Le mosse del sultano

Erdogan in Iran da Rohani, un riavvicinamento sulla pelle dei curdi iracheni

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è stato ricevuto con gli onori militari a Teheran dal presidente iraniano Hassan Rohani. Oggi i due antichi rivali hanno un interesse in comune: che i curdi iracheni non ottengano l'indipendenza

TEHERAN - Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è stato ricevuto con gli onori militari a Teheran dal presidente iraniano Hassan Rohani. Nelle immagini rese disponibili dalla tv di Stato iraniana Irib si vedono i due presidenti mentre si stringono la mano, ascoltano i rispettivi inni nazionali e in seguito posano per i fotografi e i cameramen. L'ultima visita di Erdogan in Iran risale al 2015: quella odierna rappresenta un segnale di rasserenamento diplomatico tra Turchia e Iran, entrambi contrari al recente referendum di indipendenza del Kurdistan iracheno.

Il programma
Il programma ufficiale prevede infatti incontri con il presidente iraniano Hassan Rohani e la guida suprema l'ayatollah Ali Khamenei. Erdogan e Rohani presiederanno inoltre il Consiglio di cooperazione di alto livello turco-iraniano, che si riunisce per la quarta volta. In agenda c'è anche la crisi in Siria, dove i due Paesi - pur su posizioni opposte nei confronti del presidente Bashar al Assad - collaborano nell'ambito dei colloqui di Astana. La visita di Erdogan era stata preceduta lunedì da un incontro a Teheran tra i capi di stato maggiore dei due eserciti.

Il referendum che terrorizza Erdogan
Le antiche incomprensioni tra Turchia e Iran, che affondano le proprie radici nella rivalità tra l'interpretazione rispettivamente sunnita e sciita dell'Islam, sembrano dunque potersi superare per questioni di realpolitik: perché la prospettiva di un referendum dei curdi iracheni è naturalmente spaventosa per Ankara, che teme un effetto domino che potrebbe estendersi anche in Siria e in Turchia, ma non è apprezzata neppure da Teheran. Certamente, è soprattutto Erdogan ad avere molto da perdere da quello scenario: ecco perchè il sultano è disposto a scaldare le relazioni fino ad oggi tiepide con il vicino iraniano, che anche sulla crisi siriana è sul fronte opposto ad Erdogan, pur di evitare l'indipendenza dei curdi iracheni. Approfittando del fatto che lo stesso Rohani ritiene l'eventuale modifica dei confini a seguito del referendum un pericolo per la sicurezza della regione.