23 ottobre 2018
Aggiornato 22:00

Tasse, reddito di cittadinanza e pensioni: ecco il piano del Governo

Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in un'intervista al Sole 24 ore fa il punto sulla politica economica dell'esecutivo. E traccia un primo calendario
Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria. Roma, 24 luglio 2018
Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria. Roma, 24 luglio 2018 (Claudio Peri | ANSA)

ROMA - Riforma fiscale e reddito di cittadinanza. Si parte da qui. Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, consegna in un'intervista al Sole 24 Ore il 'calendario' del Governo sulla politica economica. «Su riforma fiscale e reddito di cittadinanza bisogna partire davvero, e tracciare un calendario che indichi in modo nitido le misure da attuare nel 2019 e i progressi da compiere negli anni successivi» ha assicurato il ministro dell'Economia. Poi sarà il momento di introdurre «incentivi per il lavoro a tempo indeterminato». Quando? «Nella prossima manovra». Un modo, questo, per respingere i timori del mondo delle imprese sul decreto dignità approvato ieri che segna una stretta sui contratti a termine: «Mi rendo conto delle ragioni di questi timori, ma anche su questo aspetto occorre un ragionamento più freddo».

Lavoro a tempo indeterminato
«Prima di tutto» ha spiegato Tria «sono sempre convinto del fatto che si debba aspettare di vedere gli effetti a regime, all'interno di un quadro più ampio di interventi che in manovra potranno vedere nuovi incentivi per il lavoro a tempo indeterminato. Non va ignorato del resto il fatto che in questo periodo c'è stato un abuso di contratti a termine, e anche dal punto di vista macroeconomico un aumento così forte di lavoro a tempo determinato è un problema perché non permette un investimento nel capitale umano e quindi un aumento della produttività, che rimane il grande malato italiano. Il problema esiste, e se la risposta è adeguata lo vedremo».

Gli interventi sulle pensioni
Il governo sta studiando anche di mettere mano alle pensioni senza incidere "troppo" sulla spesa. Tria assicura che il dossier pensioni non è stato abbandonato. «Stiamo studiando anche gli interventi previdenziali, con il vincolo che non incidano in modo troppo pesante sulla curva della spesa a medio e lungo termine». Quanto all'aggravio di spesa che la cosiddetta Quota 41 determinerebbe, Tria aggiunge: «Dipende dalle condizioni. Stiamo studiando, e non c'è ancora un quadro definito».

Lo spread? «Non ci spaventa»
Per Tria le fibrillazioni sullo spread registrate negli ultimi giorni non sono tanto da collegare a fattori di incertezza quanto al fatto che ad agosto i volumi sono ridotti. «Lo spread - afferma - è influenzato da vari fattori. Il primo è il rallentamento dell'economia. Una maggiore incertezza sul futuro allarga i differenziali perché spinge gli investitori su titoli più sicuri. Non mi risulta però che ora ci sia una 'fuga' dai titoli italiani. Ci sono piuttosto operazioni su futures e cds e ad agosto, quando i mercati sono più sottili, bastano anche piccoli movimenti per dare fluttuazioni di prezzi».

Il rilancio degli investimenti pubblici
Ed eccoci a uno dei temi caldi sul tavolo dell'esecutivo: gli investimenti pubblici. «Per rassicurare investitori e famiglie non bisogna rinviare le riforme strutturali, ma dare certezze sulle prospettive, e dimostrare che il Paese è in grado di crescere. Per questo è decisivo il rilancio degli investimenti pubblici e l'avvio effettivo degli interventi su fisco e reddito di cittadinanza, che sono compatibili con i vincoli di finanza pubblica» assicura Giovanni Tria. «Per far ripartire gli investimenti pubblici - spiega - bisogna avviare un monitoraggio puntuale su ogni opera, per capire dove e perché si è bloccato, e costruire una sorta di versione aggiornata del Genio Civile per sostenere le amministrazioni che hanno perso la capacità di fare progetti».