Economia | Disoccupazione

Istat, cala la disoccupazione e Boschi esulta per il Jobs Act. Ma il lavoro è precario

Secondo gli ultimi dati Istat gli occupati aumentano dello 0,1% rispetto al mese precedente. Maria Elena Boschi e Giuliano Poletti si affrettano a cantare vittoria, mail Jobs Act nasconde ben altro

La sottosegretaria alla vicepresidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, esulta per i dati Istat.
La sottosegretaria alla vicepresidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, esulta per i dati Istat. (ANSA)

ROMA - Buone notizie per il mercato del lavoro. Secondo l'Istat, il tasso di disoccupazione a giugno è sceso all'11,1% (-0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente). Inoltre la stima degli occupati cresce dello 0,1% rispetto a maggio (+23 mila), recuperando parzialmente il calo registrato nel mese precedente (-53 mila). Il tasso di occupazione si attesta al 57,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali. La lieve crescita congiunturale dell'occupazione, spiega l'Istat, è interamente dovuta alla componente femminile, mentre per gli uomini si registra un modesto calo, e interessa i 15-24enni e i 35-49enni. Tuttavia, la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a giugno sale dello 0,1% (+12 mila), sintesi di un aumento tra gli uomini e un calo tra le donne. Il tasso di inattività è pari al 34,9%, invariato rispetto ad maggio. Nel trimestre aprile-giugno alla crescita degli occupati si accompagna un significativo calo dei disoccupati (-3,9%, -115 mila) e l'aumento degli inattivi (+0,4%, +50 mila). Al netto dell'effetto della componente demografica, su base annua cresce l'incidenza degli occupati sulla popolazione tra gli ultratrentacinquenni mentre cala tra i 15-34enni.

Boschi esulta per i dati Istat
Subito dopo la pubblicazione dei dati Istat si sono susseguiti commenti di giubilo da parte degli esponenti del Partito democraico, che si riconoscono il merito della buona notizia per effetto del Jobs Act varato dal governo Renzi. La prima a farsi avanti è stata la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, che sulla sua pagina Facebook ha esordito così: «La disoccupazione scende ancora. A giugno 23 mila occupati in più su base mensile, secondo l'Istat. Il dato davvero impressionante, però, è quello dell'occupazione femminile: 48,8% di donne occupate a giugno. Il dato più alto dal 1977».

Dietro il Jobs Act
La ex ministra delle Riforme del governo Renzi ha quindi aggiunto: «Ancora c'è molto da fare, lo sappiamo, ma i dati di oggi ci dicono che siamo sulla strada giusta. Qualcuno può ancora negare il successo del #JobsAct? #Avanti, avanti insieme». A tal proposito vale però la pena evidenziare che, sempre secondo l'Istat, solo 1 contratto su 4 è a tempo indeterminato quindi l'occupazione nata dal Jobs Act è "a scadenza" perché di natura precaria in maggior parte. I dati sull'occupazione (instabile) tenderanno perciò presumibilmente ad oscillare anche nei prossimi mesi ed è troppo presto per esultare o cantare vittoria.

La promessa di Poletti
Ma non è di questo avviso il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Gentiloni, Giuliano Poletti, per il quale: «al di là delle oscillazioni mensili, questo mese di segno positivo, il dato incoraggiante è la conferma della costante crescita di medio lungo periodo dell'occupazione e della contestuale diminuzione dei disoccupati e degli inattivi». Poletti sottolinea inoltre che torna a diminuire il tasso di disoccupazione giovanile che, pur restando a livelli «troppo alti», si attesta a 8 punti percentuali in meno rispetto a febbraio 2014. «Perché possa diminuire ancora concentreremo ulteriormente su questo obiettivo gli interventi della prossima legge di bilancio", promette il ministro del Welfare. E noi staremo a vedere.