25 settembre 2018
Aggiornato 05:00

Migranti, c'è l'accordo. Conte «il prof.» si impone e strappa quello che voleva: «Ora lʼItalia non è più sola»

Al termine di una maratona durata 13 ore e mezza, i 28 leader Ue hanno finalmente trovato un accordo sulle conclusioni del Consiglio europeo, inclusa l'immigrazione
Il premier Giuseppe Conte al Consiglio Ue di Bruxelles
Il premier Giuseppe Conte al Consiglio Ue di Bruxelles (ANSA/ UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI / FILIPPO ATTILI)

BRUXELLES - Al termine di una maratona durata 13 ore e mezza, i 28 leader Ue hanno finalmente trovato un accordo sulle conclusioni del Consiglio europeo, inclusa l'immigrazione. A darne l'annuncio è il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. E il premier italiano, Giuseppe Conte, sottolinea che «da oggi l'Italia non è più sola, è passato un nuovo approccio sui salvataggi in mare: d'ora in poi si prevedono azioni coordinate tra gli stati membri». Una soddisfazione «al 70%» dicono dalle fila del governo a Bruxelles. Nel documento viene affermato il principio che chi arriva in Italia arriva in Europa e che tutte le navi che arrivano nel Mediterraneo devono rispettare le legge. «Quindi - chiarisce Conte - anche le ong non devono interferire con la guardia costiera libica». Nel testo, ha proseguito il premier, «si afferma chiaramente la necessità di riformare Dublino, anche tenendo conto delle persone che vengono soccorse in mare». Inoltre, nelle conclusioni si è stabilito il principio del rifinanziamento del fondo fiduciario per l'Africa che «ci torna particolarmente utile per le rotte dei migranti nordafricani» e viene anche chiesto che vengano intensificati i rapporti e gli accordi con i Paesi di origine e transito dei migranti.

Centri in Paesi terzi
Nel testo è passata anche la proposta dei centri di accoglienza per consentire lo sbarco, e se è il caso, il transito dei migranti anche in Paesi terzi, sotto il coordinamento della cooperazione con l'Unhcr. In Europa si possono creare anche centri di accoglienza nell'ambito degli stati membri ma solo su base volontaria. Per quanto riguarda la possibilità che anche l'Italia apra questi centri, chiarisce Conte, «è una decisione che ci riserveremo a livello governativo, ma non siamo assolutamente invitati a farlo».

Il prof. di diritto si impone
In Europa a testa alta, lo avevamo detto. Il premier italiano, Giuseppe Conte, aveva impedito di chiudere la sua prima sessione, quella meno controversa, dando per acquisiti i primi capitoli delle conclusioni del vertice, dedicati alla sicurezza e alla difesa, al commercio internazionale, alla crescita economica e l’economia digitale, al bilancio pluriennale e all’allargamento dell’Ue, e al caso MH17 (l’aereo olandese abbattuto durante il conflitto della Crimea con i secessionisti filo russi). Conte ha avuto il coraggio di bloccare la discussione, dicendo di non essere d’accordo a considerare chiusa quella parte del testo delle conclusioni, fino a quando non ci sarebbe stato accordo di tutti gli Stati membri anche sul resto delle conclusioni, e in particolare sul capitolo relativo all’immigrazione. Alle proteste dei partecipanti al Consiglio, abituati a procedere per parti successive dando per scontato il consenso sui diversi capitoli del testo, a meno di una esplicita opposizione, Conte ha risposto rivendicando di essere professore di diritto, e sottolineando che le conclusioni del Consiglio europeo hanno un solo numero di protocollo e sono dunque da considerare come un documento unico.

Tusk costretto a cancellare la conferenza stampa
Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, aveva dovuto dunque cancellare la conferenza stampa di mezza sera, prevista dopo la prima sessione del vertice: «Siccome uno Stato membro ha riservato la propria posizione sulle intere conclusioni, nessuna conclusione è stata concordata in questa fase», ha dovuto spiegare in una nota alla stampa il portavoce di Tusk. «Per questa ragione, la conferenza stampa dei rappresentanti delle istituzioni Ue è stata cancellata e avrà luogo invece domani dopo la fine dell’Eurosummit». Poi, alle 4.30 di notte, la svolta. E Conte scherza con i giornalisti: «Vi abbiamo fatto fare tardi, buon lavoro».