Economia | Debito pubblico

La prossima Legislatura avrà un «cappio alla gola» da 1.000 miliardi

L'allarme del vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci: «Investitori, case d'affari internazionali e banche italiane ci tengono sotto schiaffo»

Il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco con il Ministro delle Finanze, Pier Carlo Padoan
Il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco con il Ministro delle Finanze, Pier Carlo Padoan (ANSA)

MILANO - Il debito pubblico da rinnovare nella prossima legislatura ammonta complessivamente a 900 miliardi di euro, ma con la quota periodica di bot si superano i 1.000 miliardi di euro. Tra gennaio 2018 e la fine del 2022, arrivano a scadenza, nel dettaglio, 47 miliardi di bot, 734 miliardi di btp, 85 miliardi di cct e 32 miliardi di ctz.
Questi i dati principali di un'analisi del Centro studi di Unimpresa sui titoli di Stato in circolazione, secondo la quale considerando i circa 100 miliardi annui di bot emessi e rinnovati l'ammontare complessivo di debito da rifinanziare nella prossima legislatura è ampiamente superiore a 1.000 miliardi.

CAPPIO ALLA GOLA - «In attesa dei tanti numeri che ascolteremo dai leader politici nella prossima campagna elettorale, mettiamo a disposizione dell'opinione pubblica un dato che, a nostro giudizio, è sottovalutato e invece è centrale: il peso del debito pubblico, che supera quota 2mila miliardi, ci sta schiacciando, e le scadenze dei titoli di Stato sono il cappio alla gola con il quale gli investitori, le case d'affari internazionali e le banche italiane ci tengono sotto schiaffo» commenta il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci.

L'ANALISI - Secondo l’analisi dell’associazione, che ha incrociato dati della Banca d’Italia e del ministero dell’Economia, il totale complessivo dei titoli di Stato in circolazione è pari a 1.879,6 miliardi. Nel dettaglio, i sottoscrittori di debito italiano hanno «in mano» 115,9 miliardi di bot, 1.581,4 miliardi di btp, 137,4 miliardi di cct e 44,8 miliardi di ctz. In questo ultimo scorcio dl 2017 sono scaduti 163,6 miliardi di titoli: 68,8 miliardi di bot, 69,4 miliardi di btp, 12,9 miliardi di cct e 12,3 miliardi di ctz. Nel 2018 va rinnovato debito per 236,4 miliardi: 47,1 miliardi di bot, 137,1 miliardi di btp, 25,7 miliardi di cct e 26,4 miliardi di ctz. Nel 2019 scadono titoli per 187,01 miliardi: 168,2 miliardi di btp, 12,6 miliardi di cct e 6,05 miliardi di ctz. Le emissioni da rimborsare nel 2020 valgono 162,01 miliardi: 146,6 miliardi di bot e 15,3 miliardi di cct, mentre nel 2021 arrivano a scadenza solo btp per 162,6 miliardi. Nel triennio 2022-2024 arrivano a fine corsa btp e cct: in totale, 152,08 miliardi nel 2022 (120,08 miliardi di btp e 32 miliardi di cct); 141,8 miliardi nel 2023 (126,4 miliardi di btp e 15,4 miliardi di cct); 128,6 miliardi nel 2024 (105,4 miliardi di btp e 23,2 miliardi di cct). Nei tre anni successivi scadono solo btp: 62,3 miliardi nel 2025, 79,5 miliardi nel 2026, 48,1 miliardi nel 2027. Nel periodo 2028-2067 vanno rimborsati 355,3 miliardi di btp.