Indipendentismi

Dopo la Catalogna, anche la Francia è alle prese con la Corsica: vince la coalizione nazionalista

Il vento del nazionalismo soffia forte in Europa e in Corsica ottiene una vittoria storica come non accadeva da ann al primo turno delle elezioni territoriali

Le elezioni territoriali in Corsica
Le elezioni territoriali in Corsica (ANSA/ EPA/OLIVIER SANCHEZ)

AJACCIO – Il vento del nazionalismo soffia forte in Europa e in Corsica ottiene una vittoria storica come non accadeva da anni. La lista Pè a Corsica, che raggruppa gli autonomisti di Gilles Simeoni e gli indipendentisti di Jean-Guy Talamoni, ha raccolto al primo turno il 45,36% dei voti contro il 24,35% del 2015 (36% al secondo turno). I leader nazionalisti forti del successo elettorale ora chiedono al governo centrale di tener conto del voto popolare e non sarà affatto facile per Parigi ignorare il responso delle urne e calmare le loro rivendicazioni. «Vogliamo aprire un negoziato con la Francia», ha annunciato subito Gilles Simeoni a Europe1. Il parallelismo con la crisi catalana è inevitabile, ma i nazionalisti corsi preferiscono prendere le distanze dalla Catalogna: «Il modello catalano non è trasferibile alla Corsica», ha aggiunto Simeoni cercando di rassicurare i francesi.

La vittoria dei nazionalisti corsi
I nazionalisti hanno spiegato che l'indipendenza «non è il problema» in questione per adesso e hanno garantito che l’isola ha abbandonato da tempo la lotta armata. «Credo che oggi la Corsica abbia inviato un segnale molto forte a Parigi e detto in modo ampiamente maggioritario: vogliamo la pace, vogliamo la democrazia, vogliamo costruire un'isola emancipata», ha però annunciato ieri sera Gilles Simeoni. «Il risultato è notevole, oltre le nostre attese», ha commentato anche Jean-Guy Talamoni. La destra regionalista di Jean-Martin Mondoloni è arrivata in seconda posizione con il 14,97% dei voti, seguita con il 12,77% dalla lista di Valérie Bozzi, sostenuta dai Republicains, e poi dalla Republique en Marche di Jean-Charles Orsucci con l'11,26%. Le due liste di Mondoloni e Bozzi potrebbero unirsi in vista del secondo turno di domenica prossima.

Il tracollo del Front National
Il partito indipendentista U Rinnovu, portavoce di una linea nazionalista più radicale, sebbene abbia quasi triplicato il risultato del 2015, attestandosi al 6,69% dei voti, è rimasto poco sotto la soglia del 7% che gli avrebbe consentito di presentarsi al secondo turno. Il capolista Paul-Félix Benedetti ha escluso qualsiasi tipo di aggregazione con altre liste. La sinistra, guidata da Jacques Casamarta (Corse insoumise/PCF) ottiene il 5,68% dei voti. Il Front national registra invece un vero crollo, al 3,28%. La partecipazione si è attestata al 52,17%, in calo rispetto al 2015. I 234.000 elettori corsi hanno votato per eleggere i 63 rappresentanti di una nuova istanza che nascerà il primo gennaio dalla fusione dei due consigli dipartimentali e della collettività territoriale.