15 ottobre 2021
Aggiornato 22:00

Riconoscere subito le prestazioni di lavoro agli 8.000 braccianti salernitani esclusi dagli elenchi anagrafici

L’attività ispettiva dell’Inps ha, infatti, giudicato come fittizie ben 17.000 prestazioni lavorative nella sola Provincia di Salerno

Circa mille braccianti agricoli hanno manifestato questa mattina sotto la Direzione provinciale dell’Inps per protestare contro il mancato riconoscimento da parte dell’Istituto delle disoccupazioni agricole e dei trattamenti previdenziali.

L’attività ispettiva dell’Inps ha, infatti, giudicato come fittizie ben 17.000 prestazioni lavorative nella sola Provincia di Salerno per un totale di circa 8.000 braccianti agricoli coinvolti, sebbene essi avessero realmente lavorato nelle aziende agricole della Piana del Sele. Tale attività ha portato alla cancellazione di tutti questi lavoratori dagli elenchi anagrafici e, quindi, al loro allontanamento da ogni tipo di tutela salariale e previdenziale.

A margine della manifestazione una delegazione di lavoratori e di rappresentanti delle organizzazioni sindacali è stata ricevuta dai vertici provinciali e territoriali dell’Inps. L’incontro ha prodotto l’impegno da parte dell’Istituto di provvedere ad avviare in tempi rapidi un chiarimento con la Direzione nazionale, al fine di poter riconoscere a tutti i lavoratori interessati le disoccupazioni agricole dalle quali sono stati erroneamente estromessi.

«La situazione salernitana è paradossale» – ha dichiarato il Segretario nazionale della Flai-Cgil Salvatore Lo Balbo – «perché in questo territorio si rilasciano registri d’impresa ad aziende fantasma e si perseguita chi già vive di sotto salario, di assenza di diritti e di qualsiasi tipo di tutela».
«E’ per questo» – ha continuato Lo Balbo – «che confidiamo che la Direzione provinciale dell’Inps di Salerno saprà mettere fine a questa vera ingiustizia in tempi rapidi restituendo alle lavoratrici e ai lavoratori la dignità che meritano».
«A questo punto l’unica via percorribile per ristabilire una situazione di legalità» – ha concluso il Segretario nazionale della Flai – «è quella di riconoscere le prestazioni di lavoro di questi lavoratori e reintrodurli negli elenchi anagrafici. Occorrerà, poi, aprire urgentemente un tavolo nazionale e territoriale con l’Inps per individuare quali strumenti adottare per sconfiggere l’illegalità nel settore agricolo».