Esteri | Rivolta in Siria

Le reazioni internazionali all’attacco in Siria

Secondo le potenze occidentali l’attacco è necessario per impedire che il presidente siriano Assad possa usare di nuovo armi chimiche

DAMASCO - Usa, Francia e Gran Bretagna hanno lanciato attacchi missilistici contro installazioni del regime siriano in risposta a un sospetto attacco chimico che ha ucciso decine di civili a Douma la settimana scorsa. Secondo le potenze occidentali l’attacco è necessario per impedire che il presidente siriano Bashar al-Assad possa usare di nuovo armi chimiche. Ecco le principali reazioni nel mondo:

Russia
Mosca, alleata di Damasco, ha reagito con rabbia all’operazione, annunciando una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu. La Russia «condanna nel modo più fermo l’attacco sulla Siria, dove militari russi aiutano il governo legittimo nella sua lotta contro il terrorismo» afferma un comunicato del presidente russo Vladimir Putin. L’amabsciatore Usa a Washington Anatoli Antonov ha detto che il raid «non resterà senza conseguenze».

Siria
"La Repubblica araba siriana condanna nei termini più forti la brutale aggressione franco-britannica-americana contro la Siria che costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale» ha detto il ministero degli Esteri. L’agenzia di stato SANA ha detto che l’atttacco «è destinato al fallimento».

Iran
L’Iran, altro grande sostenitore di Damasco, ha detto che gli Usa e i suoi alleati sono «responsabili della conseguenze regionali di questo attacco avventuristico». Il ministero degli Esteri ha condannato «la palese violazione delle norme e leggi internazionali». Il leader supremo, l’ayatollah Ali Khamenei ha detto che Donald Trump, Emmanuel Macron e Theresa May sono «criminali».

Nato
«Appoggio l’iniziativa presa da Stati uniti, Regno unito e Francia… Ridurrà la capacità del regime di attaccare ulteriormente il popolo siriano con armi chimiche» ha affermato in una nota il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. «La Nato ritiene che l’uso di armi chimiche sia una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale e ritiene che sia essenziale proteggere la convenzione sulla armi chimiche» ha aggiunto. «Ciò richiede una risposta collettiva ed efficace della comunità internazionale».

Onu
«Invito tutti gli stati membri a dimostrare moderazione in queste pericolose circostanze e a evitare azioni che possano rappresentare un’escalation della situazione aggravando le sofferenze del popolo siriano» ha detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, invitando il consiglio di sicurezza a promuovere un’indagine per identificare gli autori degli attacchi chimici. La Russia ha posto il veto sull’indagine proposta dagli Stati uniti.

Turchia
«Accogliamo con favore questa operazione che allevia al coscienza dell’umanità di fronte all’attacco di Douma, che si sospetta largamente sia stato compiuto dal regime» ha detto il ministero degli Esteri turco che ha accusato Damasco di aver compiuto «crimini contro l’umanità e crimini di guerra» nei sette anni di guerra civile.

Ue
Il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk ha scritto su Twitter che l’unione europea sostiene i raid e sarà «al fianco dei nostri alleati dalla parte della giustizia».

Italia
«Quella di stanotte è stata un’azione circoscritta, mirata a colpire le capacità di fabbricazione o diffusione delle armi chimiche, non può e non deve essere l’inizio di una escalation, l’Italia lo ha ribadito nei giorni scorsi e continuerà a farlo», ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in una dichiarazione da Palazzo Chigi.

Germania
La cancelliera tedesca Angela Merkel ha appoggiato un «intervento militare necessario e adeguato».

Amnesty International
«Va presa ogni precauzione per minimizzare i danni ai civili in qualunque azione militare» ha detto Raed Jarrar, direttore per Medio Oriente e Nordafrica di Amnesty International USA.