25 gennaio 2021
Aggiornato 01:30
Crisi USA

Obama: per l'occupazione useremo i soldi delle banche

Tra le proposte sgravi fiscali per le piccole imprese. Draghi: le grandi banche «un problema che peggiora»

WASHINGTON - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha proposto ieri una serie di iniziative per stimolare l'occupazione mentre gli americani senza lavoro sono oltre 15 milioni e il tasso di disoccupazione del paese è al 10 per cento. Obama ha parlato durante un discorso alla Brookings Institution, uno dei principali think-tank di Washington.

GLI INTERVENTI - Le proposte includono sgravi fiscali per le piccole imprese, investimenti in infrastrutture e incentivi per lo sviluppo di case a basso consumo energetico. Parte dei fondi per finanziare queste iniziative, potrebbe arrivare dal Troubled Assets Relief Program, il piano salva finanza da 700 miliardi di dollari varato un anno fa dal Congresso. Insomma, invece di salvare le banche questo denaro potrebbe andare a creare lavori: secondo Obama il programma «è servito al suo proposito originario e ad un prezzo molto più basso del previsto». La Casa Bianca ha stimato ieri che i costi del Tarp per il governo saranno inferiori di 200 miliardi di dollari alle previsioni.

TAGLI FISCALI - I tagli fiscali sono un punto centrale del piano Obama, specialmente quelli indirizzati alle piccole imprese. Tra i punti salienti proposti oggi da segnalare quello per l'eliminazione per un anno della tassazione sul capital gain per gli investimenti in piccole imprese. E' anche prevista un estensione di alcuni stimoli fiscali con cui le imprese potranno dedurre i costi per le spese in beni capitali, una mossa che secondo la Casa Bianca metterà oltre 20 miliardi di dollari nelle mani delle aziende nel 2010. Verrà inoltre esteso a tutto il 2010 un emendamento del Recovery Act, il pacchetto di stimoli all'economia varato in febbraio, che consente alle imprese di utilizzare immediatamente fino a 250.000 dollari di fondi per investimenti qualificati.

DRAGHI: PROBLEMA GRANDI BANCHE - Intanto il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, intervenendo alla conferenza The Future of Finance organizzata dal Wall Street Journal in Inghilterra, ha dichiarato che le grandi istituzioni finanziarie il cui fallimento pone rischi globali al sistema finanziario sono un problema che «sta peggiorando». Gli istituti «too big to fail», il cui fallimento pone rischi sistemici «sono un grande problema che sta peggiorando, con ripercussioni a livello di rischio morale e di competitività dell'industria, che sta diventando ancora più concentrata di quanto fosse prima della crisi» ha detto Draghi.