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Eventi a Firenze, 6 cose da fare venerdì 16 febbraio

Musica, spettacolo e cultura. Ecco cosa vi attende in città ed una piccola guida per non perdere gli appuntamenti migliori

Firenze, 6 cose da fare venerdì 16 febbraio
Firenze, 6 cose da fare venerdì 16 febbraio (Shutterstock.com)

FIRENZE – Concerti, appuntamenti a teatro, cultura e tanto altro. Ecco qualche consiglio per non lasciarsi sfuggire i momenti più interessanti dell'inizio del weekend.

Musica live
Musicus Concentus, in collaborazione con MetJazz, presenta «Fire!» in Sala Vanni. Venerdì 16 febbraio, alle 21.15. Mats Gustafsson / sassofoni, elettronica, Johan Berthling / basso elettrico, Andreas Werliin / batteria e percussioni.

Musical
Al Teatro Verdi, in scena «Jersey Boysil musical». Il pluripremiato musical campione di incassi a Broadway e nel West End di Londra, è stato applaudito nei più importanti teatri italiani e al Folies Bergére di Parigi aggiudicandosi i premi di Migliore spettacolo nuovo 2016 agli ultimi Italian Musical Awards e di Miglior attore protagonista, grazie alla fantastica interpretazione di Alex Mastromarino. Con la regia di Claudio Insegno e prodotto dal Teatro Nuovo di Milano, grazie a un accordo con Theatrical Rights (NY), «Jersey Boysil» è un magnifico viaggio musicale tra i successi che hanno scalato le classifiche di tutto il mondo tra gli anni ’50 e gli anni ’70. è l’incredibile musica e la vera storia dell’italo americano Frankie Valli e dei Four Season che, appena ventenni, scrissero le proprie canzoni inventando il sound unico che ha venduto oltre 175 milioni di dischi in tutto il mondo. Le loro canzoni sono state interpretate anche da celebrità della musica tra cui The Temptation, Diana Ross & The Supreme, i Muse, i Killers, Mina, Gloria Gaynor e tanti altri. Il Musical ha debuttato a Broadway nel 2005 all’ August Wilson Theatre ed ha vinto in questi 11 anni di repliche tra New York, Londra e Las Vegas ben 54 prestigiosi premi tra cui il Laurence Olivier Awards – il massimo riconoscimento europeo per i Musical – ed i celebri Grammy Awards e Tony Awards – rispettivamente gli oscar della musica e del musical. A dare vita a una delle band più amate della storia della musica internazionale sono quattro eccellenze del musical italiano capitanati da Alex Mastromarino. Il nostro Frankie Valli italiano, nato a Livorno, ha convinto da subito il regista Claudio Insegno e il direttore musicale Angelo Racz, con la sua voce in falsetto, una caratteristica difficile da trovare tra gli oltre duecento artisti che si sono presentati all’audizione per interpretare questo difficile ruolo. Dopo due mesi intensi di prove di canto, Alex ha convinto anche lo stesso Mr. Valli in persona, che lo ha voluto come protagonista del musical.

Teatro sperimentale
Al Teatro Puccini, in scena «Human». Scritto da Marco Baliani e Lella Costa. La prima ispirazione è stata l’Eneide, il poema di Virgilio che celebra la nascita dell’impero romano da un popolo di profughi: in una lectio magistralis tenuta nell'aula magna dell'Alma Mater Studiorum di Bologna, Marco Baliani è partito dal mito per interrogarsi e interrogarci sul senso profondo del migrare. Poi l'incontro con Lella Costa e la reminescenza di un altro mito, ancora più folgorante nella sua valenza simbolica e profetica: Ero e Leandro, i due amanti che vivevano sulle rive opposte dell’Ellesponto. Prende avvio così Human, dal tema delle migrazioni e dalla volontà di raccontarne l'odissea ribaltata. Ma nel suo farsi vira, incalzato dagli eventi: al centro si pone lo spaesamento comune, quell'andare incerto di tutti quanti gli human beings in questo tempo fuori squadra.

Appuntamento con le fiabe
Venerdì 16 febbraio, alle 17, «Fiabe di Charles Perrault. La Nuova frontiera con i traduttori». Giuseppe Girimonti Greco e Ezio Sinigaglia. Di che cosa è fatta la scarpetta persa da Cenerentola? Di pelle, di stoffa o di cosa?  Come mai gli stivali dell’orco, che è un omone grandissimo, vanno a pennello a Pollicino, che è un bambino minuscolo? Pensavate di conoscere le fiabe di Perrault, e invece… Giuseppe Girimonti Greco e Ezio Sinigaglia leggeranno per noi la loro bellissima traduzione di uno degli autori più conosciuti e amati di tutti i tempi. Per bambini dai 5 anni e adulti di tutte le età

Spettacolo
Al Teatro Cantiere Florida, «La morte e la fanciulla». In scena tre differenti capolavori: uno musicale: il quartetto in re minore La morte e la fanciulla, uno fisico: l'essere umano nell'eccellenza delle sue dinamiche. Uno spirituale-filosofico: il mistero della fine e il suo continuo sguardo su di noi. Come già Matthias Claudius nel testo del Lied e Franz Schubert nel quartetto d'archi in re minore, abbiamo seguito il tema della morte accompagnata a giovani figure femminili sul crinale di un confine oscuro tra sessualità e morte; nello spettacolo questi due aspetti sono così distinti: piano coreografico (la fanciulla) e piano video (la morte). La danza e la musica di Schubert appartengono al mondo della Fanciulla. Sul palcoscenico orizzontale la coreografia, una sorta di stenografia bruciante, segue rigorosamente, fino all'evidenza e all'eccesso, gli impulsi musicali: ottocenteschi e romantici. In questa direzione troviamo i corpi nella loro essenza: privi finanche di quell'ultima copertura possibile, fisica ed emotiva. Nudi, come al cospetto della morte. Nei video diamo l'immagine che la Morte ha di noi. È uno sguardo sul contemporaneo: sfalsato e distorto, che ci restituisce un presente virtuale in antitesi con l’accadimento live della coreografia. Sul palcoscenico verticale (lo schermo), l'occhio della videocamera riflette la visione invadente e sempre presente dell'antagonista delle fanciulle. Il suono è quello silente del velato e inquietante respiro della morte, sospesa tra i quattro movimenti del quartetto d’archi. Il nostro pensiero torna a posarsi sull’umano e su ciò che lo definisce: la vita e la morte, l’inizio e la fine sono i miracoli della nostra esistenza. Info e prenotazioni: 055.7135357 – 055.7130664, prenotazioni@teatroflorida.it.

A teatro
Al Teatro Dante Carlo Monni di Campi Monni, «Le Voyage», drammaturgia e Coreografia di Arianna Benedetti. In questo lavoro Arianna Benedetti, forte della sua esperienza e studio sulle tecniche di contaminazione nei vari linguaggi della danza contemporanea, esprime una coreografia articolata che si sviluppa e si anima in un intreccio di movimento e azione che trovano un riflesso del tutto naturale nella musica con momenti ora nostalgici e struggenti ora scossi dalle vibrazioni contemporanee e futuristiche della musica elettronica, in un contesto che è però armonia e suggestione. La performance si presenta sostanzialmente come una metafora di percorsi oggi comuni a molteplici generazioni di giovani, in una omogeneità di comportamenti globalizzatiq: quasi una fotografia di situazioni che non pretendono di concludersi secondo obbiettivi precostituiti, lasciando aperte molte delle contraddizioni che segnano appunto la condizione giovanile. La coreografia fortemente dinamica ha la durata di circa 60 minuti, e vede la interpretazione di 6/8 giovani danzatori tecnicamente ed artisticamente agguerriti ed è curata anche per l’impianto luci ed i costumi dalla stessa Arianna Benedetti.