25 settembre 2018
Aggiornato 05:30

Esplode la rabbia delle Ong contro l'Europa: «La vita delle persone più importante della politica»

Duro attacco di Medici senza frontiere nei confronti dell'Ue. Nel mirino soprattutto il nuovo governo Conte: «Autorità italiane insensibili»
Migranti a bordo dell'Aquarius
Migranti a bordo dell'Aquarius (Facebook / MSF)

SPAGNA - «Arrivare a Valencia è stato inutile e disumano. Finché ci sarà un bisogno umanitario nel Mediterraneo, noi continueremo ad operare sotto il coordinamento della Guardia Costiera italiana, come abbiamo sempre fatto. Al tempo stesso ci auguriamo che in Europa finisca il tempo delle ipocrisie e dell'inumanità, auspicio condiviso dai tantissimi partecipanti che hanno animato le numerose manifestazioni di solidarietà in tutta Italia di questi giorni». In vista della riunione del Consiglio europeo della prossima settimana, MSF chiede ai governi europei di mettere al primo posto la vita delle persone. «Devono facilitare lo sbarco rapido nei porti sicuri più vicini in Europa, dove le persone soccorse devono poter ricevere cure adeguate, devono garantire a coloro che necessitano di protezione internazionale di essere in grado di richiedere asilo o altre forme di protezione». Soprattutto, i governi europei «non devono ostacolare le operazioni di ricerca e soccorso in mare delle organizzazioni non governative e devono istituire un meccanismo proattivo e dedicato di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale».

Chi c'era bordo dell'Aquarius
«Gli uomini, le donne e i bambini a bordo dell'Aquarius sono fuggiti da conflitti e povertà e sono sopravvissuti ad orribili abusi in Libia. Sono stati trasferiti da una barca all'altra come merci e hanno dovuto sopportare un inutile e lungo viaggio in mare» dichiara Karline Kleijer, responsabile per le emergenze di MSF. «Siamo grati alla Spagna per essere intervenuta, anche se il governo italiano e altri governi europei hanno vergognosamente fallito nelle loro responsabilità umanitarie e anteposto la politica alla vita di persone vulnerabili». Nel fine settimana del 9 e 10 giugno, l'Aquarius, gestita da SOS Mediterranee in collaborazione con MSF, ha salvato più di 220 persone e ne ha ricevute altre 400 da navi della Guardia Costiera italiana. Sebbene il salvataggio e il trasferimento delle 630 persone siano stati avviati e coordinati dal Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo italiano (MRCC), le autorità italiane hanno negato l'autorizzazione a sbarcare nel porto sicuro più vicino in Italia, rompendo in questo modo con le prassi e il diritto internazionale.

Le critiche a Malta e all'Italia
Anche Malta, che aveva il porto sicuro più vicino, ha rifiutato lo sbarco, citando il ruolo e la responsabilità del coordinamento italiano. Alla fine, l'11 giugno, il governo spagnolo è intervenuto con l'offerta per la nave Aquarius del porto di Valencia, distante a 1.300 chilometri. «MSF ha continuato a sollecitare le autorità italiane ad autorizzare lo sbarco nel porto sicuro più vicino, come previsto dal diritto internazionale marittimo. MSF ha anche sollevato gravi preoccupazioni umanitarie e di sicurezza in merito alla navigazione di 630 passeggeri su una nave sovraffollata per altri quattro giorni, senza adeguati rifugi e cibo insufficiente». In questo caso «le autorità italiane sono sembrate insensibili. Inizialmente avevano suggerito a MSF di trasferire le persone vulnerabili. Tuttavia, quando abbiamo fornito un elenco di quasi 200 persone, tra cui minori non accompagnati, malati e feriti, donne incinte e donne con bambini che viaggiavano da sole, hanno rifiutato. Le autorità italiane hanno quindi chiesto di trasferire solo le sette donne incinte, ma non hanno risposto alle preoccupazioni di MSF sulla separazione delle famiglie e sulla necessità per i mariti di accompagnare i loro partner in stato di gravidanza» ha spiegato Karline Kleijer di MSF. Così «Le autorità italiane hanno chiuso i loro porti a 630 persone che sono state lasciate navigare in mare per calcoli politici».