dopo settimane di tensioni e voci, ma soprattutto dopo mesi di scandali Travis Kalanick si è dimesso dalla posizione di amministratore delegato di Uber. La conferma è arrivata qualche ora fa dal gruppo californiano, valutato 68 miliardi di dollari, una cifra che la rende l'azienda non quotata più ricca della Silicon Valley. Kalanick, che ha fondato Uber, aveva già deciso di prendere un'aspettativa per un tempo indefinito in seguito a un rapporto difficile con i maggiori investitori per i problemi legati alla gestione del colosso. Una decisione sofferta, non c’è dubbio, e lo confermano le sue parole: «Amo Uber più di qualsiasi altra cosa al mondo e in questo momento difficile della mia vita personale ho accolto le richieste degli investitori di fare un passo indietro in modo che Uber possa tornare a costruire invece di continuare a essere distratta dalle polemiche. Ma quali sono le tappe che hanno portato l'a.d. a prendere questa decisione?

Le molestie sessuali
Tutto è iniziato il 19 febbraio scorso quando Susan Fowler, ex ingegnere di Uber, ha pubblicato un post sul suo blog spiegando di aver lasciato il gruppo dopo una serie di molestie sessuali. Dopo la denuncia di Fowler, Kalanick ha aperto una inchiesta interna: «Non c'è assolutamente posto per questi comportamenti a Uber", ha detto l'ex a.d., chiedendo all'ex segretario alla Giustizia, Eric Holder di seguire il caso. Qualche settimana dopo Uber ha licenziato Amit Singhal, appena assunto da Google: proprio a Mountain View era stato allontanato per accuse di molestie. Il 28 febbraio, Kalanick si era dovuto scusare pubblicamente dopo aver attaccato in modo violento un autista mentre stava usando il servizio come passeggero.

L’abbandono di Jeff Jones
Il 19 marzo il presidente di Uber, Jeff Jones, ha deciso di lasciare il gruppo contestando la cultura interna e la gestione del potere. Insieme a lui nello stesso periodo hanno lasciato altri impiegati in posizioni chiave. Allo stesso tempo a maggio, con un articolo del New York Times, è emerso che Uber per anni ha usato un software in grado di nascondere l'app alle autorità di polizia nelle città in cui non poteva ancora essere usato. Il dipartimento della giustizia ha aperto una inchiesta. Il 7 giugno Uber perde anche Eric Alexander, a capo della divisone Asia e Pacifico, licenziato dopo che aveva mostrato a tutti gli altri executive la cartella clinica di una donna stuprata da un autista di Uber in India.

Le regole del ‘sesso’ di Kalanick
Sempre parlando di sesso, l'8 giugno Recode pubblica una mail interna scritta da Kalanick nel 2013 per fissare le regole su come e con chi fare sesso e quali droghe usare nel corso di una conferenza a Miami. L'11 giugno Holder ha concluso la sua analisi: ha proposto di diminuire i poteri di Kalanick e aumentare il controllo sulla società da parte del board. Il 13 giugno Kalanick ha chiesto al consiglio di amministrazione di poter prendere un periodo di aspettativa, citando la morte della madre in un incidente in barca come principale motivo.