23 settembre 2018
Aggiornato 18:30

L'attacco farsa di Trump alla Siria dimostra la menzogna delle armi chimiche

Missili su centri di ricerca, nessun civile colpito. Con questo attacco farsa concordato con la Russia Trump conferma le menzogne

WASHINGTON - Ne abbiamo già scritto. Il mondo oggi deve ringraziare chi ha truccato le elezioni statunitensi nel 2016, sempre che sia avvenuto: gli hacker russi, i venduti americani, i razzisti bianchi suprematisti, gli ignoranti della Rust Belt, gli operai inferociti contro lo stato e la globalizzazione, quelli che mangiano prettamente cibo spazzatura e sugli orti biologici vorrebbero costruire dei centri commerciali, quelli che in casa tengono in salotto fucili d’assalto come noi teniamo pesciolini rossi nell’acquario, e in generale gli squinternati di ogni risma che hanno permesso l’elezione di Donald Trump. Donald Trump è l’uomo che ha evitato la terza guerra mondiale, condizione per cui nessuno di noi in questo momento avrebbe una composizione superiore allo stato gassoso. Un finto attacco sui centri di ricerca siriani, concordato con i russi, è scattato nella notte del 14 aprile, alle tre ora italiana. Nessuna vittima civile né tra i russi né tra i siriani. Una farsa, per far contenti i fascisti veri, quelli che vorrebbero la guerra totale con la Russia per regolare antichi conti rimasti aperti nonostante il crollo di muri e ideologie. Un bombardamento finto che prova quanto l’attacco chimico di Ghouta sia una menzogna inventata per caricare a molla l’opinione pubblica mondiale.

Putin gigante tra i nani
Di fronte a Trump - un uomo rozzo, ignorante, razzista, maniaco sessuale, proto fascista, maschilista – gli altri governanti assumono le forme di mostri assetati di sangue: il democratico Macron, la vampiresca Theresa May, per non parlare degli altri mostri israeliani e arabi. L'Italia è inesistente, ma va bene così. Come spesso accade nella storia, colui che è additato come un pazzo, Trump, dimostra quanto la follia sia data da un mondo capovolto, al contrario. E ringraziamo che dall’altra parte vi sia l’altro fascista/stalinista Vladimir Putin. Un dittatore, senza alcun dubbio. Forse ha fatto capire che la guerra ci sarebbe stata seriamente, forse ha fatto capire che non vi sarebbero stati vincitori. Anche lui, in questa vicenda, svetta come un gigante tra i nani. Il tutto, nel gran sbraitar di guerra, di bombe, di sangue, del mondo colto, democratico, progressista.

Macron, dove sono le prove?
Le parole di Macron sono state quelle di uno squilibrato, privo della minima connessione con la realtà. Il presidente francese, campione di democrazia in Europa, è una mina vagante che fa tremare al solo pensiero di ciò che potrebbe fare nei prossimi anni. Ha un'ida di mondo arcaica, colonialista, ma dato che ha un bel faccino delicato gli si permette di portare l'umanità sull'orlo della catastrofe con piena impunità. Perché lui "ha le prove delle armi chimiche». Prove che non fornisce: ma pazienza, lui si sente il nuovo Napoleone. Incontrerà il suo Kutuzow e farà la fine del suo predecessore: si spera, per la sopravvivenza di tutti, nel minor tempo possibile. Solo per quanto avvenuto nellanotte del 14 aprile Donald Trump meriterebbe un premio Nobel per la Pace: ma quello lo danno solo ai guerrafondai conclamati che sanno utilizzare con bon ton coltello e forchetta a tavola. La sinistra mondiale oggi deve guardare alla sua ennesima catastrofe: deve osservarsi mentre, con la bava alla bocca, incita alla terza guerra mondiale. E un uomo di destra, un pazzo, un ignorante buzzurro, la evita.