16 ottobre 2021
Aggiornato 10:30
Le imprese agricole sempre più in affanno

Agricoltura: subito la fiscalizzazione degli oneri sociali

Il presidente della Cia Giuseppe Politi chiede un immediato intervento da parte del governo per alleggerire il pesante costo del lavoro, in particolare per le aziende delle zone svantaggiate e montane

«Sul costo del lavoro in agricoltura chiediamo un impegno formale da parte del governo. Occorre subito una fiscalizzazione degli oneri sociali proprio per garantire alle imprese le condizioni necessarie per stare su mercato. Il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia deve agire al più presto in questo senso. Altrimenti, per molti imprenditori agricoli c’è il fondato rischio di un drammatico tracollo». E’ quanto sollecitato dal presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi decisamente preoccupato per una situazione che vede le aziende sempre più in forte affanno, con costi in continua crescita e redditi in flessione.

«Chiediamo, quindi, la proroga delle disposizioni relative alle agevolazioni contributive per i datori di lavoro agricolo nelle zone svantaggiate e montane (circa il 40 per cento del totale e non riguardano soltanto il Sud) e il rinvio della sospensione degli aumenti di aliquota per tutte le imprese agricole, previste fino al 31 dicembre 2008, dall’articolo 01 commi 1 e 2 della legge 81/2006. In quest’ottica, del resto, era orientato un emendamento alla manovra economica in discussione al Senato e bocciato dalla maggioranza. Sono misure -avverte Politi- indispensabili per dare agli imprenditori la possibilità di operare senza vincoli opprimenti che, senza una loro attenzione, possono avere riflessi sulla stessa gestione aziendale».

«Finora -rimarca il presidente della Cia- da parte del governo non è stato espresso alcun impegno. Vogliamo, pertanto, risposte pronte ed immediate. Su un argomento del genere non si può continuare a tergiversare. Ci vuole concretezza. Lo impone uno scenario, quello agricolo, sempre più costellato da oscure nubi e da prospettive incerte».

«Oltretutto -sottolinea Politi- le imprese vengono da una fase di ristrutturazione dei debiti previdenziali che ha permesso la regolarizzazione. Ora se non si interviene, c’è il pericolo di appesantire ulteriormente l’onere contributivo per le imprese e di impedire un rilancio dello sviluppo e della stessa competitività».

«Il costo del lavoro -sostiene Politi- è uno dei fattori che maggiormente incidono sull’attività imprenditoriale agricola. La sua crescita avrebbe, quindi, pesanti ripercussioni. A ciò va aggiunto, inoltre, il forte aumento dei costi dei fattori produttivi: più 10, 4 per cento a giugno scorso. Incremento alimentato dai rincari dei concimi (più 50 per cento), dei mangimi (più 15,3 per cento) e dei carburanti (più 12,4 per cento). Da qui l’urgenza di intervenire in maniera adeguata. Il governo deve passare subito dalle promesse ai fatti».