11 dicembre 2018
Aggiornato 23:00

Corea del Nord, si apre lo spiraglio del dialogo: e adesso?

Pyongyang ha comuncato la disponibilità di rinunciare alle armi atomiche se gli Usa garantiranno sicurezza
Il tavolo dei colloqui in Sud Corea, con il presidente sudcoreano Moon Jae-in.
Il tavolo dei colloqui in Sud Corea, con il presidente sudcoreano Moon Jae-in. (EPA/YONHAP SOUTH KOREA OUT)

PYONGYANG - Timido spiraglio nella crisi nordcoreana. La Corea del Nord ha promesso di sospendere i suoi test nucleari e missilistici durante il dialogo in corso con la Corea del Sud. La comunicazione è giunta da Chung Eui-yong, il capo della delegazione sudcoreana che ha incontrato nei giorni scorsi a Pyongyang il leader nordcoreano Kim Jong Un. In quella sede si è concordato anche un summit tra il presidente sudcoreano Moon Jae-in e Kim. «Il Sud e il Nord hanno concordato di svolgere il terzo summit...a Panmunjom alla fine di aprile», ha detto Chung, che è consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Moon Jae-in in una conferenza stampa di ritorno dal Nord. I precedenti due summit furono svolti nel 2000 e nel 2007, quando in Corea del sud erano rispettivamente presidenti Kim Dae-jung e Roh Moo-hyun e in Corea del Nord il leader era Kim Jong Il, padre di Kim Jong Un, l'attuale numero uno di Pyongyang. Le due Coree hanno anche concordato di aprire una linea diretta di comunicazione tra Moon e Kim per «alleggerire la tensione militare e avere un coordinamento più stretto» tra i due paesi. Per favorire il dialogo, la Corea del Nord ha preso l'impegno di congelare i testi missilistici e nucleari durante questo periodo.

Disgelo in vista?
Un primo accordo che è stato raggiundo dopo quasi 4 ore di colloquio tra la delegazione sudcoreana con la controprte del Nord. In queste ore, Chung ha detto di aver cercato di persuadere il suo dialogo con gli Stati uniti. Ma il presidente Usa Donald Trump ha più volte ribadito che la denuclearizzazione della Corea del Nord è una precondizione per riaprire il dialogo. Chung, da questo punto di vista ha portato a Seoul una dichiarazioni d'intenti del Nord. «Il presidente Kim ha detto che la questione della denuclearizzazione può essere discussa come un tema per il dialogo Corea del Nord-Usa», ha detto l'inviato di Moon. «Vorrei porre soprattutto l'attenzione - ha continuato - sul fatto che (Kim) ha chiaramente affermato che la denuclearizzazione della Penisola coreana era un'istruzione dle suo predecessore e che non ci sono cambiamenti in quella istruzione». Quindi, dal punto di vista del Nord, secondo Chung, la questione è la garanzia di sicurezza e permanenza dell'attuale regime a Pyongyang: se queste due condizioni vi saranno, Kim si dice disposto a rinunciare alle armi nucleari. Il Nord, ha detto Chung, non vede «ragioni» per mantenere le armi atomiche «se le minacce militari contro il Nord verranno cancellate e se la sicurezza del suo regime sarà garantita».

La reazione di Trump
Donald Trump ha giudicato come «molto positiva» l'apertura della Corea del Nord alla sua denuclearizzazione in cambio di garanzie sulla sua sicurezza. Il presidente americano lo ha detto dallo Studio Ovale, dove sta incontrando il premier svedese Stefan Löfven. Il leader americano resta comunque guardingo: «Vedremo cosa succede». Il presidente ha fatto riferimento alla leadership nordcoreana dicendo che «sembra agire in modo positivo ma vedremo». Per Trump «le dichiarazioni giunte dalla Corea del Nord e da quella del Sud sono state molto positive» ma come indicato dal vicepresidente Mike Pence, tutte le opzioni a disposizione di Washington restano sul tavolo. «Abbiamo fatto molta strada con la Corea del Nord, almeno sul fronte della retorica. [Una denuclearizzazione] sarebbe una cosa fantastica per il mondo, sarebbe una cosa fantastica per la Corea del Nord, sarebbe una cosa fantastica per la penisola [coreana] ma vedremo che succede», ha continuato. Trump ha promesso di «fare qualcosa. In un modo o nell'altro abbiamo intenzione di fare qualcosa e di non lasciare che la situazione si deteriori»

Sud Corea: troppo presto per essere ottimisti
Per il presidente sudcoreano Moon Jae-in è «troppo presto per essere ottimisti» sulla proposta della Corea del Nord di discutere di denuclearizzazione con gli Stati Uniti. «Siamo solo alla linea di partenza», ha detto Moon ai leader politici dopo che ieri i suoi emissari, rientrati dalla loro missione a Pyongyang, hanno annunciato l'intenzione del regime nordcoreano di trattare con gli Usa sulla denuclearizzazione.

Cina: cogliere l'opportunità
La Cina ha dato invece un giudizio cautamente positivo all'apertura tra le due Coree che hanno deciso di tenere uno storico summit il prossimo mese. Pechino ha invitato le parti a «cogliere questa opportunità» per promuovere la denuclearizzazione della Penisola coreana. Il ministero degli Esteri cinese ha emesso ieri sera un comunicato nel quale si loda "l'esito positivo" dell'incontro tra gli inviati sudcoreani e il leader nordcoreano Kim Jong Un, avvenuto due giorni fa a Pyongyang. I due paesi hanno concordato di tenere un summit tra Kim e il presidente sudcoreano Moon Jae-in nel villaggio dell'armistizio di Panmunjom. La Corea del Nord ha inoltre annunciato il congelamento dei test nucleari e missilistici e si è detta disposta a rinunciare al programma bellico nucleare nel caso in cui venga revocata la minaccia militare nei suoi confronti e garantita la sicurezza del suo regime. «Noi speriamo che la Repubblica democratica popolare di Corea e la Repubblica di Corea possano trovare un consenso e continuare i loro sforzi per far avanzare la riconciliazione e la cooperazione", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang. «La Cina - ha continuato - intende continuare ad avere il suo ruolo, dovuto a questo fine». Prima dell'annuncio, Geng aveva detto ai giornalisti che le «interazioni» tra Nord e Sud «dovrebbero essere allargate».

Dalla Corea del Nord messaggio agli Usa
Intanto, si apprende che il capo della delegazione sudcoreana che lunedì ha incontrato il leader nordcoreano Kim Jong Un consegnerà un messaggio del numero uno di Pyongyang agli esponenti statunitensi che incontrerà nella seconda parte della sua missione, che si svolgerà in America. L'ha oggi lo stesso Chung Eui-yong, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Yonhap. Chung Eui-yong, che è il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente sudcoreano Moon Jae-in, partirà domani per una due giorni a Washington, hanno chiarito funzionari dell'ufficio presidenziale di Seoul. «Non possiamo rivelare tutto ai media, ma abbiamo osservazioni aggiuntive da parte degli Stati uniti, che trasmetteremo agli Usa durante la visita», ha detto Chung. I colloqui a Pyongyang hanno portato a un'importante svolta. Le due Coree hanno deciso di tenere il mese prossimo uno storico summit presso il villaggio dell'armistizio di Panmunjom. Per favorire una ripresa di dialogo, Pyongyang si è impegnata a congelare i test nucleari e missilistici durante il dialogo e ha ventilato la possibilità di rinunciare alle armi nucleari nel caso in cui venisse eliminata la minaccia militare e garantita la sicurezza del regime. Inoltre, la Corea del Nord ha espresso anche la volontà di dialogare con gli Usa. Dopo gli Usa, Chung si recherà anche in Cina e Russia, mentre il numero due della delegazione che è andata a Pyongyang, il capo dell'intelligence sudcoreana Suh Hoon, andrà a riferire in Giappone. Tutti questi paesi, con Nord e Sudcorea, hanno preso parte ai negoziati a sei sul programma nucleare e missilistico nordcoreano, ormai arenatesi da un decennio.

(Con fonte Afp)