23 ottobre 2018
Aggiornato 16:12

La più grande rapina della storia: «La Casa di Carta» racconta la verità sul Qe di Draghi

«La Banca centrale europea ha regalato migliaia di miliardi alle banche e alle imprese, ma alla povera gente non è arrivato un euro»

MADRID - "La Banca centrale europea ha regalato migliaia di miliardi alle banche e alle imprese, ma alla povera gente non è arrivato un euro. Quello che stiamo facendo nella Zecca di Spagna è un'iniezione di liquidità monetaria nelle vite di alcuni disgraziati come ce ne sono tanti. Non stiamo facendo alcun reato, questi soldi non sono rubati a nessuno. Li stampiamo direttamente». In questa frase, illuminante come può essere solo la verità, c’è un errore. La Banca centrale europea non ha regalato un bel nulla a nessuno. La Banca centrale europea è stata assaltata. Niente M-60. Niente maschere sul volto. Niente mitragliatrici MG. E’ stata assaltata da banditi in doppiopetto.

"La casa di carta"
"La casa de papel" è una serie che riformula la teoria del Quantitative easing per il popolo, detto anche "helicopter money", ma anche, e fondamentalmente, reddito di base, incondizionato, universale": così scrive il sociologo del lavoro Roberto Ciccarelli. Ha ragione. Ne scrivemmo due anni fa dell'helicopter money, l'arma atomica del monetarismo. Di fronte allo scandalo senza precedenti dell’immensa massa monetaria generata dal nulla dalla Bce, e quasi totalmente drenata dal settore finanziario finito dentro il tritacarne della crisi dei subprime, il mondo inizia a porsi la più semplice delle domande. La letteratura è morta, le serie televisive sono la nuova letteratura, perché reinventano l’immaginario: di fronte a quelle tute rosse e alle maschere di Salvadar Dalì sorridenti - la verità come surrelatà - è facile comprendere i meccanismi che soggiacciono alla creazione del denaro, e alla sua distribuzione nella comunità. Il titolo della serie spagnola peraltro racconta già tutto. Per la verità ci avevano già pensato Totò e Peppino De Filippo ne «La banda degli onesti»: anche loro iniziarono a stampare denaro fresco. Ma poi si pentirono e buttarano tutto nel Tevere: altri tempi, in cui non esisteva ancora lo spread.

Assalto alla Banca centrale
Nel momento in cui i sette banditi si barricano armati fino ai denti dentro la Zecca di Stato di Spagna con la ferma intenzione di stampare un numero imprecisato di miliardi di euro, professano una semplice verità: quello non è un furto. Anche perché i soldi creati dal nulla in questi anni hanno subito esattamente lo stesso processo e nessuno può sostenere il contrario: prelevati all’origine, da persone senza volto di cui non si sa nulla. Scomparsi. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Ci hanno detto: il Qe serve a comprare il debito pubblico degli Stati sotto pressione finanziaria, come l’Italia. E’ giusto. Peccato che questo sia il modello Grecia, a cui i soldi promessi dalla Trojka servono solamente per pagare gli interessi sul debito pubblico - oggi come in passato - totalmente in mano a soggetti privati. I cittadini greci, come del resto quelli italiani o spagnoli, dei miliardi stampati dalla Bce e utilizzati attraverso il meccanismo dell’alleggerimento quantitativo non hanno sentito nemmeno il profumo. Si tratta di una partita di giro, in cui il denaro nasce da una banca privata, fuori controllo democratico, la Bce, e viene trasferito attraverso degli intermediari – gli Stati – ad altre banche. Che in questo modo ripianano le loro perdite e, anzi, continuano a buttare sul mercato pattumiera finanziaria da cui traggono profitto. Non esiste posto fisso più sicuro dello specultarore finanziario. Perché sanno di poterlo fare.

La sinistra new labour e il saccheggio
Tutto bene quindi? In fondo, se qualcuno ha scoperto l’abracadabra che apre le porte del forziere e lo saccheggia a noi cosa importa? E poi forse non era il new labour – la sinistra in lutto post sovietica riconvertita alla religione neoliberale, da un totalitarismo all’altro con soluzione di continuità – quella che teorizzava la «percolazione»? Permettere il drenaggio da parte del settore finanziario di immense masse monetarie permette di far «percolare» qualcosa anche alla classe lavoratrice, agli imprenditori, ai disgraziati in generale. In Italia lo diceva Veltroni: detto tutto. In questo contesto di furto globale, generalizzato, portato a valore,  il lavoro si è svalutato al punto de essere ritenuto ormai un lusso per chi lo crea, l’impresa, e per chi lo svolge, il salariato. Nessuno si può più permettere di lavorare. In un continente che ha visto scomparire nel nulla 2400 miliardi di euro in sette anni, il problema è se esistono le risorse per tagliare le tasse. In un continente che ha visto scomparire nel nulla 2400 miliardi di euro in sette anni, il problema è il costo del lavoro. In un continente che ha visto scomparire nel nulla 2400 miliardi di euro in sette anni, il problema è se esistono le risorse per il reddito di cittadinanza. In un continente che ha visto scomparire nel nulla 2400 miliardi di euro in sette anni, il problema è se esistono le risorse per la sanità pubblica, le pensioni, i disgraziati di ogni censo.

Armi e doppiopetto
I protagonisti de "La casa di carta", con le loro maschere di Salvador Dalì, altro non fanno che stamparsi il denaro da soli e distribuirselo. Nessuno può sostenere che facciano qualcosa che non sia la norma. Lo fanno armati, e questo non va bene. Ma c’è chi imbraccia mitragliatrici da terra Browning e chi lo spread, e in due giorni fa collassare un paese, chiudere ospedali, scuole, acquedotti, blocca l’importazione di derrate alimentari e porta una nazione sull’orlo della guerra civile: Grecia, 2015. E’ avvenuto. Avviene oggi. "La casa de papel" è un capolavoro, perché ridisegna l’immaginario, lo mette in luce: un capolavoro politico, letterario, culturale.