15 agosto 2022
Aggiornato 19:00
Italia al Centro

Giovanni Toti: «Il bipolarismo è stato un totale e completo fallimento ed è diventato un bipopulismo»

Il presidente della Liguria e fondatore di Italia al Centro Giovanni Toti chiude la prima convention nazionale del partito: «Mettiamo gli argomenti in fila e poi vediamo chi sta con chi»

Il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti
Il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti Foto: Agenzia Fotogramma

GENOVA - «Abbiamo detto parecchio per un cantiere, ora tiriamo su le cazzuole e vediamo di ripulire il palco della calcina». Il presidente della Liguria e fondatore di Italia al Centro Giovanni Toti chiude la prima convention nazionale del partito riprendendo la metafora usata dal coordinatore nazionale Gaetano Quagliariello, che in mattinata aveva aperto i lavori affermando che «oggi si apre un cantiere e quindi bisogna recintare uno spazio». «La manodopera che manca in tante parti d'Italia in questo cantiere - assicura Quagliariello - c'è. Ci sono persone che pensano che c'è bisogno di una forza centrale moderata, perché questo spazio è stato grande quando è stata grande l'Italia, e lo è stato con tutte le leggi elettorali».

Il tema della legge elettorale, per una forza che sin nel nome si colloca «al centro», è ineludibile sin dall'avvio dei lavori ma per Toti è solo una conseguenza del fatto che mentre «il mondo intorno a noi è cambiato», «la politica italiana è rimasta indietro. Oggi le coalizioni, per come si si sono evolute, non rappresentano più la sintesi e l'equilibrio» delle alleanze che si contendevano il potere nella Seconda Repubblica e dunque «i partiti hanno il dovere, a partire da noi e da questo cantiere, di dire che questo sistema politico è finito e che bisogna costruirne uno nuovo, basato su nuovi presupposti, su nuove forme di partito, nuovi equilibri, nuovi baricentri e forse anche una nuova elegge elettorale che interpreti tutto questo».

Altrimenti, è il rischio paventato da Toti, «dopo Draghi, avremo un Parlamento dove non si riuscirà a trovare una maggioranza e ricominceremo con il balletto delle maggioranze a geometria variabile». «Allora - esorta - se vogliamo mettere l'Italia al centro cominciamo da qui, dal darle un sistema istituzionale che funzioni, un sistema che metta insieme un sistema elettorale, un sistema di alleanze e un sistema di forma di Stato e di Governo che consenta di guardare al futuro».

Una lettura della recente storia politica italiana affermata prima di lui dal leader di Azione Carlo Calenda, intervenuto alla convention: «Il bipolarismo è stato un totale e completo fallimento ed è diventato un bipopulismo», aveva sottolineato invitando Italia al Centro a non imbarcare «politicanti che non portano un solo valore aggiunto» e ad aggregare solo «le persone che hanno la capacità pragmatica, amministrativa, di competenza e di serietà per riformare questo sistema politico».

Un invito raccolto in partenza visto che anche Toti più volte pone l'accento sulla «pragmaticità che viene premiata dagli elettori più della velleitarietà», «una convinzione» venuta «governando la Regione Liguria e le tante città di quel territorio», dice. A tale proposito Toti cita il sindaco di Genova Bucci che alla convention parla della «capacità di fare» che «deve essere al centro della nostra azione» e risponde infine direttamente a Calenda assicurandogli che «noi saremo nettissimi, essere moderati non vuol dire essere ondivaghi, abbiamo convinzioni solidissime che non ci impediscono però di dialogare con tante persone».

Sul 'come' portare avanti il progetto «io credo - propone Toti - che il modo per costruire la nuova politica che noi vogliamo inaugurare è tutto sommato semplice e questo ne farà discendere le alleanze: partiamo dai temi, non dalle persone, da chi non siamo e da cosa non vogliamo, per dirla con Montale, partiamo dagli argomenti. Lo dico a tutti: mettiamo gli argomenti in fila e poi vediamo chi sta con chi», perché ora «io vedo contraddizioni in tutte le coalizioni».