10 luglio 2020
Aggiornato 14:00
Il 9 maggio si celebra il 70esimo anniversario della fine II Guerra Mondiale

Tutti rifiutano l'invito di Putin. Tranne Tsipras

L'auspicio ambasciatore italiano è che arrivi qualcuno da Roma; in ogni caso, l'Occidente sarà in gran parte assente alle celebrazioni del 9 maggio a Mosca. Cameron e Obama hanno respinto l'invito, così come Israele e Norvegia. Nemmeno la Merkel ci sarà, nè Hollande. Interverrà invece Alexis Tsipras, ormai a Mosca un habitué.

MOSCA (askanews) - Continua la Guerra fredda delle celebrazioni. É partita la conta per chi ci sarà e chi non ci sarà, ossia chi verrà a Mosca il 9 maggio e chi no, ignorando l'invito del Cremlino per le sontuose celebrazioni del 70esimo anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica (II guerra mondiale). Il tutto mentre già si è profilata come «alternativa» filoccidentale Danzica, ossia alla controcelebrazione, dove il prossimo 8 maggio la Polonia organizza un incontro internazionale per il 70esimo anniversario della vittoria sul nazismo.

Israele: occhio per occhio...
Da ultimi, a dare forfait a Vladimir Putin sono Israele e la Bielorussia. Il primo ha fatto trapelare oggi di aver ridotto significativamente la sua presenza, dopo l'ordine del Cremlino di fornire i sistemi missilistici S300 all'Iran. L'ambasciata israeliana ha detto che non è ancora detta l'ultima parola, ma a quanto pare invece di un ministro ci sarà l'ambasciatore. Un altro a restare a casa sarà a sorpresa Aleksandr Lukashenko, che dice: «A Minsk la nostra parata non avrà nulla da invidiare a quella di Mosca» dove comunque verrà il 7-8 maggio. Oggi il portavoce di Putin Dmitri Peskov ha commentato, sottolineando che anche se il leader bielorusso «passerà a Minsk il 9 maggio» comunque «condivide il nostro stesso spirito» e valori.

Rapporti deteriorati tra Mosca e l'Ovest
In conferenza stampa oggi alla domanda su chi verrà dall'Italia, il capo missione a Mosca Cesare Maria Ragaglini ha spiegato che il nostro Paese sarà comunque rappresentato. «Sicuramente ci sarà l'ambasciatore d'Italia, ossia io, presente. Mi auguro che ci sia anche un esponente da Roma». Secondo il ministero degli Esteri russo, alla tradizionale celebrazione sulla Piazza Rossa sono stati invitati i capi di stato e di governo di 68 paesi stranieri. Tuttavia hanno confermato la loro partecipazione solo i leader di 25 Paesi. E le assenze confermate dei Paesi occidentali dimostrano quanto si siano deteriorati i rapporti tra Mosca e l'Ovest in questi ultimi anni: per il sessantesimo anniversario del Giorno della Vittoria, a Mosca nel 2005, c'erano 53 leader tra capi di stato e di governo, tra cui Stati Uniti, Francia, Germania, Italia, Giappone e altri.

Cameron e Obama hanno respinto l'invito
I media russi hanno già anticipato i nomi dei leader che sicuramente non marcheranno presenza. Si tratta del primo ministro britannico David Cameron che ha respinto l'invito, come ha fatto altrettanto il presidente statunitense Barack Obama. Il presidente francese Francois Hollande non ha ancora dato una risposta definitiva, ma è improbabile che arrivi a Mosca, dicono gli esperti. Non saranno a Mosca inoltre i leader di Germania e Giappone. Inizialmente da Berlino, avevano riferito che la partecipazione della cancelliera Angela Merkel durante i festeggiamenti era da definire, ma in seguito si è saputo che non assisterà alla parata e arriverà a Mosca il 10 maggio per deporre i fiori sulla tomba del Milite Ignoto.

Tsipras ci sarà
Non sarà sulla Piazza Rossa neppure il primo ministro della Norvegia, ancora meno da oggi, dopo l'incursione in un'isola artica del vicepremier russo Dmitry Rogozin, sulla lista nera dei sanzionati. Solo pochi leader dell'Ue hanno espresso apertamente la loro intenzione di essere alla parata della Vittoria: il presidente ceco Milos Zeman, perchè un'assenza «avrebbe insultato la memoria di 150.000 soldati sovietici che hanno dato la vita per la liberazione della Cecoslovacchia», ha detto Zeman. E il premier Alexis Tsipras, ormai a Mosca un habitué: arrivato l'8 aprile ha incontrato Putin e si è fermato due giorni, accettando anche l'invito al forum economico di San Pietroburgo per fine giugno. In precedenza il capo dell'amministrazione presidenziale russa Sergei Ivanov ha riferito che alle celebrazioni verranno a Mosca 25 leader stranieri e numeri uno di diverse organizzazioni internazionali. Tra questi, il leader cinese, della Corea del Nord, Vietnam, Repubblica Ceca, Serbia, Cuba. Hanno apertamente rifiutato di partecipare il presidente americano Barack Obama, i leader di Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia.