Isis

Isis, torna a parlare al Baghdadi (vivo e vegeto) e incita i Mujahiddin alla resistenza

Abu Bakr al-Baghdadi è vivo e vegeto. E' questa la prima notizia che emerge dal video diffuso ieri sera dallo Stato Islamico, ritenuto autentico da Washington, in cui, per la prima volta dallo scorso novembre, si può ascoltare una registrazione della voce del sedicente Califfo

WASHINGTON - Abu Bakr al-Baghdadi è vivo e vegeto. E' questa la prima notizia che emerge dal video diffuso ieri sera dallo Stato Islamico in cui, per la prima volta dallo scorso novembre, si può ascoltare una registrazione della voce del suo leader, che più volte negli scorsi mesi era stato dato per morto. Nella registrazione, lunga 46 minuti, Baghdadi si è rivolto ai combattenti dello Stato Islamico, celebrandoli tra le altre cose per la resistenza mostrata a Mosul. Il sedicente Califfo ha anche fatto riferimento agli attentati terroristici a Londra, a Barcellona e in Russia, e ha parlato della situazione in Corea del Nord: tutto questo fa pensare che il messaggio sia stato registrato molto di recente.

L'audio sarebbe autentico
Washington sta compiendo verifiche sull'audio pubblicato su Telegram, ma non ha motivi di dubitare della sua autenticità. «Con la forza di Dio daremo prova di resistenza. Morte, sconfitte e dolore non ci piegheranno», ha affermato in un passaggio del suo discorso al Baghdadi. Nell'audio il leader dello Stato islamico parla della caduta di Mosul e delle tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord, eventi successivi alla sua presunta morte a fine maggio. A metà giugno la Russia, usando il condizionale, aveva affermato che il Califfo sarebbe morto durante un raid del suoi bombardieri su Raqqa, la capitale siriana dello Stato islamico, che oggi sta per cadere.

L'esortazione ai Mujahiddin
Nel messaggio audio, il leader dell'Isis ha esortato i Mujahiddin a fare da «scudo e speranza» nella difesa del califfato. Poi al Baghdadi ha parlato dei «miscredenti», che si sono uniti contro l'Isis per la paura degli attacchi dei jihadisti. E infine, la chiamata alle armi, indirizzata ai sunniti in Siria «prima che sia troppo tardi». Una chiamata che spazia a tutto il mondo dall'Asia all'Africa. «Guai a chi butta la sua arma", è l'ultima raccomandazione del Califfo ai suoi combattenti.

Gli obiettivi del messaggio
La diffusione del messaggio di Baghdadi potrebbe aver avuto un duplice obiettivo: in primis, smentire tutte le voci riguardanti la morte del Califfo, ma anche spingere i combattenti dell’ISIS a continuare a combattere, nonostante le molte sconfitte militari dell’ultimo anno. Il 2017 è stato un annus horribilis per lo Stato Islamico, che ha perso il controllo di Mosul, la principale città che controllava in Iraq, di Tal Afar, centro vicino a Mosul molto importante per la sua posizione geografica, e di parte di Raqqa, la sua capitale in Siria. Nonostante ciò, di recente Daesh ha avuto la forza di guadagnare nuovamente terreno in Libia e di creare importanti alleanze nelle Filippine, dove sta ancora combattendo una battaglia molto violenta nella città di Marawi, sull’isola di Mindanao.