21 maggio 2019
Aggiornato 08:00
Previdenza | Caso Mastrapasqua

Mastrapasqua si è dimesso dall'INPS

Il ministro del lavoro, Enrico Giovannini, ha ricevuto questa mattina il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, il quale, «anche alla luce delle decisioni assunte ieri dal consiglio dei ministri, ha manifestato la sua volontà di rassegnare le dimissioni dall'incarico di Presidente dell'INPS»

ROMA - Il ministro del lavoro, Enrico Giovannini, ha ricevuto questa mattina il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, il quale, «anche alla luce delle decisioni assunte ieri dal consiglio dei ministri, ha manifestato la sua volontà di rassegnare le dimissioni dall'incarico di Presidente dell'Inps». Lo comunica lo stesso ministero.
«Il Governo, infatti ha deciso di accelerare il processo di ridisegno della governance dell'Inps e dell'Inail e ha approvato un disegno di legge per disciplinare l'incompatibilità per tutte le posizioni di vertice degli enti pubblici nazionali, prevedendo, per quelli di particolare rilevanza, un regime di esclusività volta a prevenire situazioni di conflitto d'interesse».
«Il ministro, nell'esprimere, anche a nome del Governo, apprezzamento per la sensibilità dimostrata da Mastrapasqua, lo ringrazia per il lavoro svolto in questi anni per il rinnovamento dell'Inps e il complesso processo di riorganizzazione dell'Ente derivante dall'incorporazione dell'Inpdap e dell'Enpals».

SPI-CGIL: ORA VOLTARE PAGINA - Lo Spi-Cgil affida al proprio profilo Twitter il commento alle dimissioni del presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua. «Si è dimesso come avevamo richiesto noi. Ora voltiamo pagina».

SALVINI: ORA TOCCA A BOLDRINI - «Il multi-poltrona Mastrapasqua si è dimesso da presidente dell'Inps, come mi dispiace.... E la sciura Boldrini cosa aspetta a togliersi di torno?». Così il segretario della Lega Nord Matteo Salvini su Facebook.

GOZI: ERA L'ORA - «Era ora che il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua rassegnasse le dimissioni. E' solo il primo di una serie che speriamo sia lunga, perché questo Paese ha bisogno di un profondo rinnovamento». Lo afferma il deputato del Pd Sandro Gozi.
«Un rinnovamento che deve riguardare soprattutto tanta parte della sua classe dirigente. Torniamo a ricordare in questa occasione anche la necessità di trasparenza nei criteri di nomina. Proprio su questo aspetto, così rilevante, siamo ancora in attesa di una risposta alle nostre interrogazioni da parte del Ministero dell'Economia».