27 novembre 2020
Aggiornato 00:30
23 aprile 1946

La Vespa compie 70 anni, storia di un successo

La Vespa Piaggio compie 70 anni: era il 23 aprile del 1946 quando fu depositato il brevetto per il prototipo

FIRENZE - Ha ispirato testi di canzoni, come quello di Cesare Cremonini che cantava «Dammi una Vespa», l’abbiamo vista in numerosissimi film, circumnavigare il Colosseo di Roma e i colli toscani. E’ entrata nella cultura italiana come un fulmine a ciel sereno. E’ la Vespa, lo scooter più famoso al mondo che si prepara a compiere 70 anni. Una storia di innovazione, ai tempi della guerra, dove tutto era più difficile, dove i mezzi erano ridotti, ma dove qualcuno ce l’ha fatta davvero. Una storia che ogni startupper dovrebbe leggere.

La Vespa compie 70 anni
Quando nell’ottobre del 1945 il prototipo della Vespa fu assemblato a Biella, dove la Piaggio si era trasferita dopo i bombardamenti alleati del 1944, l’industria del Belpaese era in ginocchio. C’era la crisi, l’acciaio contingentato e l’energia non era abbastanza neppure per tener accese le case. Eppure la Vespa, la 98, fu prodotta ugualmente. La richiesta per il brevetto di una «motocicletta a complesso razionale di organi e elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica» venne depositata il 23 aprile del 1946 presso l’ufficio centrale dei brevetti del comune di Firenze. Anche se la sua storia inizia un po’ prima, due anni, con la presentazione del suo progenitore l'MP5 Paperino, così denominato in analogia alla Topolino, la prima auto del popolo; fu concepito nel biellese quando, durante la seconda guerra mondiale, gli stabilimenti di Pontedera vennero trasferiti in Piemonte, luogo ritenuto più sicuro nei confronti dei bombardamenti alleati. Il Paperino, pur vagamente simile ai futuri modelli di Vespa, presentava un ampio tunnel centrale che gli conferivano un aspetto goffo, tanto da meritarsi l'appellativo di "brutto anatroccolo"; il progetto fu presto accantonato e il modello non venne più prodotto e commercializzato.

La storia della Vespa Piaggio
Da Topolino che rappresentava l’idea, ma non la realizzazione concreta che sarebbe stata utilizzata dal mercato, è nata la Vespa. Enrico Piaggio comprese che per realizzare qualcosa di realmente innovativo avrebbe dovuto scegliere un progettista che col mondo della motocicletta non aveva nulla a che fare; scelse così di affidarne la progettazione all'Ingegnere aeronautico Corradino D'Ascanio, progettista di alcuni modelli sperimentali di elicotteri e uomo che "detestava le motociclette", quindi la persona ideale per inventare qualcosa di completamente nuovo. E così fu. l’origine del nome - Vespa - diventato famoso a livello planetario, rimane incerta. Secondo la versione più accreditata, sarebbe nato da un’esclamazione di Enrico Piaggio che alla vista del prototipo esclamò: «sembra una vespa!», per via del suono del motore.

Venduta in 114 Paesi del mondo
Se all’inizio Enrico Piaggio non aveva l’intenzione di fondare una casa motociclistica, ma l’unico scopo di realizzare una produzione di massa per poi tornare all’aeronautica finita l’austerity, dovette in breve tempo ricredersi. Nel 1951 aprirono licenziatarie in Gran Bretagna e in Francia, seguite del 1952 dalla Moto Vespa S.A. spagnola a Madrid, nel ’53 da quella belga a Jette, presso Bruxelles, quindi da stabilimenti in India e Brasile. Nel novembre del ‘53 dallo stabilimento di Pontedera esce l’esemplare numero 500mila e presto questo miracolo italiano viene prodotto su licenza in 13 nazioni e commercializzato in 114 Paesi del mondo. il brand diventa mondiale tanto che nel 1957, nella Russia sovietica, ne viene addirittura prodotto un clone, la Viatka 150, costruita nelle storiche officine Kirov di Leningrado. Insomma in 70 anni la Vespa Piaggio ne ha fatta di strada, e non è solo un modo di dire. In sella sono saliti personaggi comuni e personaggi famosi, ma ciò che è importante è impararne la storia, la storia di un uomo di successo come Enrico Piaggio.