18 ottobre 2018
Aggiornato 18:00

Gros-Pietro: «La commissione sulle banche ha fatto chiarezza»

Il Presidente di Intesa Sanpaolo: «Non siamo pentiti di aver preso le due banche venete». Casini: «Su Boschi siamo alla caccia alle streghe»
Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione parlamentare sulle banche
Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione parlamentare sulle banche (ANSA)

MILANO - «La commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche ha cercato di far luce sulle cause del tracollo di alcuni istituti e ha messo in luce il ruolo della crisi economica sul tracollo di alcune piccole banche». Lo ha sottolineato Gian Maria Gros-Pietro, presidente del Consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo, in un'intervista al Gr1 Rai.
«L'insieme delle banche italiane - ha aggiunto - ha pagato con i propri mezzi il salvataggio di tutto il sistema. Lo Stato italiano per mettere in sicurezza le banche, ha speso molto meno di tutti gli altri grandi paesi europei».

Non siamo pentiti di aver preso le due banche venete
«Non siamo affatto pentiti di aver inglobato le due banche venete, Popolare Vicenza e Veneto Banca: il tracollo delle due venete avrebbe non solo danneggiato tutti coloro che avevano investito i loro risparmi nelle banche, ma avrebbe lasciato senza credito gli operatori del settore. Noi ci siamo accollati alcune decine di miliardi di debiti verso i risparmiatori della regione, e teniamo aperti i crediti». Per il manager, più in generale «le sofferenze stanno diventando un problema minore, le banche italiane escono dalla crisi sane e robuste».

Casini: Su Boschi siamo alla caccia alle streghe
Le pressioni che Maria Elena Boschi avrebbe fatto su Banca Etruria «sono state smentite dallo stesso Ghizzoni e poi un politico che non si interessa a una banca che rischia di lasciare nei guai migliaia di cittadini e un territorio intero non fa bene il suo lavoro». Lo ha detto Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione parlamentare sulle banche in una intervista al Corriere della Sera.
Sulla ricandidatura della ministra Casini ha sostenuto di essere «l'ultimo che può rispondere a questa domanda. Ma mi pare che oramai siamo alla caccia alle streghe. Ora le contestano anche i viaggi come ministro: se si facessero le pulci così a tutti i politici non ne sopravvivrebbe nemmeno uno».
Casini ha aggiunto poi che «i rischi da me paventati si sono dimostrati profetici: le ventate della campagna elettorale sono entrate prepotentemente in commissione». Per il parlamentare «il vero insulto è strumentalizzare la commissione per fare campagna elettorale».