Esteri | Rivolta in Siria

«L'operazione Usa in Siria non è finita». La condanna di Putin

L'operazione Usa in Siria "non è finita" ha riferito un alto funzionario della Casa Bianca alla Cnn. May parla di attacco giusto, Putin condanna

L'attacco Usa in Siria
L'attacco Usa in Siria (EPA/Cpl L MATTHEWS / BRITISH MINISTRY OF DEFENCE /)

DAMASCO - L'operazione Usa in Siria "non è finita». Lo ha riferito un alto funzionario della Casa Bianca alla Cnn. Stessa tesi sposata da altri due responsabili dell'amministrazione americana che hanno riferito alla rete americana che la reazione militare agli attacchi chimici non è l'ultimo passo. "Quello che avete visto stanotte non è la fine della risposta Usa... non è finita", ha detto l'alto funzionario dell'amministrazione Trump. Il segretario alla Difesa Jim Mattis ha detto che quella di stanotte "al momento" è un operazione circoscritta. "Nel piano sono stati inseriti molti elementi di flessibilità per consentire ulteriori attacchi basati su quello che è stato colpito stanotte", ha aggiunto il funzionario Usa.

Putin: condanniamo con massima fermezza
La Russia intanto non fa attendere la sua risposta e condanna "con la massima fermezza" i raid di stanotte sulla Siria a opera di Usa, Francia e Gran Bretagna, bollandoli come un'aggressione "in violazione della carta Onu e del diritto internazionale». Lo afferma in una nota il presidente russo Vladimir Putin, che chiede una riunione d'urgenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu per "discutere dell'aggressione degli Usa e dei suoi alleati contro la Siria». La Russia "condanna nel modo più fermo l'attacco sulla Siria, dove militari russi aiutano il governo legittimo nella sua lotta contro il terrorismo" afferma un comunicato diffuso dalle agenzie russe, che aggiunge che "l'escalation in Siria ha un impatto distruttivo sull'intero sistema delle relazioni iinternazionali». Un gruppo di Paesi occidentali "ha cinicamente ignorato l'indagine dell'Opac sull'incidente di Douma e ha intrapreso un'azione militare prima della fine dell'inchiesta». "Gli Usa e i loro alleati hanno colpito obiettivi militari e civili in Siria in violazione della carta Onu e del diritto internazionale. La Russia indice una riunione urgente del consiglio di sicurezza dell'Onu per discutere l'aggressione degli Usa e dei loro alleati contro la Siria». Un'agressione che "aggrava la catastrofe umanitaria, infligge sofferenze alla popolazione civile, collude con il terrorismo" afferma il presidente russo.

May: attacco giusto
L'appoggio a Trump invece arriva dalla fida alleata May, che commenta così: l'attacco di Usa, Gran Bretagna e Francia in Siria è stato "giusto" per "evitare sofferenze ai civili" e "impedire uso di armi chimiche". "E' un attacco limitato con chiari confini che vuole evitare un'escalation, per evitare vittime civili. Insieme abbiamo colpito una serie limitata di strutture». Questo attacco dimostra che "la comunità internazionale non resterà ferma sull'uso delle armi chimiche. Questo intervento non è unico, dobbiamo restare impegnati per risolvere il conflitto, migliore soluzione è quella politica". La premier britannica Theresa May ha dichiarato che l'attacco di stanotte in Siria, in coordinamento con Francia e Usa, ha avuto "successo" e "i missili britannici hanno colpito una struttura militare dove il regime siriano teneva armi chimiche». Un attacco che è stato deciso dopo l'attacco di sabato scorso su Douma: "Sappiamo con chiarezza chi sia il responsabile di questa atrocità, il regime siriano». "Questo attacco non deve sorprendere nessuno, il regime ha un passato terribile di uso di armi chimiche contro il suo popolo». Anche Israele ha definito "legittima" l'operazione militare degli Stati Uniti in Siria affermando che il regime di Damasco continua le sue "azioni mortali». "L'anno scorso il presidente americano Donald Trump ha fatto capire che l'uso di armi chimiche equivale a superare una linea rossa. Questa notte Usa, Francia e Gran Bretagna hanno agito di conseguenza", ha spiegato un responsabile israeliano rimasto anonimo.

Assad: aggressione barbara e brutale
Il regime siriano dal canto suo ha denunciato "l'aggressione barbara e brutale" dei Paesi occidentali dopo l'attacco condotto all'alba dagli Stati Uniti, dalla Francia e dalla Gran Bretagna, scrive l'agenzia Sana. Questi raid hanno lo scopo di "ostacolare" la missione dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) che oggi deve avviare la sua inchiesta sul presunto attacco chimico su Douma, secondo Sana. L'agenzia cita una fonte del ministero degli Esteri siriano che accusa gli occidentali di dissimulare "le loro bugie». La guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei ha definito "criminali" Donald Trump, Emmanuel Macron e Theresa May dopo l'attacco di stanotte in Siria.  "Dichiaro con chiarezza che il presidente Usa, il presidente francese e la premier britannica sono criminali che hanno commesso un crimine" ha detto Khamenei. Il ministero degli Esteri di Teheran ha invece parlato di un'aggressione che rappresenta "una flagrante violazione del diritto internazionale e ignora il diritto della Siria alla sovranità nazionale e all'integrità territoriale".