19 gennaio 2020
Aggiornato 17:00
Disastro ambientale

Lambro, la Procura nomina perito. Ancora nessun indagato

L'Azienda messa sotto sequestro. Pochi dubbi rimangono sull'ipotesi che i «rubinetti» delle cisterne siano stati aperti da mano esperta

MONZA - La Procura di Monza ha nominato un consulente esterno per ricostruire la dinamica del presunto sabotaggio che ha provocato la fuoriuscita di milioni di litri di petrolio nel fiume Lambro. L'aiuto del perito, un geologo esperto in materia ambientale, si è reso necessario, spiega un inquirente, per capire «come sono andate le cose» e cominciare a mettere un primo tassello certo all'intera vicenda, in attesa dei primi interrogatori previsti per i prossimi giorni. Per il momento, comunque, nel fascicolo d'inchiesta per disastro ambientale e inquinamento delle acque sul tavolo del pm Emma Gambardella, non ci sono indagati.

Mentre la Guardia di Finanza è al lavoro per stabilire l'esatta entità del versamento di gasolio e petrolio combustibile che si è riversato nel fiume Lambro, pochi dubbi rimangono sull'ipotesi che i «rubinetti» delle cisterne siano stati aperti da mano esperta. «Sicuramente non è stata una dimenticanza», conferma il comandante della compagnia dei carabinieri di Monza, Luigi D'Ambrosio, che coordina le indagini. L'intera area, comunque, è stata sottoposta a sequestro; l'accesso è consentito solo ai lavoratori delle imprese che si occupano della messa in sicurezza della struttura.

Procura e carabinieri sono in queste ore al lavoro per cercare di dare una risposta alla domanda più scontata: «A chi poteva giovare il sabotaggio della Lombardia Petroli?». Bocche cucite, in Procura, sulla direzione che stanno prendendo le indagini. Troppo presto, ancora, per formulare ipotesi più concrete di quelle circolate nei giorni scorsi. Fra le piste che portano al disastro del Lambro, quella degli appalti e dei subappalti di «Ecocity», la mega operazione edilizia in corso nell'area della ex Lombarda Petroli che dovrebbe portare alla bonifica dell'area e alla costruzione di una cittadina modello con negozi, abitazioni, alberghi, ristoranti e parco annesso. Ma su questa, come su altre ipotesi più o meno fondate, dal Palazzo di giustizia brianzolo giungono solo laconici «no comment».