15 dicembre 2018
Aggiornato 22:00

La versione di Trump: «Attacco chimico preparato da tempo». Gli Usa vogliono bypassare l'Onu

Il presidente americano ha ribadito che il presunto attacco chimico avvenuto in Siria, a Douma, era stato preparato da tempo

Il presidente Usa Donald Trump
Il presidente Usa Donald Trump (EPA/JIM LO SCALZO)

WASHINGTON - Il presidente americano Donald Trump ha ribadito che il presunto attacco chimico avvenuto in Siria, a Douma, la principale città dell’enclave ribelle del Ghouta orientale, era stato preparato da tempo e che gli Usa «stanno prendendo una decisione sul da farsi a proposito dell’orribile attacco». La situazione verrà «affrontata con forza» ha aggiunto Trump circondato dalla squadra per la sicurezza nazionale, spiegando che la decisione arriverà «nella notte o poco più tardi». Ieri aveva annunciato entro «24-48» ore.

Bypassare l'Onu
Concetto ribadito anche dall’ambasciatore degli Stati Uniti all’Onu, Nikki Haley, nel corso del suo intervento al Palazzo di Vetro di New York. Gli Stati Uniti «risponderanno» all’attacco con armi chimiche fatto in Siria senza considerare se il consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite deciderà di agire o meno. «Siamo arrivati al punto in cui il mondo deve vedere che viene fatta giustizia», ha continuato Haley aggiungendo: «La storia registrerà questo momento come quello in cui il consiglio di Sicurezza ha deciso di adempiere al suo compito o ha dimostrato il suo totale e completo fallimento nel proteggere il popolo della Siria».

L'attacco a Mosca
Ma Haley ha anche attaccato Mosca. «Il regime russo, le cui mani sono completamente sporche del sangue dei bambini siriani, non può vergognarsi delle immagini delle sue vittime», ha detto ricordando che non si deve sottovalutare il ruolo della Russia e dell’Iran nei massacri portati a termine dal regime siriano di Assad.

Cosa farà il Consiglio di Sicurezza?
Intanto il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sta soppesando con cautela se indire un voto sulla proposta Usa di una nuova indagine indipendente sugli attacchi chimici in Siria, aprendo un nuovo fronte di spaccatura con la Russia, che si è già detta contraria e potrebbe porre il veto sulla risoluzione. Gli Stati Uniti hanno presentato ieri una bozza di risoluzione e Donald Trump aveva parlato di un’imminente azione militare americana: l’ambasciatrice Usa presso l’Onu Nikki Haley ha detto che questa potrebbe avvenire anche senza il sostegno delle Nazioni Unite. Gli Usa vogliono quindi un voto, anche se Mosca ha dichiarato che nella bozza ci sono degli «elementi inaccettabili» e ha definito «pericolosa» l’opzione militare ventilata da Washington. Un diplomatico interno al Consiglio di sicurezza ha spiegato che «gli Stati Uniti stanno spingendo per un voto». Gli esperti hanno lavorato nella notte ma non è stato ancora dato alcun annuncio per un voto oggi.