Centinaia di arresti e manifestanti che accusano la polizia di aver utilizzato liquido urticante negli idranti. Manifestazione pro premier a Istanbul: un milione in piazza. Servizio di Silvia Testa
A Istanbul sale la tensione in piazza Taksim. I manifestanti hanno bocciato la proposta del premier di un referendum: «c'è già una decisione del Tribunale che vieta il taglio degli alberi». Servizio di Andrea Pennacchioli
Notte di calma apparente in Turchia. Ad Ankara dispersa una manifestazione dalla polizia. Appello al dialogo dagli stati uniti e unione europea. Servizio di Luca Del Re
Il Governo multa le tv che trasmettono in diretta. Gi USA chiedono «il rispetto del diritto di espressione». Servizio di Adriana Bellini
Dopo una notte di violenti scontri a Istanbul la polizia ha ripreso il controllo di piazza Taksim luogo simbolo della protesta contro il premier turco Erdogan. 100 feriti, alcuni in gravi condizioni. Scontri anche ad Ankara. Critiche da Washington: per la Casa Bianca «occorre rispettare il diritto di espressione». Servizio di Ninfa Colasanto
Pugno duro del premier turco mentre riprendono i disordini, dopo che la polizia nelle prime ore della mattina aveva smantellato le barricate di piazza Taskim. Discorso di Erdogan trasmesso in diretta tv. «I manifestanti sono dei folli, in un gioco più grande di loro». Domani incontrerà i manifestanti
In assetto antisommossa, seguiti da blindati con cannoni ad acqua
Erdogan: «La pazienza ha un limite»; ma la notte si infuoca a Istanbul, Smirne e Ankara. La polizia usa i lacrimogeni contro la folla causando qualche ferito. Studenti e partiti laici chiedono le dimissioni del primo ministro. E stamani parte una nuova raffica di arresti. Servizio di Adriana Bellini
Non regge la tregua fra polizia e manifestanti. Anche stanotte ad Ankara, la capitale, ci sono stati nuovi scontri. La tensione è altissima. Servizio di Adalberto Baldini
Dopo 48 ore di tregua il paese torna nel caos. Lacrimogeni e cariche della polizia ad Ankara per disperdere una manifestazione pacifica, arresti e feriti. Servizio di Adriana Bellini
In Turchia non accenna a diminuire la protesta contro il premier Erdogan che al suo rientro dopo una missione diplomatica non ha usato toni concilianti nei confronti dei manifestanti. Servizio di Damiano Ficoneri
La protesta popolare che ha ormai l'appoggio dei principali sindacati del paese sembra anche aver creato una divisione tra il governo del premier Erdogan e il presidente Abdullah Gul. Servizio di Adalberto Baldini
Migliaia di lavoratori nei due cortei confluiti a piazza Taksim, ad Ankara la polizia interviene per disperdere la folla che puntava agli uffici del premier Erdogan. Al sesto giorno di proteste, 4 morti e centinaia di arresti. Servizio di Armando Sommajuolo
Altra nottata di grande tensione in tutte le città del Paese. La polizia usa lacrimogeni e idranti contro la folla. Oggi il vice premier Arinc incontra gli oppositori ad Istanbul. Servizio di Damiano Ficoneri
Nella notte ancora cariche della polizia ai manifestanti a Istanbul ed Ankara. E dopo le proteste internazionali, per la prima volta il premier Erdogn si scusa per la durezza della repressione. Oggi forse un incontro tra vicepremier e dimostranti. Servizio di Adalberto Baldini
Utilizzati gas lacrimogeni e idranti; cinque feriti ad Hatay. I contestatori hanno cercato di dirigersi verso l'ufficio del primo ministro Recep Tayyip Erdogan in queste due città, ignorando gli avvertimenti delle forze dell'ordine
Urlando slogan contro il Premier Erdogan
Assente Erdogan, in visita in nord Africa, è il vice premier a chiedere scusa per le violenze a Istanbul.Servizio di Adriana Bellini
Secondo alcuni testimoni, gli spari che hanno colpito il ragazzo 22enne morto stanotte ad Antiochia, sarebbero partiti da un blindato della polizia. I sindacati del pubblico impiego hanno indetto due giorni di sciopero. Almeno 2500 feriti al quinto giorno di protesta. Servizio di Damiano Ficoneri
Un altro ragazzo, di 22 anni, è morto in ospedale. Continuano gli scontri a Istanbul e in altre città con vittime, centinaia di feriti e arresti. Gli Stati Uniti scendono in campo intimando al premier Erdogan di far cessare le violenze. Servizio di Adalberto Baldini
Non si placano le proteste per la dura repressione del premier Erdogan. Alla quarta giornata di scontri le manifestazioni si spostano da Istanbul a Smirne e Ankara. Due le vittime. Violenta la repressione della polizia. Il premier accusa l'opposizione e le organizzazioni straniere e dice »non paragonate queste manifestazioni alla primavera araba». Servizio di Damiano Ficoneri
Morto un manifestante ad Ankara. Nuovi incidenti anche a Istanbul; i dimostranti alzano barricate e la polizia usa lacrimogeni e proiettili di gomma. Servizio di Andrea Pennachioli
In breve, però, le manifestazioni si sono trasformate in un'onda lunga di dissenso nei confronti dell'esecutivo islamico-moderato guidato da Recep Tayyip Erdogan, accusato di aver attuato una stretta autoritaria alla vita quotidiana del Paese negli ultimi due anni
«La maggior parte degli arrestati» ha dichiarato il Ministro degli Interni turco Guler, «è stato rimesso in libertà. Negli ultimi 4 giorni ci sono state 235 manifestazioni in tutta la Turchia». Il premier Erdogan: «i social network sono la più grave minaccia alla realtà democratica». Servizio di Adlaberto Baldini
I dimostranti, che oltre alla difesa di un parco pubblico protestano anche per le misure filoislamiche prese dal premier, sono stati bersagliati da lacrimogeni lanciati da elicotteri e idranti. Oggi calma apparente ma resta il presidio della piazza. Servizio di Gabriella Caimi
Violenti scontri nelle strade della capitale turca. Oltre mille feriti, decine di arresti. Pugno duro delle forze di sicurezza. Le scuse del Premier. Anche oggi i manifestanti presidiano piazza Taksim. Servizio di Gianluca Galeazzi
La città è in stato di assedio da 48 ore. Le manifestazioni contro la costruzione di un centro commerciale nel parco Gezi sono divventate vera e propria protesta politica con l'intervento delle forze di sicurezza per fermare le contestazioni. Quasi mille i feriti, 4 manifestanti hanno perso la vista ma il bilancio è provvisorio. Servizio di Damiano Ficoneri
Immediatamente occupata da migliaia di persone
«Non dobbiamo niente. Non paghiamo», recitavano alcuni striscioni dei manifestanti a Valladolid, nel nord della Spagna. Uno slogan ripreso anche dai manifestanti a Madrid, in riferimento a Cipro, che imporrà una tassa eccezionale e senza precedenti sui depositi bancari in cambio di un piano di salvataggio europeo di 10 miliardi di euro
Uno sarebbe soffocato a causa dei gas lacrimogeni, l'altro sarebbe stato raggiunto da un proiettile, secondo il ministero della Sanità - dopo la sentenza del Tribunale della capitale egiziana sulle violenze avvenute l'anno scorso nello stadio di Port Said e costate la vita a 74 tifosi dell'Al-Ahly
Un tribunale del Cairo ha emesso oggi la sentenza nei confronti degli ultimi 52 imputati, soprattutto tifosi di una squadra di calcio di Port Said, l'al Masry, accusati di essere responsabili delle violenze nello stadio locale costate la vita l'anno scorso a 74 persone, provocando nuove violenze nella capitale egiziana e a Port Said
Migliaia di persone si erano radunate nel centro di Madrid per protestare contro la politica di austerità e gli scandali di corruzione che hanno colpito la classe politica e in particolare i dirigenti del partito conservatore al potere, il Pp
A Madrid 4 cortei hanno sfilato contro la politica di Rajoy: 150 miliardi di euro da recuperare in in tre anni per ridurre il deficit
E contro gli scandail di corruzione politica. La data del 23 febbraio è stata scelta anche per commemorare il fallimento del tentato golpe militare del 1981. Intanto il 55% dei catalani voterebbe per l'indipendenza dalla Spagna
Contro la politica di austerità del governo ieri il paese si è fermato. Proteste in tutto il paese ma nessuna violenza. Tasso di disoccupazione al 27%, il più alto d'Europa
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