Aosta | Cronaca

Inchiesta Pasquale Longarini Pm di Aosta, chiuse indagini

Per il magistrato c'è anche l'ipotesi di rivelazione segreti ufficio

Palazzo di giustizia
Palazzo di giustizia (ANSA)

AOSTA - La procura di Milano ha chiuso ieri il primo filone d'inchiesta sull'ex procuratore facente funzioni di Aosta Pasquale Longarini, dalla scorsa settimana assegnato dal Csm come giudice al tribunale di Imperia. Lo ha appreso l'ANSA. Per il magistrato, l'imprenditore Gerardo Cuomo (titolare del Caseificio valdostano) e Sergio Barathier (titolare dell'albergo Royal e Golf di Courmayeur) l'ipotesi di reato è di induzione indebita a dare o promettere utilità. Fino al 31 gennaio 2016 Longarini, «abusando delle sue qualità o dei poteri di pubblico ufficiale - si legge nell'avviso di chiusura delle indagini preliminari - essendo titolare di un procedimento penale a carico di Barathier per gravi reati, in accordo con Cuomo, sollecitava Barathier a effettuare forniture di prodotti dal Caseificio valdostano per l'albergo Royal e Golf, cui in effetti Barathier procedeva, assumendo ordini del valore di circa 70-100 mila euro». Longarini è indagato anche per rivelazione di segreti d'ufficio e favoreggiamento.

Queste due ipotesi di reato si riferiscono a quando, nell'aprile 2015, il magistrato, «in qualità di pubblico ministero di Aosta, aiutava Gerardo Cuomo ad eludere le investigazioni condotte dalla Dda di Torino» in un «procedimento penale» in «materia di criminalità organizzata, rivelandogli, in violazione dei doveri inerenti alle funzioni, il fatto di essere questi sottoposto ad intercettazioni telefoniche, informazione che il Pm di Aosta aveva appreso dai carabinieri di Aosta per ragioni del proprio ufficio, in quanto titolare di procedimenti collegati». Nella prima fase delle indagini non era stata formulata l'ipotesi di rivelazione di segreti d'ufficio, ma solo quella di favoreggiamento personale.

Le indagini del Nucleo di polizia economica finanziaria della guardia di finanza di Milano sono coordinate dal Pm Giovanni Polizzi. Gli indagati, tramite i propri difensori - avvocati Claudio Soro e Anna Chiusano per Longarini; Jacques Fosson e Fulvio Simoni per Sergio Barathier; Maria Rita Bagalà e Gilberto Lozzi per Gerardo Cuomo - hanno 20 giorni per presentare memorie, chiedere alla procura altre indagini e rilasciare dichiarazioni. Il 25 gennaio scorso il Consiglio superiore della magistratura aveva reintegrato Longarini: il magistrato era stato sospeso dal 9 febbraio 2017, dopo che il 30 gennaio era finito agli arresti domiciliari - insieme a Cuomo - revocati poi a fine marzo.

Resta ancora aperto il filone d'indagine sull'ipotesi di riciclaggio, entrato nel vivo la scorsa estate, quando le attenzioni degli inquirenti si erano concentrate sulle attività di Massimiliano Fossati (ex manager Unicredit), del commercialista Edo Chatel e dell'immobiliarista Leo Personettaz (che inoltre, secondo gli investigatori, pagò insieme a Cuomo un viaggio in Marocco a Longarini). L'ipotesi della procura, almeno nella prima fase delle indagini, era che i tre avessero posto in «essere operazioni immobiliari» principalmente a Praga con «risorse provenienti dalla commissione dei delitti tributari commesse da cittadini italiani, in modo da ostacolarne la provenienza delittuosa».