Esteri | Emergenza clandestini

Nessuno vuole far attraccare la Lifeline: la Francia vuole rimandarla in Italia

La Ong denuncia: «Rifiutati da Germania, Olanda e Italia. Ora chiederemo alla Francia di accoglierci». Ma Parigi ha già detto no

La nave Lifeline
La nave Lifeline (ANSA/LIFELINE)

ROMA - «Siamo stati rifiutati da Germania, Olanda, Italia...oggi chiederemo alla Francia di accoglierci»: Axel Steier, rappresentante dell'ONG Lifeline che noleggia la nave da giorni carica di migranti in attesa della possibilità di attraccare, alla radio francese RTL, ha fatto il punto della situazione: «Se non abbiamo risposta - ha detto Steier - lasceremo Malta per andare verso il nord...Spagna o Francia». Ma da Parigi è arrivato immediato lo stop allo sbarco in uno dei suoi porti: «Tecnicamente, praticamente, è all'Italia che spetta ricevere la nave» ha spiegato il ministro francese per gli Affari europei, Nathalie Loiseau. «La Francia ricorda il diritto internazionale: quando c'è una nave e si fa un salvataggio in mare, è il caso dei passeggeri della Lifeline, li si sbarca al porto più vicino, è Malta o l'Italia», ha dichiarato su France 2. «Tecnicamente, praticamente, è all'Italia che spetta ricevere la nave», ha insistito. «Questo non a tutti va bene, è il diritto internazionale, non siamo qui per sostituire il diritto con la legge della giungla», ha concluso. 

La rabbia di Marine Le Pen
Chi non accetta che la Lifeline possa attraccare in Francia, ma nemmeno in uno dei porti italiani ora governata dall'amico Matteo Salvini, è Marine Le Pen. Per la leader del Rassemblement National (ex-Front National) «le navi cariche di migranti delle Ong vanno ricondotte al porto di partenza, in Libia». Marine Le Pen ha poi accusato le Ong di «complicità» con i trafficanti, quando vanno a «prendere i clandestini lungo le acque territoriali per condurli nell'Unione europea».

Intanto il Garante dei detenuti scrive alla Guardia Costiera
«Si trovano di fatto private della libertà personale» i migranti a bordo della nave container Alexander Maersk. Per questo che il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Mauro Palma, ha scritto una lettera al Comandante generale della Guardia Costiera, Ammiraglio Giovanni Pettorino, con cui chiede «urgenti informazioni sugli ordini impartiti relativamente alla impossibilità di approdo della nave container». Al Comandante generale della Guardia Costiera il Garante ha anche chiesto informazioni sulle condizioni generali e lo stato di salute delle persone a bordo. La finalità della richiesta - spiega una nota - «è la duplice tutela delle persone coinvolte e dei loro diritti fondamentali, nonché dello Stato italiano di fronte a ogni possibile rilievo in sede internazionale circa la situazione in essere». La richiesta «è motivata dalla condizione attuale delle persone migranti che, in acque italiane, si trovano di fatto private della libertà personale, pur non essendoci ovviamente alcun ordine in tal senso, impugnabile di fronte all'autorità giudiziaria, ai sensi dell'articolo 5 della Convenzione europea per i diritti umani».