Ambiente

Jelly Fish Barge: la serra marina che non ha bisogno di acqua, terra o energia

La struttura, realizzata dall'Università di Firenze, galleggia su fusti di plastica riciclati, è in grado di recuperare le risorse idriche dal mare, far crescere piante senza utilizzare terreno o prodotti chimici e si alimenta grazie al sole e al moto ondoso

FIRENZE - Si chiama Jelly Fish Barge: è una serra galleggiante in grado di recuperare l'acqua dal mare e far crescere piante senza utilizzare terreno o prodotti chimici e che recupera l'energia necessaria dal sole e dal moto ondoso. 

COME FUNZIONA - E' stata realizzata su progetto di Pnat Srl-Dispaa dell'Università di Firenze con il sostegno della Regione Toscana. E' composta di un basamento in legno di circa 70 metri quadrati, che galleggia su fusti di plastica riciclati. Al di sopra viene montata una serra in vetro per le coltivazioni. All'interno - si spiega nella scheda tecnica - un sistema di coltivazione idroponica garantisce un risparmio del 70% di acqua rispetto alle colture tradizionali, grazie al riuso dell'acqua. L'acqua viene fornita da dissalatori solari disposti lungo il perimetro, in grado di produrre acqua pulita (fino a 150 litri al giorno) da acqua salata, salmastra o inquinata. L'energia che fa funzionare Jelly Fish è fornita da pannelli fotovoltaici, mini turbine eoliche e un sistema che sfrutta il moto ondoso per produrre elettricità.

SOSTENIBILITA' E INNOVAZIONE - «E' un manufatto d'avanguardia - spiega l'assessore all'agricoltura e foreste della Regione, Gianni Salvadori - che abbiamo sostenuto come Regione perchè rappresenta un esempio di quello che la ricerca, una ricerca di grande livello come quella che abbiamo in Toscana, può portare in termini di innovazione, ma anche di sostenibilità e partendo da materiali di recupero».